29.2.08

Hotel Abkhazia


Tbilisi, Georgia.
Da hotel abbandonato a blister di pillole di profughi del Caucaso. Oggi, per fare spazio al turismo più bieco della globalità, 250 famiglie, con 160 bambini e 200 anziani, devono abbandonarlo. Si chiama, anche, risanamento urbano. E lo è, lo capisco. Ma questa sezione di vite nell'alveare mi stringe lo stomaco. Sento il freddo pungente dell'aria aperta che li aspetta, fuori da quel tepore di vecchie coperte mangiate dalle tarme e armadi pieni di sacchetti.

29 febbraio

Oggi è quel giorno in cui conviene dare baci che non debbano rientrare in un anniversario.
Quel giorno in più, regalato, in cui ci possiamo infilare tutto quello che di solito non entra.
Approfittiamone.

Guardi, le dico solo questo

"Il mio viaggio di nozze l'ho fatto a Gerusalemme"
Paola Ferrari, a chi le chiede del rapporto della destra con il nazifascismo.
Ah beh, allora.

La fidanzata automatica

Il libro merita, soprattutto se hai modo di concentrarti, che se no sfugge. Ferraris peraltro ha un grande senso dell'umorismo, cosa che apprezzo sopra ogni altra. Ma mi chiedo. Perché non esiste mai un fidanzato automatico?
La domanda è priva di ogni velleità veterofemminista, beninteso.

28.2.08

Isotropie

La bellezza di Stefano Boeri.
Il genio di prospettive inaudite di Franco Farinelli.
Da leggere, l'opera omnia.
Lo so che la rete non ha tempo e non ha spazio.
Ma ha la profondità del vuoto che la attraversa.
E io lì costruisco questo mio territorio.

Rac-conti

Bravi, bravissimi. Ma a quando i nomi di quanto hanno conti Ior?
E' anche più vicino.
Non dovete neanche prendere l'aereo.
E andandoci, leggetevi queste due pagine in bellissima copia di Curzio Maltese.

La Marrana

Perché, se non la conoscete, non avete idea dell'incanto del luogo.
Ma intanto, se siete a Milano, per iniziare a fare i primi passi a gambe all'aria, troviamoci oggi alla Triennale alle 17.30.

A parte l'orribile titolo

(Hai mai sofferto di letturite), Mauro Covacich su questo numero di Vanity Fair racconta l'incanto di questo posto, il Circolo dei lettori di Torino, all'interno del seicentesco Palazzo Graneri della Roccia.
Amarcord quello meraviglioso di Ragusa Ibla, solo per uomini (Circolo di conversazione) o quello di cui parla Alajmo nel suo libro, in cui lo invitò Sciascia.
Fiamma, Simone, quando ci andiamo?

Quasi quasi mi faccio la Kore

Che in greco significa fanciulla.
Di facilissimi costumi, perché in questa università di Enna pare che veramente passi chiunque per fare di tutto.
Ma sì, quasi quasi mi faccio la Kore per una seconda laurea di igiene e benessere del cane. Ah no, è vero, questa facoltà è a Bari.
Del resto, se le chiamiamo "facoltà" poi non lamentiamoci.

I biscottini della fortuna

Ieri sera ho mangiato il mio primo, a questo convegno sui paesi emergenti (o emersi, come con grande intelligenza ha sottolineato uno dei relatori). Lo apro, sfilo il biglietto e leggo a voce alta: La sorprenderà quello che ha ora davanti ai suoi occhi.
"In effetti, il barman è una sorpresa" mi dice sorridendo il cameriere/barman.
E così è stato.
Ho conosciuto Enrico e con Maria Pace siamo state a chiacchierare con lui che quasi c'era passata la voglia di tornare a Milano.
Tutto questo per suggerirvi di
a) osservare anche voi oggi le cose che avete davanti con occhi aperti e non chiusi o semichiusi come al solito
b) raccogliere uno dei biscotti di cui ho fatto incetta per voi da servire insieme al caffè.

Quanti caffè? Chiedete e vi leggerò il vostro biglietto.

27.2.08

Opportunità

Noi delocalizziamo in Cina. La Cina dopo le nuove normative del lavoro, molto più severe, delocalizza in Vietnam. Il Vietnam si sta attrezzando verso un suo possibile sud. Insomma. C'è da sperare che in questo veloce passaggio di carte in giro per il mondo, magari il Belize decida di delocalizzare in Italia. Peut etre. Meglio stare fermi. Le possibilità possono facilmente rivelarsi più ampie.

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Caffè Pedrocchi

Eleganza di modi. Signore al caffè. Signori di una certa età con biondissime ragazze. Fuori dalla finestra , la città cammina lenta. Non riesco a proiettarmici, se penso al mio passo veloce, alla mia fronte sempre corrugata di pensieri. Ma che invidia.
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Ferrari per tutti

E non lo spumante. La mitica rossa.
Ora, capisco tentare di falsificare banconote, documenti. Ma la Ferrari? Fantastici.
A saperlo, ne avrei ordinata una, che oggi devo andare a Padova.

Il più alto consenso di tutti i tempi


E' quello ottenuto dalla Marcegaglia.
L'America non è pronta per una presidentessa,(e mi viene in mente mia suocera che si faceva chiamare direttorA, presidentA) noi sì.
Buona cosa, soprattutto se la donna non si trasforma in un uomo per riuscirci.

Ah! Bianca ha ripreso a scrivere nel blog. Per chi vuole.

Due volte

Eh sì, per tutti: amici suoi, amici miei, clienti e figli, Bartleboom è due volte papà e la sua Leva due volte mamma.
Anche questo in effetti fa parte di una buona rassegna stampa:-)

26.2.08

Poveri?

Gatto, dico a Bianca, oggi ho chiamato per avere qualche informazione sulla casa che vendono qui accanto. Sai che ho scoperto che è dei genitori di Umberto? Solo che chiedono tanto, perché è più grande di quanto pensassi. Le dico la cifra.
Eh sì, mamma, noi siamo poveri, non possiamo permettercela.
E' difficile spiegare ai fagotti che noi siamo dei poveri ricchi o dei ricchi poveri.
In effetti, m'incarto già qui.

Grilli politicanti

Perché poi è così.
Se abbiamo bisogno di chiarezza e di trasparenza, allora facciamola. Se vogliamo spazio per un nuovo movimento contro i movimenti, diciamolo, anche se dei dubbi sul fatto che ce ne fosse bisogno restano. E se il punto è ormai capire il valore di un voto aspettiamo che si chiuda l'asta.
No comment due volte.
A furia di provocare qui ci si dimentica che lo stato non ha il pilota automatico (uau, che idea, però).

Quote rosa? No azzurre

Stiamo parlando dell'Iran, che sente di dovere tutelare una presenza maschile all'università (e quindi all'interno della futura classe dirigente del paese). Altro che chador.

Sceglilmeglio

Se avete altri cinque minuti, seguite quello che dice Giulio Zu e aiutatelo a segnalare i migliori cut'n paste since ever.
Io voto per i bambini e le loro frasi magiche.
Tipo questa di bimbidiblog:
la pietra "Sì lo so fare" di Harry Potter è "una pietra magica, mamma, con i poteri. Che puoi farci anche le cose impossibili".

