30.6.08

Giochi

Peter pan e capitan uncino, jack sparrow e i pirati dei Caraibi. No beh, la vera storia del pirata long john silver la salvo. Guardo Moby Dick su sky e penso che tutto è già stato visto. Detto. Recitato.

Come il gioco dell'oca che gioco sempre. L'ho detto stasera al venditore di pensieri. Basta, lo metto nello scaffale più alto del ripostiglio. E per tutti qui, un paio dI occhiali same govj per vedere le cose come sono. La sottoscritta in particolare.

Piena di buchi.

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Persone famose

Rido, parlando al telefono con un ex ministro.
E sabato, mentre nel caldo e nelle arrabbiature di strade sbagliate, gli scrivevo convulsamente mail di lavoro dal BB, pensavo di costruire un racconto sul mandare mail a lui che lavora a Londra, che tu conosci perché famoso, non ricambiata, e che vedi sfrecciare accanto a te in autostrada sulla Cisa.
Appena mi trovo una casetta che guarda il mare dall'alto lo scrivo.
Se non avete capito, tranquilli. Tanto presto o tardi lo scrivo.
Così come Simone deve scrivere il suo sulla fidanzata che lo lascia e lui che guarda la partita.

Prima che le riunioni

Mi risucchino.
Benvenuto a Stefano che scrive, a Tito che legge (?), accomodatevi.
Schiena a pezzi da aria condizionata e caldi del sole e tuffi gelati.
Pensieri a pezzi da troppe riunioni, lavatrici, peli di Nube, lunedì.
Lunedì, sì, nient'altro da aggiungere.
Ma tra poco, lo sento, carburo.

29.6.08

In barca a vela

Palmaria e Tino e sole che brucia il naso. Torta d'erbi da Bussé se c'è posto. Le voci dei bambini da carloforte. Pensieri acciuffati per la collottola e messi storti nel quaderno.
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28.6.08

No, dico

Montemarcello salendo.
Marvin gaye what's going on.
Sole luce senza tetto.
Giusto i fagotti possono mancarmi.
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27.6.08

Palermo

A punta raisi sprecando il tempo prezioso, tra un aereo e un altro. Mi hanno fatto il codino e risoprannominata Baggio. Dicono che neanche Pelé faceva tanti assist quanti una petulia. Faccio carriera, mi sembra, a fare a pari con la malinconia del ripartire
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Tiro al bersaglio

Essì. Mi sono ritagliata subito il mio spazio. Faccio da ieri sera il bersaglio per i tiri dei miei due accompagnatori, anche se li accompagno io. Dopo che ieri sera, bevutissima, arrivata davanti al muro dell'albergo con tanto di nome illuminato da fari, ho detto: ah, da qui mi so orientare. Ovviamente senza avere capito che quello era l'albergo. Il mio nuovo nome è bussola o scombussola. E continuo a farne una dietro l'altra. Tipo scambiare i dik dik per i pooh. Devo stare zitta, zittissima.
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26.6.08

Tonni e nuvole di sale

Compagni di viaggio fantastici, Tito e Stefano, uno fiorentino e uno senese. Stasera le saline e poi gamberoni e cous cous, domattina presto Pantelleria. In mezzo, la telefonata a Maria Angela che ha scritto cose che mi hanno emozionato, presa come sono dalla lettura del libro sotto il cielo e blu e raffiche di vento iodato. Il pranzo in spiaggia, guardando chi corre in costume tenendosi il seno, occhi di mare azzurro che non ci si può credere. E tagli di occhi e di bocche che incollano sguardi che non si staccano più. Il coraggio di donne siciliane. L'anglesità dell'isola che ritrovi, ville e pavoni in cui bere tazze di tè eccellente, porte e maniglie liberty, ficus magnolia ultracentenari che cadono allo scirocco portandosi la casa con sé. Cose dimenticate. Cose ritrovate.
Pane fatto in casa che sorride di sesamo.
Ho detto niente.
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Edizione straordinaria

Tutti in edicola. Oggi il caffè petulia è orgogliosissimo. I tavolini si sono lucidati da soli. I vini si sono stellati. Insomma, il sole 24 ore di oggi ospita un'intervista a ancheiohounblog. Che parla dei blog, dell'aprire caffè nei mercati asiatici, comprare e consolidare business. Ma con la foto gigante! Certo come tutti dal vivo è più bello. Poi tutto non l'ho capito, l'articolo.
Ma avere dediche così.
Insomma. So che anche google da oggi mi dà un rating diverso.
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Dalla Sicilia alla Sicilia

Non poteva mancare una lettura consona. Le memorie partigiane di salvatore di benedetto sono bellissime. Quasi come il blu del cielo.
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25.6.08

