Pochi sorrisi, poche energie. Ed è un eufemismo.
Però, in tutto questo, nuove consapevolezze.
Ieri sera tornando a casa alle otto, le luci erano accese, il letto dei bambini rinsaldato con nuove viti, lo stendibiancheria montato. La mia Karin è preziosa, come tante delle cose che ho intorno. Bianca che dice: mamma, io trovo subito un lavoro, così ti aiuto e tu puoi stare a casa di più con noi.
L'ho detto ad Aion: il problema non è non avere colori. E' avere cose che fanno di tutto per spegnerli.
Oggi inizio a costruire un recinto per il mio giardino.
Devo tornare a coltivarlo, come Candide.
Voglio.
12 commenti:
E' bello avere ritorni caldi e colorati. E un giardino da curare. E' la vita, tolti gli accessori superflui.
Peccato che a volte, come a Napoli, la spazzatura ostruisca la porta d'ingresso:-P
Ma in quel caso è l'istinto poetico che deve venire in aiuto :-)
....e tu ce l'hai
Mah. Per questo ho bisogno del recinto: se esiste un recinto, vuol dire che esiste un giardino. E io il giardino lo vedo e non lo vedo.
Eh il recinto ci vuole. Una bella palizzata. Ma in giardino mettici un albero, per arrampicarsi e guardare ogni tanto l'orizzonte. Suggerirei un faggio :-)
un'altalena...
Come quella di Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini della Marrana.
no costruita con una semplice corda ed un cuscino
casomai nel tuo giardino la panchina di vedovamazzei....please!;o)
ci hanno scopiazzato e anche in modo noioso!
Beh, la vostra panca è la cosa più bella della Marrana e una delle opere d'arte più emozionanti che io abbia mai visto. E lo dico convinta. Non smetterei mai di scatenare quella battaglia e ascoltarla arrivare sempre più vicino.
arrossisco...ti ringrazio...
;O)
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