Basta, basta raccomandazioni per oggi.

Io e winnie

Se avete cinque minuti di pausa in ufficio, guardatevi questo film.
Io non ci ho capito quasi niente, ma l'ho trovato divertente, tanto quanto il suo bellissimo regista Matteo, che è il mio ex compagno di banco del liceo, mitica B del Berchet.
Guardate che poi vi interrogo.

Myra e ammira


Davvero potente, Myra Breckinridge di Gore Vidal.
Sofisticato, velenoso, spiritosissimo: non c'è pagina che non scateni risate, anche amare. Stanotte sono tornate le insonnie e, insieme a loro, la lettura ad oltranza. Qualcuno l'ha visto, il film con Rachel Welch?

(Dalla rassegna stampa di oggi, a parte le notizie delle quali non voglio parlare, la bella definizione - per una volta - di Facci: attacchi a spillo, la Santanché su Fini).

25.2.08

Il ruolo della cucina

In una Famiglia Cristiana è fondamentale: ecco perché hanno deciso di dare ampio spazio alle ricette. Questa settimana spiegano il Pd, pasticcio veltroniano in salsa pannelliana. (sic!, titolo dell'editoriale di apertura).
Del resto si sa: se il sesso non è o non può essere un piacere all'interno di una coppia, con qualcosa bisogna pur sopperire.

Ma io dico. Anzi no, meglio che non dica.

Lombrosianamente

Adesso, diciamocelo, che tutto torna.
Anche il peso ha il suo peso.

Peccato

Io la trovo così sexy.
Come dice la mia amica Coral: è bellissimo, già così tutto nudo.

Sì, la penso come Ilvo Diamanti

Siamo passati, senza cambio di legge elettorale, dal proporzionale al maggioritario. Il che la dice lunga su quanto sia naturale questo tipo di riforma, e necessaria. Stamattina un sogno: alle sette in piscina a nuotare per 45 minuti (che per me sono tanti). La corsia si è svuotata, non so perché. (Forse vado storta? Calma, altre idee?). Poi i Beatles di Sergent Pepper Lonely Heart Club Band mi hanno accompagnato in ufficio.
Insomma, non male, per un lunedì. Help yourself, di caffè di buonumore.

24.2.08

Mamma, a cosa serve il parabrezza?

A farti lasciare biglietti sulla vespa, tesoro.
Ammiratori più o meno segreti.
In due settimane ben tre.(Lo so, che uno era di ammirazione per la vespetta e non per me).

There will be blood

Daniel Day Lewis è stupefacente. Però non mi dite che questo film è perfetto. L'ho trovato a tratti caricaturale e persino noioso. Ne capisco la maestria, la regia straordinaria: ma io voglio solo farmi raccontare una favola, al cinema. Non voglio sentire che chi me la legge ha la voce perfetta. Voglio caderci dentro e basta. E questa è l'arte, per me.
Tra le cose belle del film, l'abbraccio tra padre e figlio. E ho pensato che è così. Che è come una deriva dei continenti, come una gravina, come una faglia: quando abbracci un figlio, senti che l'incastro è perfetto. Come ieri, quando ho riabbracciato Olmo per un minuto.
Aridatemi Nel nome del padre.

Ubi maior, 2

Vale di più la laurea o il diploma? E ancora non siamo arrivati a colpire con sciabolate di master e PHD (forse in effetti non è una caso).
Vale di più il senso civico o le cazzate senza vergogna di Beppe Grillo?
Di sicuro, valgono sempre di più i santi: leggo su Corsera che Vespa si fa promotore, bontà sua, del chiarimento tra Casini e Berlusconi. Lo fa dalle pagine del Corriere: vi invito io, da me, ma non questa settimana, che c'è San Remo.
Da non crederci. Qui tutto è possibile, tranne il possibile.

Ma di cosa parlo io quando parlo

Ma che cosa penso io quando penso. Mi vergogno di me.

Mentre sono a bere il caffè e a leggere i giornali al sole, arriva la chiamata dell'allarme a casa dei miei. Chiamo, mi preoccupo, mi precipito. C'è una finestra aperta, mentre faccio il giro della casa. Sto per salire e vedo un poliziotto. Lo guardo e mi dice: scusi la scala C. Dico: è per l'allarme, venga sono la figlia. Saliamo insieme. È di Lavello, lucano come mio padre. Gli racconto che al'inizio papà aveva messo come numeri da chiamare in caso di furto, tutti i suoi parenti. E a Matera, a Potenza, a Taranto, tutti erano avvisati che c'era in quell'istante una rapina in casa Santoro a Milano. Mi dice: entro io, controllo.

È tutto a posto. Chiudiamo usciamo, mi racconta che è qui da 4 anni e ci sta bene. E io non so come ringraziarlo. È la seconda volta che ringrazio un poliziotto, pensando a quanto mi vergogno dei pensieri facili che penso. Se rinasco, faccio il carabiniere. O anche il poliziotto.

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La mia Bombay, la tua Mumbai

"Tutti, prima o poi, siedono ad un banchetto di conseguenze", Robert Louis Stevenson.
Tra le doppie possibilità di dio tra hindi e musulmani, Nessun dio in vista. Il romanzo di Atlaf Tyrewala vola leggero dalla strada agli uffici gelati dall'aria condizionata, dalle baracche alla polizia, dall'uomo alla donna, da madri a figli. In quella città in cui ci si spoglia sui balconi, per il pudore di chi è un casa. In cui ogni e insieme nessun sogno è possibile. E ogni personaggio occupa la polaroid che lo incornicia per riscivolare immediatamente nel suo buio. Come un servizio fotografico, con tutte le variabili che la Lomo consente. Pura, perfetta, Lomography.
Per fortuna che Gaspare della Libreria Cortina ha insistito. Perché io non l'avrei scelto, per il chiasso della copertina e perché Feltrinelli non è - più da un pezzo - una garanzia di niente. Anzi.

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23.2.08

Objects in the mirror are closer than they appear

Sono settimane che voglio scrivere questa frase che ogni mattina mi guarda dallo specchietto della vespa. Me la ripeto, durante la giornata. Adesso, chiudendo le ultime pagine del libro di Giordano, la trovo anche qui, a guardarmi e a farmi l'occhiolino.
Ha tutto senso. E' come una fiducia, ricambiata.
E stanotte rileggo Non è un paese per vecchi.

La birra gelata

Dopo la corsa, la nuotata in piscina e la doccia è sentire che si spalanca un mondo sotto di te. Come un delirio di onnipotenza. Con la primavera che entra dalle finestre aperte, poi.