La Sicilia

È davvero distante. Lo vedi dalla luce, dalla bellezza di certe facce bruciate dal sole e di mani rese doppie dal lavoro. Io da qui non me ne andrei mai. Non sono nemmeno sicura che ci si abitui a queste bellezze per il fatto di vederle sempre.
Sono l'anello debole di una catena forte: accompagno tre uomini che sanno tutto di tutto. Numeri faccende retroscena. Aspetto il mio momento, che si parli di, di, di... Di fagotti, ecco.
Non posso rispondere ai commenti con il BB. Ma tutto il resto sì. Maria Angela rimandami il numero via mail, che l'ho lasciato à casa. Adesso cena, con una fame multipla. E tonno sia, con insolia ghiacciato.
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Ma prof, silvio mi copiaaaa

ROTFL. Mi sta diventando sempre più simpatico Di Pietro.
Mentre mangio un panino melanzane e pomodori secchi (i mitici panini di Di Lillo, 3 euro l'uno) macchiandomi umpf la maglietta bianca, per iniziare a respirare sicilia, già quasi sul taxi, già quasi all'aeroporto, già quasi a puntarraisi.

Conti che non tornano

Vedo da LLOOGG che ieri si sono collegati un record di persone.
Ma com'è, preferite venire al caffè quando io non ci sono?
Ci sono rimasta male.
Mi faccio un whisky, corretto estathe verde, così lo offro anche a petunias che ha caldo e sonno.

Le ultime di ieri sera

Tesoro, dico a Ommo mettendolo a letto, ma sei pieno di bollicine. Deve essere un'allergia al sudore (dico esprimendomi male).
Serissimo: mamma, ti prego, fa' che sia no. Vorrebbe dire non giocare a calcio, che se no mi allergico.

(Mi allergico è stupendo, imho)

A letto tutti e due, nel loro letto a castello e chiacchierano e chiacchierano e.
Basta, dormite!
Ma mamma è Olmo.
No mamma è Bianca.
No è Olmo, il solito bulletto.
No sei tu, la solita petulante. Guarda che da grande farai Berlusconi, se continui così.

E tutto tace, mentre io rido. E piango.

Proprio così

Stamattina sono un pesce preso all'amo. Un pesce senza respiro.
Salutare i fagotti per tre settimane è così.
E' il cuore che si muove asciutto e sincopato, nel panico.

24.6.08

Cose

Valigie, lavatrici, riunioni, appuntamenti, consegne. È strano. Sento nuovamente il bisogno del quaderno. Io domani in Sicilia. E già respiro.
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23.6.08

Dimissioni

Mi agghiaccia questa mania a chiedere la testa di tutti.
Di quella che sbaglia i test della maturità.
Di Donadoni.
Venghino siori, venghino. Tutti perfetti, tutti senza smagliature, tutti vincenti, tutti performanti, tutti eccellenti, tutti sopra la media.
Se no non venghino, che qui non c'è posto.

Diciamocelo

Ho una fortuna sfacciata.
Ogni volta che ho paura di affondare la vita mi lancia un salvagente.
Gonfiato.

Tutte le malinconie che ci stanno

o minha maconha
minha torcida
minha querida
minha galera

o minha cachoeira
minha menina
minha flamenga
minha capoeira

o minha mi nina
minha querida
minha Valeria

22.6.08

Io e i fagotti a tifare Italia

Ma sai tesoro che toni e cassano credevo fossero in attacco e invece sono in difesa?
Ma mammaaaa, è rovesciata la squadra, non vedi? Sono in attacco.

E per fortuna che siamo solo noi. Che se no. Già lo conosco quel tono tagliente non si può parlare di calcio con le donne.
Comunque, forza Italia.
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La boa dei 40

Cambio.
Niente più bolle quando sono sotto pressione. Niente più sudore. È da qualche settimana che mi accorgo di essermi lasciata alle spalle gli anni degli slanci più grandi.
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Ho esagerato

Accecata dalla rabbia. In realtà i fagotti sono stati bene e il corso è stato bello. E ho capito che la chiusura totale verso l'esterno era dettata dalla paura di non riuscire a farcela se qualcosa fosse andato storto. Nella paura di non riuscire a gestire, eliminare gli imprevisti e le possibilità avrebbe consentito più chance di costruire a parco della vittoria.
Io ho capito così. Dopo essermi pianta le mie lacrime da sola.
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In treno

Come sempre mi ricredo. Ho conosciuto florencia e ron, al loro primo giro in Italia, lei argentina e lui americano che forse verranno alla Marrana sabato. Paolo che cammina per una settimana con le sue racchette sulle dolomiti e che ha casa in val curone. E 4 hooligans verso Vasco, con le borse strapiene di alcool, le carte da scopa e un pallone, troppo simpatici e gentili.
Come sempre succede. Buon viaggio a tutti, e che la mamma non si preoccupi.
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21.6.08

