28.1.08

Be a proud parent

Sempre da schwartz ieri una metafora della sanità americana. Angolo meraviglioso delle bambole neonate, con tanto di infermiere che sembra di essere in una nursery. Il sogno è perfetto. Qui tutto è accessibile se puoi permettertelo. Le medicine costano niente. Ma quelle che ti servono costano un occhio della testa. Forse per questo qui tutti si dopano di vitamine: non perché fa bene, ma perché non possono permettersi di ammalarsi. Ieri una iniezione (di medicinale nostro, che avevamo) ci è costata 250 dollari e 18 pillole altri 100. Non so se rendo. Vitaminiamoci.
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10 commenti:

Stella ha detto...

l'altro lato della grande mela...

Damiano Zerneri ha detto...

Questa cosa della sanità americana è inquietante. E' incredibile che negli USA trasmettano un documentario sul Policlinico Gemelli (o altro nome di grande struttura ospedaliera italica) e a quelli che lo vedono gli sembra il paradiso in terra, dal momento che in casa loro se t'ammali devi entrare in ospedale con la carta di credito tra i denti, altrimenti muori o giù di lì. A Michael Moore, che s'è provato a dire la sua in materia, l'hanno incriminato di legge sulla violazione dell'embargo perché ha fatto vedere che negli ospedali pubblici cubani(!) ti curano meglio che a... che so... Seattle.
Ma questi sono pazzi. Non si tratta di anti americanesimo o che, però cazzo.

ancheiohounblog ha detto...

iniezione da 250 $ sull'altro lato della grande mela di chi ??

fiamma ha detto...

io detesto le loro schifose pasticche di vitamine.
(ecco, hai presente il film di moore? a me ha fatto tanta, tanta paura)

Damiano Zerneri ha detto...

> ecco, hai presente il film di
> moore? a me ha fatto tanta,
> tanta paura)

So di un tale di Salt Lake City che farebbe carte false per farsi ricoverare a Vibo Valentia giusto per provare l'emozione di finire nelle amorevoli mani del s.s.n.

> iniezione da 250 $ sull'altro
> lato della grande mela di chi ??

Appunto, di chi è la ch... la natica che ha subito l'intramuscolare, eh?

:-)

Stella ha detto...

mio marito in coma...a L.A.

infermieri:"reddito altissimo...!"
medici:"bene ricovero immediato e salvato!"

non sto scherzando...non scherzerei mai su questo episodio...

Paolo Pantaleo ha detto...

Non il miglior posto dove far crescere dei fagotti, direi..

Anonimo ha detto...

No, non e' il miglior posto per far crescere i fagotti, almeno che tu non abbia una buona assicurazione sanitaria. Ce l'hanno in molti, ma intanto circa 40 milioni di americani sono del tutto uninsured, in parte (penso pochi) per scelta in parte per necessita'.
Btw, la finta nursery di fao schwarz (senza la t, che' qui negli USA sbagliano tutti a scrivere il mio cognome) con la tata kinky e' una delle cose che mi ha disturbato di piu' di NY.

Anonimo ha detto...

buffo, mi sento come se stessi viaggiando nella tua valigia colorata e guardo ny con i tuoi occhi di poetessa, maga ammaliatrice.
baci milanesi

elena petulia ha detto...

La tata kinky sembra una commessa di agent provocateur. Piedi massacrati dal troppo camminare. Mi addormenterei ora e invece devo cambiarmi per la cena. Lo so che sono a NY ma l'idea di essere invece a Milano nella casa con le porte colorate mi fa. Non ve lo dico. I fagotti stanotte stanno dormendo nel mio letto. Smetto, se no mi cola il trucco:-P