Santoro come

Come Michele Santoro, dice il calzolaio che è rimasto lì da sempre, da quando sono piccola. Dico: è mio padre. Davvero? Sì, ma lei non si ricorda di me e mia sorella? Venivamo sempre, anche da piccole. Ma no! Ma non mi dica.
Dico Sì, peraltro immagino che per lei sia più facile ricordare mio padre. In casa di scarpe si è sempre occupato lui.
In negozio però non l'ho mai visto.
E allora capisco l'equivoco. Lui pensa alla tivu e io al mio mettere radici dappertutto che fa si che se al frutteto o dal meccanico dici Elena, sono io.
Lui deluso. È di capo vaticano, avrà più di 70 anni e lavora anche nei giorni di festa. Faceva l'aiuto pasticcere, poi a 20 Milano e la bottega del ciabattino.
Sono finalmente venuta a ritirare gli stivali. Li cerchiamo invano.
Ma quando me li ha portati? Eh, a novembre credo. Li trova, li guarda e mi guarda stupefatto: ma come ha fatto a passare l'inverno senza stivali? Sono belli, di buona pelle.
E io non ho più le parole. Per dirgli che ha ragione lui, che mi vergogno di avere tre paia di stivali neri e di passare l'inverno senza avere bisogno di uno.
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In the colors

Primavera. Divorando Giordano a letto (non lo dico più quanto è bello quel libro, ti fa passare la voglia di correre all'idroscalo, di alzarti a fare colazione, di uscire a comprare i giornali del sabato).
Non è un paese per vecchi meraviglioso ieri sera, senza sbagli.
Vino dopo in rima baciata ABAB, quattro bottiglie, le ultime quattro.
Oggi vado da Gaboardi. Oggi vado vado a correre. Oggi finisco il libro. Oggi vado al cinema. Oggi scrivo sul quaderno. Oggi torna Olmo, anche se non da me.
Oggi in the colors.

22.2.08

Il tempo

Oggi scotta.
Nevrosi da città e non solo.
Penso alla terra, che ha voglia di iniziare a fiorire.
Scotta anche la fronte. Il troppo vino di ieri. I pensieri che questo non è il quaderno e se dico qui un nome, google lo tiene in pancia per sempre.
Stanotte pensavo alla leggerezza con la quale poso cose qui, così e poi restano agli atti.
Devo fare attenzione. Mi ha colpito ieri vedere quanti sono arrivati qui cercando La solitudine dei numeri primi. Magari anche l'autore.
Mentre il libro continua a essere dolorosamente bello, penso che Google non dovrebbe darmi tutto il credito che mi dà.
Google, chiudimi in un cassetto.

Non è un paese per vecchi

Plinius o Colosseo, alle 20. Adesso parto.
(Quando penso che questi miei post di servizio, tipo sms, finiscono nel blogroll di Marco insieme a cose ultrascientifiche, mi sento male.)

Altezze

((Adesso, onestamente s'è sempre saputo che gli italiani crescono un po' meno degli altri, no? Quelli alti sono gli svedesi, gli olandesi, i tedeschi. Cos'è tutta questa sorpresa.))
Se pensi a Venezia pensi alle "trame di pizzo dei palazzi sull'acqua" e alle romanticherie di guardarle dalla gondola.
Parigi invece è passeggiare, è i caffè, è primavera.
Invece a Belgrado attacchi facilmente l'idea degli scontri. Purtroppo.
E' venerdì.
Eat very morning water.

21.2.08

Questa. Questa è imperdibile

Non ci si può credere.
Già l'idea era geniale.
La rettifica poi è oltre.

Bondi, ringraziamo Dio che tu esisti.

Un cliente

Mi chiama e dice: taci, che sono 4 giorni che non riesco a leggerti nel blog.
Ma è nato il figlio di quello là? (Bartleboom).
Morta dal ridere. E la famiglia si allarga.

Ecco

Sono andata da Di Lillo per il caffè e ho incontrato Susanna, compagna del ginnasio. E' stata lei a riconoscermi. Vive a Napoli, guardando il mare. E mi ha raccontato di tutti, ridandomi il numero di Valeria (così Petunias la prossima volta che vieni a Milano organizziamo).
Come un tuffo in tante piscine.
Come il Nuotatore di Cheever. Così mi sento.

Uau

Se nelle prossime ore vi cade qualcosa in testa, non preoccupatevi.
Stanotte, mentre noi eravamo qui a dormire sonni più o meno tranquilli, ecco in cielo cosa stava succedendo.
(Che abbiano ragione la Cina e la Russia?).
Mi fa ridere questa cosa. Della massima segretezza di operazioni così. Mentre noi beviamo il caffè, strangolati da ulcere da lavoro e cose varie, loro lì, come nei film, a schiacciare bottoni, a intercettare telefonate, a telefonarsi sull'altra linea per dire ma tu ci credi? Non è che?

La solitudine dei numeri primi

La domanda viene spesso: come fai a leggere così tanti libri? Come li scegli?
Questo, di Paolo Giordano, per esempio, l'ho scelto perché un titolo così, accompagnato dalla foto in copertina, non poteva non calamitare la mia mano.
Nonostante fosse di Mondadori.
Mi ci sono già persa dentro (in senso buono).
Dopo la questione con Anubi, ho pensato che è meglio se raccolgo meno materia dalla lettura dei giornali e parlo un po' più d'altro.
Sento che sta arrivando.
La crisi di sette mesi di convivenza con il blog.

20.2.08

Ma hai visto che travestiti, attorno al Louvre?

Ho appena scritto che ho riempito una scatola di idee. Ma tante da richiedere un anno intero.

Ogni tanto qualcuno mi dice: ma come fai, ad avere tutte queste idee?
Beh, basta dirvi che oggi qualcuno è entrato qui nel caffè petulia cercando "bellissimi travestiti", "elena la zoccola", "sogni buffi" (ricercatissimo) e "libro maledetto".
Poi ad un certo punto è entrato un signore.
Aria familiare, ma non l'avevo mai visto.
Mi ha detto: ma lo sa che lei è un po' come il Louvre chiuso per ferie? Quando si metterà ad amare e a lasciarsi amare da un uomo?
E io sono rimasta senza parole.
Per fortuna che le idee erano chiuse nella scatola.

Riassunto

Ho ascoltato Gianni parlare e ho sentito così tante belle idee che ne volevo fare tesoro comune e invece.
Le parole, quelle che mi restano nelle tasche, sono queste (i dobloni... amarcord i dobloni di michelangelo de Il Manifesto): galleggiare, per osservare gli altri nuotare. Senza cercare porti, perché i porti siamo noi (e io che dico: ma non esistono i porti dei porti, così come le assicurazioni delle assicurazioni?). Consumiamo, perché l'offerta è troppo ampia, fatta apposta per. Arriviamo a scegliere la singola vite della nostra nuova Ford e, facendo salire Keynes accanto a noi, perdiamo di vista la macchina intera, nella sua bellezza. Perché se i consumi sono all'eccesso, l'economia non funziona, le regole si piegano da sole e si mettono nel cassetto.
Caos calmo, erano altre due parole. E poi il cinema, venerdì sera al primo Coen Non è un paese per vecchi. Stella, ci sei? (E RIP e tutti quelli che vogliono esserci)(Simone, Fiamma, Luciano, Giacomo già avvisati salvati).

Magnetismi

Perché ce l'ho, una calamita attira persone.
Io attiro loro tanto quanto loro attirano me.
Un campo magnetico pericolosissimo.
Foss'anche solo da gestire. E' già un problema.