Lager per bambini ricchi

Arrivo a Venezia a prendere i bambini che non vedo da una settimana. Li vedo in giardino e corro da loro. Vengo subito redarguita. Non si può parlare ai bambini fino alle 3. Faccio fatica. A sopportare l'insopportabile. Non lo tollero. Ho una rabbia che spaccherei tutto. Se penso che. Questa settimana chiamavo e loro mi mettevano giù. I bambini possono essere disturbati dalle chiamate dei genitori. Poi questa è la sinistra. Non la destra.
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Se questo è un uomo

Mi commuove la penna di Sofri che oggi su Repubblica racconta lo stupro. E la forza deflagrante del titolo di Levi ritorna a risvegliare coscienze. Fosse solo per questo viaggio in treno verso Venezia, senza posto a sedere, in mezzo a gente di tante nazionalità. Ma la fragilità delle donne spicca anche qui. Rumene, russe, sudamericane, inglesi, nere d'africa. Italiane.
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20.6.08

Una nuova parola

Gandus, che idea!
Ah, le donne. GANDiose.

Uff, le lacrime

Rileggo Ommo e mi stritolo di sorrisi e lacrime.
Perché la vedo, quella faccia che finalmente domani bacio.

Ma sai che somigli a Ulisse?

Che nome, Ulisse, diciamocelo.
Va bene per un marito, per un figlio, per un gatto, per un migliore amico.
E adesso mi dicono che quella povera Penelope s'è inventata tutto con la complicità di Telemaco.
Scusate, eh. Ma secondo voi Argo moriva di felicità con una controfigura?
Io non lo so.
Tutto vi devo dire.

You, bastard

ho capito e sono d'accordo.
Però per una notte con champagne ghiacciato.
Mica da sposare.
E poi diciamocelo. Se James Bond non avesse la faccia che ha, le cose sarebbero diverse.
Mica c'innamoriamo di Totò Riina.

Guardando ad ovest

Purtroppo, che vorrei guardare a Nord. O anche a Sud.
Ma come ritmo da venerdì giallo e viola non è male.

Stand in the place where you live
Now face North
Think about direction
Wonder why you haven't before
Now stand in the place where you work
Now face West
Think about the place where you live
Wonder why you haven't before

19.6.08

Del drizzone

Detto anche drittone.
No comment, questi patetici amarcord dell'insopportabile berlusconi.
«Vado in Europa dopo due anni e la trovo diversa rispetto a due anni fa quando c'erano persone come Tony Blair, Aznar, Chirac e io stesso - ha detto . Con il cambio di nomi l'Europa ha perso personalità, protagonismo e ha fatto dei passi indietro».

A noi, caro cavaliere, dispiace solo che l'unico a non essere cambiato sia il tuo.

Illuminazioni, 2

Ho finalmente scoperto cosa voglio fare da grande!
Il condomino di via Illica 5.
E se condomino non è dato, almeno la custode (sognando il riccio, eh).
Stamattina ho portato un cucito (il salame di Brignano) a Gianni. C'ero già stata, ma forse di sera e non avevo mai visto davvero quella bellezza mozzafiato del giardino, del silenzio (pur essendo nel centro più centro), della casa.
Oppure, se anche come custode vien difficile, mando un cv alle Ferrovie dello Stato.
Il 7 di via Illica è un antico palazzo rosa, apparentemente vuoto, di loro proprietà.
Passateci.
Poi mi dite.
Se poi vi va di occuparlo tutti insieme, chiamatemi.

18.6.08

Evidenze

Ha fatto bene oggi veltroni con il suo PD a lasciare l'aula. Almeno ha provato a farci vedere la differenza tra quando c'è e quando no.
Certo, parlo del fondale. Più bello così, sono d'accordo. Questa macchia di rosso, rosso comunista, ecco.
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Retromarch

(Che poi la cosa fantastica del blog è che ti accorgi che di parole che usi comunemente devi verificare l'ortografia).
Si sa. Fai carriera, ufficio prima in condivisione, poi da soli, poi il tappeto, poi la pianta.
Oggi ho scelto di tornare indietro.
Ho staccato il mio pc e mi sono ributtata nel mucchio. Selvaggio.
Sono felice.

Alla torre del mangia

Che vita fantastica la tua, dico a chi mi racconta case luoghi spazi.
Beh, sai le donne vanno trattate così.


Ecco.

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Buongiorno!

E' da stamattina che lavo e asciugo sedie e tavolini. Ho rimesso i tavoli in piazzetta, al sole. Non mi sembra vero.
Amy che canta, his message was brutal but the delivery was kind.
E questo kind sposta le nuvole ancora più in là.
O forse è il sole che ride più forte.
Oggi bruschette e spumante, a partire dalle 11. Ma anche foie gras, dai.

17.6.08

Arboreto salvatico

E salvifico.
Un altro amen, per Mario Rigoni Stern.
Accipicchia, sto esagerando.

AAA cercasi controllori

Prima i biglietti.
Poi le mutande.

Va beh. Fortuna che non ho più il fidanzato allevatore di cavalli da corsa.

Ha ragione Sara

Mentre le dico: da domani è previsto sole.
Mi risponde: si va beh, io so solo che dal 22 giugno le giornate iniziano ad accorciarsi.
ROTFL

Viaggio al termine della notte

Mud, pesca una carta.

Il venditore di pensieri che ridendo mi dice lei usa i figli come contraccettivi.
Ulcere da pensieri e arrabbiature.
Io che parlo e nessuno capisce. Io che forse sbaglio a parlare.
Un biglietto in tasca per tre giorni tra Marsala e Pantelleria, nei giorni in cui ho i bambini e li ingoierei.
Metà degli amici, anche del blog, che stasera si trovano senza saperlo a vedere i Radiohead.
Una cartolina con i bambini coperti di pioggia e fazzoletti di carta sul naso.
Una visita medica che mi fa paura a due ore da qui.
La bicicletta zuppa e il compensato che ormai è totalmente aperto a fisarmonica.
Il freddo. Nube e il suo collare. La pagella di Olmo.

In bicicletta

Un altro saluto, a Gigi Riccardi, fondatore di Ciclobby, casco bianco sempre in giro - da sempre - pedalando per la città.
Persona perbene come le due ruote.
Anche lui solo campanelli. Niente clacson.

16.6.08

Valentyna

Sembra russa la nuova cassiera dell'esselunga. Capelli biondi pettinatissimi, legati in alto, diritta, composta, cartellino attaccato diritto. Con un orgoglio dentro che non vedo più in nessuno. Passa, dopo ogni cliente, lo straccio sul nastro elettrico e sullo scivolo di metallo. Come se fosse la sua casa, il suo posto da tenere lindo. Passeranno altre stagioni e imparerà a trattare male e con sufficienza tutto, persone comprese.
Oggi, questo suo orgoglio per il suo lavoro mi emoziona e commuove.
Hai ragione tu, valentyna.

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SOS

Prego i delfini e la balena di Pinocchio.
Perché salvino loro i bambini e i grandi che da Malta alla Libia nuotano e pregano per la salvezza.
Così come succede nelle favole.
Perché loro alle favole hanno creduto.
Amen.

Giorni e nuvole

Spezzo le gambe ai libri, ai tavoli, ai programmi.
Spezzo le gambe al tempo che non trovo per fare tutto e a quello che ho, che alla fine non so come spendere.
Spezzo le gambe ai sogni, dove mi dimentico di andare alle feste importanti delle amiche, dove trasformo fiori gialli in crostate, dove un uomo mi guarda le mani e mi dice che sono belle e io penso invece di avere le unghie nere, dove il mio capo mi guarda in silenzio.
Spezzo le gambe a me stessa, correndo e nuotando, sentendomi in colpa per tutto.
Nube sul letto o giù dal letto.
I bambini e il tempo e karin.
Tutto quello che ha gambe.

Del baratto

L'importante è la chiarezza e l'equità nello scambio.
Ma il mondo è sempre andato avanti anche così.
Altro che bonifici, iban e cin.

La notte dei girasoli

Intanto bisognerebbe spiegare ai critici di repubblica cosa è un horror, visto che lo definiscono tale. Vero è che la similitudine più grande è con Il vento fa il suo giro, che però gli è superiore. Gli darei sei e mezzo.
Cupo come questa giornata. Di pioggia latente, di pensiero di fagotti sull'isola in tenda senza sole, di lunedì che comincia. Così.
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15.6.08

Dice karin

Elena, abbiamo trovato da un nonnino bottiglie di vino di cento anni. Dice nelly (una delle sorelle) che sono buone, lei le beve. Posso portale, che a te piace il vino? Massì, karin dico distratta, non preoccuparti.

Oggi, cucinando l'arrosto, trovo uno chateau mouton rothschild del59. Dico: ma da dove diavolo salta fuori poi mi viene in mente karin.
Scusate, eh. Ma in rete vedo che vale 3mila euro.
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13.6.08

Al movida

Bruciate tutte le parolacce del mondo. Abbiamo in una sera esaurito la scorta mensile.
Ha ragione il veterinario: mi dispiace per donadoni.
Io, dal canto mio, osservo una ragazza che continua a guadarmi, senza capire.
Fino a quando mi accorgo che sono io che mi guardo in uno specchio.
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In diretta dall'idroscalo

Mi racconta, mia sorella, di olmo con un altro piccolo.
"Ma è una mamma di due anni?" chiede questo.
E Olmo, gridando: "Ma dai. Ma l'hai mai vista una bambina che a un anno ha già le mestruazioni?".

Adesso non per dire, né per fare.
Ma io all'età di Ommo neanche sapevo cosa fossero le mestruazioni.
E senz'altro non avrei saputo fare nessuna relazione tra le due cose.
Cavoli, questi filmini delle elementari.
Dovrei ripassare.