Livelli inqualificabili

Stiamo parlando de Il Giornale, che per anni è stato il quotidiano in casa, quando era di Montanelli.
Ascolto oggi alla radio l'editoriale di Giordano contro Veltroni, "Lo chiamavano formaggino". Ma va solo bene così. Continuate così. Mi pare difficile pensare che persone che stimo e che hanno sempre letto Il Giornale perché sosteneva Berlusconi possano oggi continuare a farlo. Magari continuano a comprarlo. Ma escludo che lo leggano.
E pensare che un giorno stimavo anche Giordano, quando lavorava con Gad Lerner.

19.2.08

Luna quasi piena

E stelle accese. A parte il freddo, queste giornate non sono male.
Ho persino smesso i sonniferi, sogno di giorno di fare un corso di cucina, sogno di notte case piene di giardini e pavimenti in legno.
Dove camminare scalza.
Ferrara sogna invece un posto da ministro della salute (e me lo merito, con tutto quello che sto facendo per voi: non dormo, perdo soldi non lavorando in tivu, butto a mare la vita per voi, cuori ingrati). (Fossi La 7, lo licenzierei, con la sua tivu antiveritativa).
Dove camminare con gli zoccoli bianchi da infermiere.
Così è la vita.

La strada

A Milano è battuta da 1.600 clochard, secondo i dati di Croce Rossa. Mille e seicento, a Milano.
Oggi ne ho conosciuto uno.
Un uomo bellissimo, si vede ancora. Ero davanti alla scuola, aspettando Bianca, per farle una sorpresa e portarla a casa, prima di rivolare in ufficio.
"Una donna bella e di cultura come lei - stavo leggendo il libro - non può non apprezzare queste cose" e tira fuori una sfera di porcellana. "Vede, questo è il mondo, è la vita, e io la vendo per 5 euro".
"Mi deve scusare, ma non ho soldi"
"Allora mi invita a casa sua a bere il caffè e gliela porto"
Ho sorriso. Come spiegargli che volavo a salutare bianca, tornando subito indietro, che a casa sono senza caffè da una settimana, che sono sempre senza contanti, che ero piena di pensieri su come la vita prende le vie più strane.
"Dove lavora lei?"
Glielo dico. "Ah, vicino a dove vive la Cerini, la moglie di Enrico Baj. Ho vissuto con loro per un mese e mezzo. Adesso lei sta con Valpreda, sa, quello della bomba. Non si sa stare soli mai. Meglio un marocchino, piuttosto".
La vita è così. Prende le forme più strane, sì, componendo incroci.
E la cosa buffa è che come gli ho detto, lo avevo già incontrato.
Un pomeriggio al Dal Verme ad ascoltare Fassino e ad arrabbiarmi con Sgarbi.
Vendeva quadri, quella volta.
Intanto è tornata la ragazza rom di Porta Vercellina, con in braccio il fagotto, che avrà tre, quattro mesi.
Tutti e due lì, abbracciati sul ciglio della stessa strada, a raccogliere fortuna.

What the heck is Blog?

Veltroni, Veltroni

Mi scusi, permesso. Veltroni, non fartelo scappare. Perché non lo candidiamo prima che lui chieda a Berlusconi di assumerlo?
Come siamo messi male, a rincorrere chiunque (per non parlare di Cuba, dove ora esploderanno mille contraddizioni). Leggetevi i Palazzi lontani, di Estevez: su quanto la prima periferia del sogno, della felicità, sia il buio peggiore della notte.


Ecco, Musharraf, invece, non candidiamolo. Lasciamolo "pensionarsi", come direbbe Olmo.

Come, scusa?

Anubi D'Avossa Lussurgiu.
Sì, così si chiama uno degli editorialisti di Liberazione. Nulla di personale, eh.
Ma uno che sventola il suo nome e cognome con tutto il peso di stoffa che un'asta normale non regge, poi fa proprio bene ad attaccare Veltroni sui nomi di figli di che ha scelto o selezionato per le sue liste.
Del resto, se dei politici abbiamo perso la stima, cosa dobbiamo fare.
Per non parlare delle provocazioni che Rifondazione ultimamente ha raccolto dentro le sue liste per fare notizia e per fare casino.

Pensa te questa petulia. Chi l'avrebbe detto. Qui a difendere Veltroni alle sette di mattina.

18.2.08

Unità di misure

Giusto per darvi un'idea. Oggi per la prima volta dopo due mesi ho cercato il clacson nella vespa.
Il venditore di pensieri dice che questo è un problema, perché significa che il mio vaso della conflittualità è vuoto.
(Secondo me neanche ce l'ho, ma ho evitato di specificare).
Quindi devo trovare vasi in cui fare crescere odi e rabbie e innaffiarli e coltivarli.
Un compito davvero difficile, onestamente difficile. In uno, per cominciare, ho messo Tremonti.
Io già ho passato il weekend soffocata dall'ansia per avere scritto una cosa cattiva ad una persona che mi è carissima.
A me, che lo vedo come un errore tragico, lui dice che è un progresso.
Fidiamomi.

Cos'è Piero Camporesi?

Se lo chiedono Umberto Eco, Giuliano Scabia e Marco Belpoliti.
Li interpella Oliviero Ponte di Pino in occasione della
pubblicazione del volume di “Riga” dedicato a Piero Camporesi
a cura di Marco Belpoliti edito da Marcos y Marcos
Libreria Feltrinelli
Piazza Piemonte 8, Milano
Martedì 4 marzo 2008
ore 18.30.
L'invito ve l'ho girato.

Illuminazioni

Ho capito perché uno spende 300 euro da Madame V per un completo fatto di niente di Let's play (cameriera, studentessa del college, etc).
Così i ruoli sono chiarissimi e tutto funziona alla perfezione.
Mica come nella vita.
"Beh, gli uomini mi aspetto che facciano gli uomini".
"Sì, ho capito, ma spesso le donne vogliono che gli uomini fingano di fare gli uomini, mentre hanno loro il controllo".
Insomma, in quattro, più si parlava e più ci si confondeva.
Voglio fare la cheer leader, è più semplice.

Ultima chiamata

Nottetempo, Céline Curiol.
Che libro potente.
Lo inizi e la prima pagina ti scatena un leggero fastidio.
E da lì in avanti è una progressione di fastidi, imbarazzi, complicità.
Donne e uomini, cene e parole, Parigi e la sua società, che è poi anche la nostra, la Società con la esse sempre maiuscola. Quella capace di incuterti a volte un timore, spesso fastidio, sempre distanza e quasi mai rispetto.

Quelle facce


Olmo svegliati che devi partire.
Tesoro, su.
Dai, tesoro, sbrigati.
Cucciolo, dai, puoi sempre dormire in pullman.

E finalmente emerge dal piumone con quella faccia sulla quale leggi in stampatello dai mamma, non dire cazzate.
Bianca e io sole, questa settimana. Quasi strano esserlo.

17.2.08

In vino veritas

Così scrive Prufrock, strangolandomi.
In vino emozioni, fuori controllo. Anche aggressività.
E la dolcezza, poi, quando tutto è passato.
Temporali così, che si accendono e spengono nel cielo sereno della casa.
Forse fanno bene, come sempre l'acqua.
Ma io no. No. Non li vorrei mai.

Il singhiozzo dell'uomo bianco

Giovedì, tutti in libreria, esce 25 anni dopo il libro di Pascal Bruckner.
"L'ingresso nella storia è necessariamente una cosa sporca. Non esistono popoli innocenti o eletti, vi sono regimi più o meno democratici, capaci di correggere le loro colpe e di accettare gli sconvolgimenti del passato. Il giorno in cui gli stati, le religioni e le culture riconosceranno i propri errori senza che ciò diminuisca in alcun modo gli orrori particolari di cui si sono macchiate l'Europa e l'America del nord sarà un giorno di grande progresso per l'umanità intera".
L'ingresso nella storia è necessariamente una cosa sporca.
L'ingresso nella storia è necessariamente una cosa sporca. (E sulla prima pagina del Domenicale, leggetevi anche il corsivo di Branca, Superiori anche nel male.)
Suona il forno, la pasta è pronta. A tavola.

Un terzo

Come quando lo spiegavi ai bambini: prendi una torta e ne tagli tre fette, prendi tre caramelle e. Ecco. Leggo su Corsera che la campagna presidenziale Bush contro l'AIDS in Africa ha investito un terzo del budget stanziato (una fetta grande così, esatto) per i-n-s-e-g-n-a-r-e l'astinenza.
Non ai ragazzi dei college americani, ai calciatori di grido, a. All'Africa.

Finestre temporali

L'ho scritto anche su Anobii. Ilaria sostiene che ci siano finestre temporali. Se quando conosci un uomo interessante passano più di dieci giorni senza che nulla succeda, si passa oltre. (Infatti Jules volevo presentartela, ma poi ho pensato che con la storia della finestra proprio non è il caso).
Succede a me con i libri (e non con gli uomini). Per esempio con Che fine ha fatto mr Y. Che è un gran libro, pieno di cose. Realmente maledetto.

16.2.08

Dentro la famiglia

Quella grande che si sviluppa in alberi e genealogie oggi ho visto dall'alto storie difficili, rami spezzati, nidi vuoti, cavità piene di ombre. Ma anche bellezze, di rami che nonostante tanti nodi vanno avanti diritti. Guardo la mia, piccola e incrocio le dita.
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Scene da un matrimonio


Oggi l'ho capito di più. A volte un risultato diventa positivo solo perché un altro diventa negativo.
O muzos deloi che a volte basta stare fermi.
E due.
La foto, bellissima, è di Watanabe. Grazie.

15.2.08

Ma poi

Uno non si vergogna di avere 71 anni e dimostrarne 21 in meno, forse anche 23? Io non ho parole. Però grande sense of humour: gli italiani non sanno cosa sia la rosa bianca? Bene. Quando lo scopriranno, la loro quota dello 0,8 sarà ancora più bassa.



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Si può fare

Ubi maior, Cato minor.
Anche perché, diciamocelo Maria Angela, non è che di alternative sia pieno il mondo.

Parole in libertà

"La tv è antiveritativa".
Sic.
Se penso che per anni ho guardato Otto e mezzo e comprato Il Foglio del sabato.
Rispettiamo solo i feti o anche i feti cresciuti? Giusto per capirci, Ferrara.
Martini, Tettamanzi, dite qualcosa, qualcosa di cristiano.

Nastri azzurri

A parte quello. Vi vengono in mente scene, momenti, cose in cui il nastro azzurro ha segnato qualcosa (libri, cinema, sport, vita etc).
Devo essere molto creativa.
Ma dopo che il mio capo mi ha detto che sono vestita da Tupac amaru mi è scesa l'autostima.

Sindromi

Oggi c'è il sole, è venerdì. Tutto quasi perfetto.
Mancava solo un sogno al sogno. Peccato non aver potuto avere l'onore di visionare i testicoli di Ferrara. Va beh, tutto non si può avere.
La cosa singolare di questo mostro totale - anche di intelligenza - è che lui i peccati capitali li racchiude tutti. Credo sia per questo che piace alla CEI. E' come un abecedario, un memento mori, un... lasciamo perdere. Come dice Lotto 49, che corra e corra fino a togliersi di mezzo da solo. Il problema poi sarà smaltirlo.

"Scusi sa



Ma lei deve dirlo", mi dice il mio venditore di pensieri.
"Lei mette troppa ironia e troppi sorrisi nella sua vita. In realtà lei è piena di lacrime"
"Ma a me pare di dirlo e che si veda, che sono sempre piena di lacrime, anche quando parlo con chiunque, di qualsiasi cosa"
"Sì, ma sembrano lacrime di sensibilità"
Ecco, stamattina mi sono svegliata alle sette e ho scritto con cura il cartello, intagliandolo stile Alexander Supertramp Into the wild:
LE MIE LACRIME SONO DI DOLORE.
Sanno di dolore, se le bevi.
Sono dolorose da piangere e da trattenere.

Speriamo sia più chiaro. Anche se l'ing mi dice serio: ma no, si vede che una mattina stai male e l'altra sei triste e l'altra sei incazzata. (E a me viene da ridere, ma giuro, mio venditore, questa volta non rido).

14.2.08

Errori madornali

E non uno, due.
Ho sottovalutato il potere dell'incantesimo d'appello.
E valentino, che se è santo una ragione ci sarà.
Proprio io, che credo alle favole, ai principi, alle torte a forma di cuore.
Ho trovato un candidato (nel senso che si candida lui). Stamattina mentre io cercavo di parlare di lavoro, lui è partito lancia in resta (e neanche sapeva dell'incantesimo).
Offre matrimonio, vita insieme felice per sempre, nuovi figli, la garanzia che essendo al secondo matrimonio questa volta se anche sbaglia resiste. Mi ha detto di riposarmi queste due settimane in cui lui è via per lavoro, che appena torna si fa sul serio.
Devo solo accettare di farmi tatuare sul braccio sinistro il cuore con dentro il suo nome.
E adesso come faccio? Dopo rispondo ai vostri commenti. I nuovi e i vecchi.

Incantesimo di appello

Accio marito.

Ci riprovo.
Accio marito.

Va beh che non sono Hermione, però perché con me le magie di Harry Potter non devono funzionare. Gelsomina, tu hai provato?

13.2.08

Chez Giulio Bajada

O anche chez Marella.
Something old, something new, something borrowed, something blue.
Il 21 inaugura la mostra (Giulio, se mi mandi la foto la aggiungo e spiega tu, le magie di Aaron Rose).
Le mie cose sono:
1) old: me stessa
2) new: i capelli biondi
3) borrowed: la pazienza degli amici
4) blue: beh, la mia mattina, piena di bambini appesi a fili, come quelli di Cattelan.
Aspetto le vostre.

Per sorridere, poi

Olmo ieri a Ciropizza che aggiustava il pc.
"Ma scusa Ciropizza, come hai fatto ad entrare dentro la mamma? Avevi la password?".