Ventiquattro

Non che sia facile fare un giornale nuovo o fare un restyling.
Ma a volte mi chiedo che bisogno ci sia, di insistere, innovare, ampliare.
Sfoglio dalla prima all'ultima pagina il magazine del Sole, rilanciato nel formato e nei contenuti.
Giuro. L'occhio fatica a capire cosa è pubblicità e cosa no.
I contenuti poi restano troppo alti. Troppo chissenefrega.
Preferivo il vecchio, come sempre del resto.

Per fortuna

Che sparando cazzate qualche politico in panchina (da ribalta) può guadagnarsi un piccolo spazio sui giornali.
Vedi oggi Graziella Mascia, che annuncia che stasera tiferà Romania e non Italia.
Sono provincialissima, lo so.
Ma a me l'idea che non si tifi Italia mi toglie l'appetito.
Posto che io la partita neanche la guardo.

Altro che Babbo Natale


Certe pizze in faccia. Davvero indigeste.
Oserei dire, quasi a prescindere dal nome.

Maria Strofa

Ho sempre creduto a tutto quello che mi veniva raccontato.
Maria Strofa per me è sempre stata la prostituta poetessa, che ho adorato.
A Petulia libro in testa regalò questa poesia.
Buona uscita allora, mariastrofa, dal genere umano.
E salutami Goliarda Sapienza.

M'hai scartato le mani con un gesto
rapido da tastierista rapito
dalla scoperta di una nuova lettera
e c'è da riscrivere l'alfabeto
tirando su le "a" dal pavimento
cemento al posto della colla spray
al nostro patto d'acciaio venturo

in sintesi vuoi berti l'ener-vita
massì! bévila dal pet o pvc
il mio ceretto sta nel vetro al fresco
poi, incartata in carni generose
senza la fretta delle rose al sole
uscirò dentro il genere umano
e non dirò da dove sto chiamando

maria strofa

12.6.08

Piombo

Fossi un uomo, vestirei solo Piombo.
Per fortuna che dal prossimo autunno lanciano anche la donna.
Dei colori, mozzafiato.
Certo bisogna sapere osare.
Ma a noi il coraggio non manca.

Gina

Che poi in greco è donna.
In tedesco - BMW - è invece la nuova auto da indossare ton sur ton, partendo da un acronimo inglese di Geometry and functions In “N” Adaptions. (GHINA?)
Oggi blu notte, grazie. Ma scusi, ingegnere, posso fare anche le onde a sinistra?
No, non le curve, le onde.
Sì, così, grazie.
A stasera, per il bucato.

Confermo

La piscina resta uno dei luoghi più erotici del mondo.
Sfiorare nell'acqua un altro o un'altra che nuota mi.
Non vorrei creare equivoci: risveglia me stessa, gli altri neanche li guardo.
E continuo a preferirla allo shopping.
Sbaglierò.

Mare mosso

Ma solo a sinistra. Leggendo stralci di Bertinotti su Repubblica (tutta colpa tua, caro il mio Fausto). E con un vestito che è il mare piatto della notte, senza luna, ma a sinistra diventa onda su onda su onda su onda e ancora.
Così in effetti mi sento. I fagotti in partenza per Venezia, che non vedrò per dieci giorni, il lavoro, giovedì di una settimana che pare eterna.
Tant'è che oggi il pilota automatico ha avuto un cortocircuito e ha impostato la strada di un anno e mezzo fa. Altri caffè, altre centrifughe, un altro ufficetto pieno di affetti, come la mia vecchietta.
In via Torino c'era un suv-vone parcheggiato. Dietro appiccicato, un adesivo gigante fatto ad arte: Christian on board, con tanto di immagine del piccolo con un pannolino che sembrava un pallone da calcio.
Mi chiedo - dalla mia vespa - per chi sia il messaggio di attenzione. Per i tir?
Guarda avanti, per piacere.

11.6.08

Cosmopolitan

Dice il tg 2 che guardo in pace con i fagotti (mamma, dice olmo, speriamo che vinca mc cain, se no obama fa la fine di kennedy. Mamma, dice bianca, ma si chiama proprio dona doni, con un nome da donna?), che gli uomini pensano al sesso ogni 32 secondi e le donne ogni 60 allo shopping.
Insomma, siamo daccapo. Mi sento piu uomo. Uff, possibile che.
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Aspettando

Un ospite davanti al ristorante biologico, sono stata bersagliata da tre diversi questuanti. Una donna rom, un ragazzo africano e un rumeno.
I primi due sono andati via veloci.
Il terzo, dopo che gli dicevo no, si è appoggiato alla siepe e mi ha raccontato la sua vita.
Gli ho dato tutti i soldi che avevo nel portafoglio, vergognandomi di avere all'inizio cercato di nascondere l'anello, l'orologio, la collana.
Gli ho promesso che se vado a Timosoara vado a trovare la sua famiglia.
Che lo abbia fatto con le lacrime qui, potete dirvelo da soli.

E' vero che conosco tutti

Però non ho ancora capito quali e quanti siano i miei gradi di separazione da Abramovich.
Peccato, perché mi piacerebbe domani sera andare alla festa.
No, non per l'arte, che i VedovaMazzei sanno bene quanto io mi senta a disagio di fronte ad un'opera, che non so mai se sia una bozza, uno sbaglio, un'opera finita, una gamba del tavolo, una calza appesa per la befana o un pezzo di pizzo strappato, una libreria girata storta o fatta così, con le cicche attaccate (dai, questa no, non è possibile, sono sicura, questa non può essere un'opera d'arte). Né per la gente, che sarà insopportabile (salvo poi trovare, una volta lì, tutti simpaticissimi per davvero).
E' per Amy, ovvio.

Affollamento

Ho così tante parole qui.
Che mi sa che me le tengo per me.
Ci vorrebbe il pensatoio di Harry Potter, sfilare i pensieri e animarli lì dentro.
Nuotare ancora.

Il fattore Y

Accipicchia, se mi manca.
Se penso che poi a volte mi considero un uomo per metà. Proprio non capisco nulla.

Devo imparare. Anche io, come la Folliero, manuale di istruzioni.
Perché secondo me con il fattore Y si vive meglio.

Così come si nuota meglio con gli occhialini.
Se non mi decido a comprarli divento cieca.
Stamattina mi sembra di avere negli occhi tre cipolle strofinate.

10.6.08

Ci sono

Risate dolci che a volte ti salvano la vita.
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Ma nella carbonara?

Dunque un uovo a testa. Ma tuorlo o albume? Sbatto tutto? Mumble. Faccio cucinare lui.

A proposito di fantasmi

Come quello di Stella che lascia foglie rosse come la passione.
A me è arrivata in ufficio una busta con dentro un amo.
Di carta.
Sempre meglio che una testa di cavallo nel letto.

Foto d'arte

Vi presento il nuovo sito della mia amica Coral. Donna di straordinaria bellezza e sensualità (posso dirlo?) e maestra della macchina fotografica.
Tra business e foto di famiglia, tra sciamani e aure magiche, tra mamma e donna come sempre.
Lei sa sempre tutto ed è una fata dalla felicità contagiosissima.
Fatevi fotografare.

Dichiarazioni d'amore

Non posso muovermi che ne ricevo una.
Ieri sera dalla mia Karin, che mi ha regalato un libro con una dedica meravigliosa.
Stamattina dal portinaio dell'ufficio, indiano.
"Tu elena sei unica gentile di tutto palazzo. Gli altri metà e metà. Tu intera".
Io, intera-mente felice.

Don't lie

(Dedicata a Nintendo, che balla con i BEP a Las Vegas, e a me che stamattina l'ho nuotata - finalmente).
Pessimesempio, che ho appena scoperto, pone nel suo blog una domanda oziosa: come sembro a chi mi legge?
Descrivetemi anche voi che mi guardate dal caffè Petulia. Come mi immaginate.
E invece per tutti gli amici che mi guardano qui e anche nella casa dalle porte colorate, cosa fa a pugni e cosa torna, tra le due immagini.
Giusto perché c'è il sole, eh. E perché ho nuotato e devo riposare.

Io pessimesempio la immagino bella come la foto che apre il blog.
Così stupefacente.
E poi, se volete, ricambio dicendo come vi immagino io.

9.6.08

Bollette

Ogni bolletta che arriva è una sofferenza.. Apro le buste sospettosa. Oggi quella del telefonino di Bianca, alla quale ho regalato da un anno un abbonamento con addebito sul mio conto.
Sono abituata a conti leggeri. Il più pesante, estivo, è stato di 16 euro a bimestre. Leggo: consumo bimestre marzo aprile 0,70 euro.
Verranno anche bollette diverse, lo so.
Ma intanto mi sciolgo in sorrisi senza fine.
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Il tunnel delle multe

Tanto ho amato La fidanzata automatica quanto mi ha annoiato quest'ultimo libro di Ferraris. Annoiato all'inglese, anche. Mi è parso un recupero furbetto di materiali diversi, messi insieme alfabeticamente e nulla più. Peccato. Ora la nuova Jane Austen, elizabeth taylor, La colpa.
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(In)volontaria comicità

Leggo su Corsera on line che la Folliero, che brava, ha ripreso a studiare dopo essere diventata mamma.
Copio e incollo:
"Emanuela Folliero, da quattro mesi mamma di Andrea, ha ammesso che per il figlio ha ripreso a studiare. «Correvo a casa nelle pause di registrazione per vederlo e lui magari dormiva. Studiavo e studio ancora. Leggo i manuali di istruzioni. Non ho esperienza di bambini - ha dichiarato la presentatrice - e ho imparato sui libri tutto quello che so. Perché l’istinto di farmi schiavizzare dal bebé è fortissimo. Ma resisto».

I manuali di istruzione, sic.
Detti anche manuali di distruzione dell'istinto materno.