Quella cosa piccola che si chiama bambino

Sveglia con i dati sulla nuova schiavitù di minori: lavoro, nel migliore dei casi, organi o carne per pedofili. Poi gelsomina mi manda l'articolo della Benini sul Foglio di ieri. Altre lacrime, altri ricordi.

A scuola alle otto per colloquio con la maestra di olmo, che mi richiama giustamente all'ordine. Nell'attesa bambini con le tute scompagnate che aspettano soli nell'aula prescuola, gruppi eterogenei che giocano con le parole leggere. Altre emozioni, di fragilità e forza.

La maestra un tesoro. Mi dice che lei e sua sorella sono state adottate da una famiglia italiana. E io non so come rimandare indietro le lacrime. Poi mi chiede scusa, se fa qualche errore di italiano "so che lei è giornalista". E io non parlo più, perché non riesco a trattenere l'emozione mentre mi detesto perché sono sempre vestita troppo bene rispetto a quello che sono e che voglio essere.

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12.2.08

Quegli amici che

Tu li chiami per sapere come stanno e dopo un po' di chiacchiere si interrompono dicendo: "ma mi hai chiamato così? Solo per parlare? Troppo carina".
Tipo Luciano.
Ah, che testa.

Dell'aruspicina

Oggi si chiama econofisica.
Come sempre, non si butta via niente.
Peccato. Ad averlo saputo prima, vedendo il piccione che credeva d'essere un gabbiano avrei investito i miei spiccioli in qualche società marinara.
Ma soprattutto era il segnale perché Marini tenesse duro. Aveva anche gli uccelli dalla sua, che diamine.

Il libro maledetto

Che fine ha fatto Mr Y. Sulla copertina per la verità c'è scritto: se tu sapessi che questo libro è maledetto lo leggeresti lo stesso?
Mi ci perdo continuamente dentro: sono a pagina 50 e continuo ad andare avanti e indietro per seguire un filo. Ogni volta ricomincio a fare un gomitolo che inevitabilmente si disfa.
Petunias, aiutami a capire.
E' solo colpa dei sonniferi? E' la maledizione del libro? Alliuto, come diceva Bianca da piccina.

Se

Pistorius non avesse avuto le protesi, avrebbe potuto partecipare alle Olimpiadi. Il fatto che possa, con tutti i vantaggi che ha, partecipare tranquillamente alle Parolimpiadi, beh, che c'è?
Se questo sistema politico fosse stato diverso, Ferrara non avrebbe potuto fondare una lista e correre (sic) da solo con La lista per la vita contro l'aborto. Sostiene peraltro di avere una forbice tra il 4 e il 6% di elettori, parte dei quali in arrivo da sinistra.
Se io oggi non fossi venuta in bici, non avrei incontrato la Bellotti e non mi sarei ricordata che il mio soprannome era Svampi.
Tanto per dirne tre.

11.2.08

La tesi?

Mamma, guarda la mia ricerca sull'universo, 28 pagine.
Acci, che bravo! Lunghissima. Anche difficile, ma è patrizia o Maria Giovanna che te l'ha data di compito?

Ma no, mamma, non è un compito, mi interessava farla. Anzi, se vale, inizio a scrivere la tesi. A che anni, mamma, si può iniziare a scrivere la tesi? Così mi porto avanti.

Va beh. Forse come genitori ci siamo impegnati troppo.

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La parte più bella

E' l'essere umani.
E l'essere umani è dove ogni mano che si muove rischia di farti male.


Sono tornati i fagotti. Citofono, entro e affacciati alla tromba delle scale gridano: mamma, vieni su a piedi che ti veniamo incontro e ci vediamo prima.

Pazzesco

Trafelata di cose, guardo Denzel e so che sta guardando me.
Va beh. Lo divido con Maria Angela, questo sguardo, che è un po' che non beve il caffè con me.

Stamattina ho già

Fatto la doccia.
Dato da mangiare a Nube.
Sistemato la casa.
Fatto la spesa gigante all'esselunga (e poi sistemata).
Steso i panni e fatto una lavatrice e una lavastoviglie.
Buttato la pattumiera differenziata.
Esultato per Obama e pensato che le Olimpiadi le boicotterei (tutti: stati, atleti, sponsor, spettatori).
Fatto il punto in ufficio.
Ma soprattutto pensato, venendo in Vespa, che forse è tempo che io trasformi tutta la mia grande passione per i libri, per il cinema, per la politica, in passione per un uomo.

10.2.08

Senza parole

Comunicazione di servizio

Vado a vedere American gangster. Ma chi vuole può venire alle 6 al plinius per Into the wild. Io vado con Valeria e chi vuole si aggiunge.

Talking about my generation, 2

"Mah, cosa ti devo dire. Io quando avevo l'età di mio figlio giravo con il plaid sempre dentro la vespa. Lui invece sta al computer. Lui e le sue amiche si mandano mail. Io non lo so, come siamo finiti".
Anonimo, nel senso che ci salutiamo ma io il suo nome non lo conosco.
Where the streets have no name, come dice Bono.

Allergie

Mediamente sana, ho un'allergia pazzesca ad una strana specie di forma umana: Tremonti. Ieri pomeriggio con Giac, l'altra sera con mia sorella ci si diceva della scarsa voglia di andare a votare e votare per chi.
Leggere oggi Tremonti mi ha lanciato come una pallina del flipper. Che poi leggi e le parole si montano e assumono la sua voce e senti che ti manca l'ossigeno.
"Il pd deve perdere bene". Dio mio. Adesso scendo e faccio il gazebo per il PD qui davanti a Blockbuster.
L'unica nota positiva è Berlusconi, che ritornato selfconfident all'interno del college ha ripreso a sparare cazzate, nel suo migliore stile. "Putin e Blair mi chiesero di assumerli". "Una volta mio cugino è morto".
In effetti con le ragazze funziona sempre, per portarsele a letto una sera.

Ma era ovvio

Che ieri era la giornata degli incontri a sorpresa. E così anche ieri sera. Dai compagni di banco del liceo, a Pietro e Antonella, a Ilaria a tutti gli altri che. Il marito non l'ho visto, ma se è gentile come lo vorrei, forse è stato nell'angolo a guardarmi sorridere per le grandi sorprese.
Ho ballato, fino alle tre, ma non quanto avrei voluto.
Elena - a me che dico che mi dopo per dormire - risponde: forse meglio il tuo, io mi dopo per vivere.
Talking about my generation.
Questa domenica è tutta così libera che la brucerò, come cento dollari per accendere un sigaro.

9.2.08

Sai chi mi sembri?

Quella bambina... che nuotava...
Dico: Shirley temple? (Ma in mente ho anche Esther Williams, con la cuffia)
Giacomo risponde illuminato: Sì, ecco, Shirley Temple.

Non sono sicura che sia un complimento.
Speriamo bene per stasera.

Sono belle quelle giornate

Un cui tutto succede.

Da Antonio a tagliare i capelli incontro Carolina. In piazza 24 maggio raul, alla rinascente a comprare biancheria sono sedotta da una bionda con tacchi di cristallo, ipnotici/a. Giacomo dice tè, mentre Antonio mi pettina da sposa perché stasera alla festa lui dice incontro un marito. Poi Marco, che contavo di incontrare da Elena, con sempre quel filo di imbarazzo, a sorpresa.
La tachicardia non smette, ma forse è romantica.