Non è un caso

Che non ci sia la primavera.
Tutto sottosopra.
I costumi olimpionici si strappano.
I portieri si lamentano dei palloni troppo leggeri, che fanno felici i giocatori ma non chi li deve fermare.
Le suore di clausura si incantenano davanti a San Pietro.
Sofri recensisce la mostra sull'emigrazione italiana verso l'America.

In tutto questo capovolgimento, forse anch'io posso diventare un'altra.
La guardo da qui, che mi piace di più.

At your most beautiful

You always listen carefully
To awkward rhymes
You always say your name,
Like I wouldn't know it's you,
At your most beautiful.

Ho le lacrime qui.
Sono vestita giapponese.
Ho una giornata di riunioni.
Un pranzo importante.
Perdo continuamente la scarpa destra.
E vorrei essere all'idroscalo con i fagotti e Carolina che stamattina ho lasciato al primo giorno di Idropark.
Non ho capito perché da grande non ho fatto la sportiva.
O la mamma a tempo strapieno.
O la moglie.
O le tre cose insieme.

At my most beautiful.

Lunedì mattina

Raccolgo per strada i profumi di tante estati diverse.ci sono tutte.
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8.6.08

Coltivando malinconie

La pioggia.
Il vino di pomeriggio alla festa.
Due piccoli fagotti, che ogni volta risvegliano la mia pancia, che torna a desiderare di essere piena, perché sono troppo mamma per finire qui.
Il filmino del matrimonio di Pia e Jul, la mia voce stonata e i miei fagotti e quelli di pia, ricordi che tornano. La bellezza calva e perfetta di Olmo, con i vestiti sempre di tre taglie in più, come ride Pia, e quella capellutissima e mozzafiato di Thomas. Le due fagotte, Bianca e Eva, che non hanno da dieci anni a questa parte ancora smesso di abbracciarsi, una mora e l'altra bionda.
Risalire il naviglio a piedi.
Da via Fumagalli alla ripa, con la nostra casa ancora con le tapparelle chiuse da allora.
Le chiacchiere dopo anni con Stefania al Ponte Rosso, che mi dice torna e che vede negli occhi di bianca lo sguardo di Annamaria.
Luca e Andrea e i mille posti che cambiano nome alla velocità di una maternità.
Fabrizia che non c'è più.
I miei sandali, che sono sempre quelli, a levigare le pietre prendendo le solite storte.
Così.
La perfezione della domenica sera, da Leopardi in avanti. E da molto, molto prima, retaggi ancestrali del sempre in quello stare tra un dopo e un prima di.
Qui, adesso.

La breve favolosa vita di Oscar Wao

Questo romanzo è come bersi una tazza di latte e menta quando hai sete, con sopra cioccolato e cannella, zenzero abbondante e retrogusto di miele di castagno.
O una granita gigante di pistacchio e mandorle a Santa Maria La Scala, dentro quelle brioche tiepide con il tappo, guardando il mare con il sole di fine maggio.
O anche uno stop and go da batticuore d'amore.
Che senza stop, solo go, a me non risulta che esistano.

Amori

Dice ommo: mamma, io ti adoro. Io mi ucciderei per te, abbracciandomi mentre svuoto la lavatrice.
Dico: ma sei pazzo?
Risponde serio: no, tranquilla mamma, non lo farei mai. Perché se no poi ti uccidi anche tu. Tu devi morire di vecchiaia. O di malattia. Malattia naturale, però, aggiunge poco convinto, come se avesse detto qualcosa che non fa tornare i conti rispetto all'obiettivo.
Mi fanno morire dal ridere.
Intanto stanotte io sognavo di lanciare da un balcone lettere colorate, che si stampavano sull'asfalto componendo parole e disegni.
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Adesso non ho più scuse

Si è sposato persino indiana jones.
È ora che anch'io metta la testa a posto.
Romantico.
Marion chiede: hai avuto altre donne?
Sì, tante, ma avevano tutte lo stesso difetto. Non erano te.
Stamattina vado in missione a cercare il gioco per playstation o wii. Solo mio.
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6.6.08

Mamma

Mamma, posso dormire nel lettone? Ti Prego.
Mamma, ho vinto il terzo premio nel concorso di poesia della scuola, domani andiamo da fnac a spendere i buoni premio?
Mamma, ma mi spieghi l'università? Per esempio capisco scienze, ma cosa c'è di così difficile da capire in italiano all'università?
Mamma, ci dai ancora un bacino?
Mamma, domani andiamo al cinema?
Mamma, ormai siamo grandi e non abbiamo più bisogno di baby sitter, se karin ci lascia.
Mamma, ti voglio bene.
Mamma, mi sono così divertito stasera alla festa.
Mamma.
Mammina.
Mamma.