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Perché io stasera ballo

Ci volevano i 40 anni di Elena Dal Pra. Per fortuna che ho le amiche.
Ieri sera Sogni e delitti: perfetto e insieme distante. Trucchi e musica da manuale - in senso buono - ma mi è mancato il ritmo di Match Point. Il giocare sulle infinite possibilità della vita mi piace sempre.
Prendo la bici e vado a tagliare i capelli. Così, Quark ,la prossima volta che ci incontriamo al Moma sai già che li ho corti. Gabi, Gianni, chissà se leggete. Almeno per vedere la wonderwoman Diesel.

Woody Allen

La vita ha la sua vita.
Geniale. Affidiamoci.
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8.2.08

Diesel


Sfoglio in ufficio Vogue Germania e resto folgorata da questa pubblicità.
Sono tantissimi i messaggi che ci leggo, ma nessuna ironia.
Questa è la donna perfetta: vola su tacchi altissimi, partorisce e non ha un filo di pancia, chiacchiera al telefonino sorridente con l'amica/l'amante/il capo, cambiando il pannolino all'amatissimo bambolotto che ha SUL braccio (che in braccio è un'altra cosa).
Cavoli, quanta strada. Si vede che ci sono stati il 68 e il femminismo.
C'è di che esserne davvero soddisfatte.

Vengo anch'io

Per vedere di nascosto l'effetto che fa.
American gangster stasera? O Woody Allen?
Alzi la mano chi c'è.
Io sì.

7.2.08

Volevo stare zitta

Ma non ci riesco. Volevo tenere in bocca la pistola ancora tiepida, piena di quella bellissima e preziosa verità che devo assimilare, se voglio diventare grande.
Ma non ce la faccio. Non sopporto i salotti. Più, dovrei aggiungere, non li sopporto più.
Otto e mezzo e quel fair play da intellettuali, Ferrara Mieli De Bortoli (che su tutti preferisco) a sorridersi. Oh sì, diciamocelo, gomito contro gomito, intelligenza sopra intelligenza, che tra destra e sinistra non c'è differenza. (Ritanna, per fortuna che ci sei tu, a pungolare l'intelligenza, a suscitare un minimo di indignazione. Quel minimo, per educazione).
Santoro come se esistesse ancora il Muro di Berlino, il Soviet. Lui e i suoi ospiti. SWG ha detto che. Il nostro sondaggista ribatte che. Ma si può preconizzare una vittoria su quanto dicono terze, quarte, quinte parti? Invece di stare lì a catalizzare voti con la bellezza delle idee che racconti.
Una Prestigiacomo che, donna bellissima, ha un viso che non si muove più. Paradossalmente oggi le donne le rughe se le ridisegnano, appena accennate, per dire che non si rifanno.
Annego nel vino, che è meglio. E vado a cercare mr Y.

Happiness is a warm gun

Per essere amati
bisogna sapere stare fermi.

Vertigini

Più della metà delle persone che camminano su questa Terra ha un telefonino.
E lo usa.
Mi basta pensare alla quantità infinita di combinazioni di numeri usati perché già mi giri la testa.

Twittering

Io l'ho presa dal Lotto (lo dicevo, che porta cose belle) che l'ha presa altrove. Comunque la campagna elettorale di quella banda di idioti o congrega di fissati che dir si voglia, per dirla con JKToole la trovate qui. Ridere o piangere. Prima ridere, dopo nel ripensarci piangere.

Carnevale

Milano oggi è così pazzesca di cielo e di sole che persino i piccioni si sentono gabbiani e prendono rincorse di voli battuti e poi veleggiati che sono da non credere.
Giuro. Li vedo dal taxi, ma è così. Travestimenti.

Mantra


This sugarcane
This lemonade
This hurricane, I'm not afraid.
C'mon, c'mon no one can see you cry.
(I cuori sono di Bianca, l'haiku mio)

6.2.08

Forse

Dovrei lasciare fluttuare nell'aria i pensieri. Senza data. L'ho già detto, anche a me stessa. Mi emoziona il libro di sofri. Perché non esiste una realtà manichea. Perché le carceri non nobilitano e non riabilitano. Perché la realtà è molto più stratificata dei nostri disegni. E perché la giustizia con la G maiuscola, se esiste, può essere solo opera di un dio maggiore. Sono felice di non dovere giudicare. Non ne sono mai stata all'altezza. Ma l'umanità, anche nella sua negazione, la capisco sempre. Ed è così bella e comprensibile, nel suo essere profondamente umana. Dritta o rovescia. PS Parlo di Chi è il mio prossimo, prima parte eponima. Il resto è resto, straordinaria sartoria: ma non sono i cuciti ineccepibili che amo. Mi piacciono gli strappi, vissuti e visibili. Quel sale che senti sulla punta della lingua.

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Due parole

Fondamentali.
Dignità e indignarsi.
Ripetere. Ripetere e mandare a memoria.
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La famiglia in famiglia

Niente di così bello. Dico a Carolina e olmo "ma ditemi che anche da grandi sarete così amici". "mamma, zia, saremo naturalmente cugini". Che saggezza, i bambini. Abc.
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Giusto per capirci

Non ero.
Sono.
Piccola, piccola, così.

Caffè con lotto

Ho aggiunto alla mia lista di amicifigliamanti anche il lotto 49. Siamo - ancora - poco amici, ma lo leggo sempre.
Quindi da oggi qui potete anche pagare multe, bollette, fare giocate strepitose al lotto e alla schedina. Buone fortune.

Quando un tuesday è davvero super

Tutti felici, no? Hillary, Obama, Mc Cain. Non è male.
Un po' come qui da noi, che dopo le elezioni hanno sempre vinto tutti, migliorato quote, raddrizzato seggi. Solo che là è vero.

5.2.08

Ricetta

Prendete un fagotto.
Fategli ascoltare su Youtube Fango.
Al secondo replay lui la canterà già quasi a memoria (mamma: ma che c'entra il sapore della pizza?) (e non dite che Jovanotti, perché non è vero e dice parole sacrosante).
Siate felici.

Buona notte. E fingers crossed per Obama.

Il venditore di pensieri

Ieri mi ha insegnato che un incubo a volte può sembrare un semplice sogno.
Cecità di Saramago come pane bianco, quotidiano.
Se lo leggo, sto male.
Se lo sogno, è normale.
E questo è il vero incubo.

Reverso

Ho un orologio bellissimo, per misurare un tempo che non ho.
Ho una vespa bellissima e oggi un angelo, mentre la accendo uscendo al volo trafelata per raggiungere i fagotti, mi dice: signora, guardi che è attaccata al palo (io sarei partita così, con lucchetto e tutto).
Ho quasi quarant'anni e dormo solo con i sonniferi.
Ho più sensi di colpa che capelli in testa.
Insomma, uau. (Dov'è finita l'America?).
Reverso, anch'io.

Quelli che masticano l'inglese

Dico: ma a questo avete pensato?
Risponde: certo, è sulla nostra top lista.


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Si è sempre il barbone di qualche barbone

Mi emoziona il libro di Sofri, sì.

Parto per Parma.

Chi è il mio prossimo

Ma forse hanno dato eccessivo credito al libro di Sofri?
Qui oggi i giornali osannano l'apertura al dialogo. Sono scettica: intanto, è dopo le elezioni. E poi, senza dialogo, come fanno a mettersi d'accordo, ora che sono uno contro tutti, a fare chi arriva prima sulla barricata dell'altro? (e non per arrembare, beninteso). Sono tutti lì, a cercare di amare riamati (per primi e con l'esclusiva) il prossimo loro.
Pugnalando alle spalle o anche no i fratelli e gli amici di sempre.
Mi consolo ricordando che dal Kaos è nata la vita.

4.2.08

Questo è un blog

In cui si arriva cercando, come ho già detto, "mi sono spogliata senza problemi" o oggi "passeggiatrici". Va beh, a volte le cose non vanno proprio come vorresti.
Comunque, nella casa con le porte colorate, ogni sera c'è a turno una preghiera laica. Questa sera è il mio turno ed è tutta per Obama, per il supertuesday. Perché mi piace, mi piace proprio e invidio New York, che ha l'occasione di votare lui e una straordinaria, nuova first lady. IMHO.

Nun te reggae più

Se Marini avesse gestito con così poca pazienza le battaglie sindacali, non so.
Rosa bianca, cosa rossa, sono stufa. (Amarcord Rino Gaetano, che ora accendo anche di là)
Anche della faccia di chi sfoggia il lutto in società, rinunciando per una volta al cerone.
E' così divertente prendersi tutto in giro? Evidentemente sì.

Comunicato stampa: novità in casa Petulia

Ho comprato nel catalogo Same Govj un oggetto fantasmagorico: dopo gli occhiali a raggi x e la spy pen, sono diventata proprietaria di un purificatore d'aria che converte gli ioni negativi in ioni positivi. I cattivi in buoni.
Per ora l'ho messo nel caffè (non nella tazzina, eh), ma ne fanno una versione anche da borsetta e pensavo di ordinare anche questa. Che ce n'è per tutti, di cattiveria in giro. E giuro, non capisco.(Mentre scrivo leggo in rete che gli ioni negativi hanno un impatto benefico su tutto. Allora rettifico).

Che bello

Quando qualcuno ti chiama (anche se chiami tu) e ti dice: leggi questo, è il libro per te.
Sarà in parte merito del buonumore da Alice in wonderland dovuto all'America, però si sorride eccome.

Santi santi

Ma si può, andare tutti in pellegrinaggio a Pietrelcina, appena liberi? Sì, si può. Mi domando a fare cosa.
A ringraziare? A chiedere perdono? A fare riti voodoo contro i cattivi?
Mah. Sancta sanctorum.

Edgy, per dirla con Jules

Sì, sul filo. Tra il tempo che stringe verso l'ufficio e la voglia di stare a letto attaccata a qualcuno. Stamattina ho pensato che aiuta, iniziare e finire così la giornata. Quasi a dire che quello che c'è in mezzo è a prescindere.
E invece. Buongiorno, caffè? Ho iniziato Sofri.

3.2.08

Carisma

Forse trattasi di questo, dell'avercelo, quando ti accorgi di avere convinto 5 persone a venire a vedere un film che non è ancora uscito.

Acqua calda, anzi hot

Maria Cerruto, urologa all'Università di Verona, annuncia al Sunday Times la sua grande scoperta.
No, dico, che genio. Perché secondo lei cosa ce li mettevamo a fare certi tacchi che in confronto le torture nelle segrete del ponte dei sospiri erano bazzecole? Gelsomina, diglielo tu.

2.2.08

Ascoltando jack johnson

Dico: questo disco per me è l'estate.



Mamma, dice Olmo, per me è invece il viaggio di ritorno, a fare scorrere tutti i ricordi dell'estate.

Tutti lì, tutti insieme. Mi ha fatto riflettere. Un multiplo. Ho scritto a R: sono per le favole, ecco perché sono sola.

Favole come i libri da cortina. Il cinema con gli occhi dei fagotti. Le cose inspiegabili che succedono, come incontri a tempo, valzer perfetti. Le cene in famiglia, anche allargata. Tornare cantando High School musical a squarciagola perdendosi a rogoredo perché "voglio fare la via Emilia". Sempre tranquilli. Almeno noi tre.

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Sabato ancora

Quei sabati che aspetti. Dalle otto alle dieci e mezza il mio sonno di ieri: 14 ore e mezza, record assoluto. Fagotti, Elettrauto con Clara, spesa al frutteto e da fauna food e tra poco Cortina, a comprare libri (mai avuto un così lungo periodo senza libri nuovi, solo a finire la pila del comodino). A parte i due comprati all'aeroporto. Stasera cena di famiglia, nipotine, sorrisi.
Manca solo un Obama, un candidato così, da votare anche noi. Dopo tutto, perché non glielo chiediamo? Credo che come Giuliani forse farebbe meglio a ritirarsi, backing i Clinton. Io non credo che possa davvero farcela. Ma qui sarebbe eletto, intrecciando consensi a sinistra così come a destra. Se penso che il nostro Obama è considerato Scalfarotto.

1.2.08

La logica è logica, la mamma no

Mentre posto un commento sul blog di petunias dico: tata, come si dice, portare ai minimi termini un'equazione?
Olmo, intromettendosi: arrotondare, mamma?
E lei, meravigliosa: risolverla, mamma.
Sto ancora ridendo.

Uau


Mi accorgo di avere 10 inviti per LLOOGG: chi li vuole? Vuole dire avere una - vaga di notte e più precisa di giorno - idea di chi arriva sul tuo blog. Digitando che cosa.

Disfacendo la valigia

I vestiti sanno di Soho Grand. Di pancakes a colazione e very single espresso e cucina thai, di fiori di pesco e birre gelate. Di Lawson a cena e dei chilometri fatti a piedi.
Il regalo di Jules si è scollato.
Il primo haiku che ho composto con gli haiku magnets sul frigo è "you and dream morning".
I libri letti chiacchierano con gli altri: tutti vogliono sapere com'è essere letti a NY. Su tutti gli altri o quasi c'è scritto sempre e solo "a casa".
I pepi orgogliosi guardano dall'alto in basso la mia collezione di sale.
I fagotti non si decidono su quale sia il regalo più bello. Poi Olmo in corner salva tutti con le sue frasi da filmamericano: mamma, sei tu il regalo più bello (e non ci sono fiori di bach che tengano).
E non vedo l'ora che sia buio per scivolare anch'io nel mio letto d'ulisse, mentre tutto si riaccomoda nei cassetti di sempre.

Olmo dixit

Mentre clubsandwichiamo di corsa dopo tanti abbracci taglia corto: ma sì, mamma, credo anch'io che l'America sia un posto meraviglioso. C'è solo un handicap e sai bene quale è.

Dico: no, quale?

Risponde: che torni sempre più tondo di quanto sei partito.



Sa tutto quel fagotto. Ora bianca, all'uscita da scuola.

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