Ed è come se tutti questi mamma alla fine cullassero me.
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Come sempre

Diversa dalla me che penso di essere. Vicina a tutto quanto istintivamente mi sembra lontano.
Difficile gestire le contraddizioni. Le malattie dei bambini. Le famiglie che non ce la fanno. La semplicità di parole che fanno a pugni con le mie che credono di essere semplici. E i pugni mi colpiscono dritto in faccia.
E fanno bene a farlo.
Me li merito tutti.
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Lampedusa



Patria di Fenici, Arabi, Romani, Greci.

Muscolo di grano

All'inaugurazione non ho potuto esserci, ma ho inaugurato oggi il mio sentirmi a casa qui.
Muscolo di grano è un nuovo ristorante di via Buonarroti in cui non si serve carne e non si serve pesce ma in cui non sentirete mai la mancanza di nulla.
Anzi.
Maria Marangelli è la straordinaria madre di questa nuova casa.
A pranzo, ma soprattutto a cena.
Fatevi raccontare da lei la storia del muscolo di grano, magari mangiando gli straccetti.
Accomodatevi.

Sì lo so

Sono una donna fortunata.
Con persone non comuni che mi vogliono proprio bene.
Andrea e tutti i ricordi che ha portato a galla.
Maria, che dice che le porto fortuna.
I sorrisi che.
Si fanno questi post? No, non si fanno.
Per non suscitare l'ira degli dei.
Per non uscire dai bordi del quaderno.
Per non commuovermi ancora.

Lido Bizzarro

Bizzarro come te e come me, mi dice Gelsomina.
Sarebbe bello, essere lì con i piedi a mollo e il mitico pane provolone e salame piccante in mano.
E invece.
Tu sì. E io pranzo di lavoro.

Bizzarriamoci. Gli occhi, i pensieri, i vestiti, l'andatura.

Non tutti i mali vengono per nuocere

Guardo la Clinton, dopo che Bill sulla scacchiera di casa e sullo scacchiere del mondo ha spostato la Regina dalla sua casella a quella di Chelsea.
Finalmente bella nell'accettazione delle sue rughe segnate da una nuova amarezza, ma anche da una nuova pace fatta con se stessa.
Libera di abbandonarsi su un divano.
Di piangere.
Di ascoltare.
A me sembra così.

Il gioco delle parti

Siamo dalla parte della chiesa, dice con la sua facciona che studia da duce.
Adesso, dire la chiesa da che parte sta.
A parte San Pio V, che so che è in via Lattanzio; San Carlo che è in corso Vittorio Emanuele; San Fedele quasi in Piazza Scala e Santa Maria delle Grazie in corso Magenta.

Figli amanti amici

Ho fatto pulizia nel caffè, oggi. Ci sta.
Ho tolto i morti (lo so che è brutto da dire, ma figli a parte, se i blog non li manutenete non è che posso sempre passare io a togliere la polvere che si accumula).
Simone attento a te che rischi due volte, se non ti metti a spolverare i tuoi blog.
Ho aggiunto Caporale Reyes, che i miei occhi continuano a leggere caporalais e che mi figuro come un caporale con tanto di stivali.
Ho spostato un po' le sedie e messo un nuovo flipper.
No, non mettete monete, si gioca senza.

If I should fall from grace with god

Let me go, boys, let me go, boys.
Oggi con i Pogues a tutto volume ho fatto le curve della triennale che potevo essere Valentino.
Ho litigato con un cretino con la Bentley Continental che sa usare i soldi ma non le frecce e tira giù il finestrino per farmi vedere che mi guarda le gambe, come dire: chissenefrega, sei solo una zoccola.
Gli avrei disfatto la portiera.
Ma non volevo eccitarlo.
A volte gli uomini, diciamocelo.
E RIP attentoate se osi fare un commento a questo post, per salvare la categoria.
Attentissimoate.

A colori

Anche Il manifesto cede e da oggi lascia spazio al colore nella sua storica prima pagina, spostandosi pol-armente (battuta) dalla parte del torto a quella della ragione.
È rimasto solo il cielo della primavera 2008 a non cedere mai, solo black and white.
Uff.

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5.6.08

A tacchi alti nel castello

Essì. Non potendo a piedi nudi nel parco, causa fango che definire fango è un eufemismo e non trovando taxi, ho fatto la signora camminando disinvolta nel castello sforzesco, tornando in ufficio a piedi.
Come è sempre meraviglioso.
Ma davvero meraviglioso.
Capisco i cinesi, che ci sposano a frotte, in limousine bianche.

La prossima volta potrei osare lady godiva a cavallo.
Ci sta.

Pagina en blanco

Desiderio di altrove.
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4.6.08

Magica

La mamma è cinque quinti.
Con la firma di Clara e Ciropizza.
Toop toop.
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Omsizzar

Tra due giocatori, uno nero e uno bianco, io tifo per il nero. Un'altra forma di razzismo.
Olmo legge, dietro le mie spalle e dice: anch'io sai mamma.
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Elezioni

Quelle personali.
Nominerei carlin petrini a capo di tutte le cose che non funzionano. Dall'alitalia alla Fao.
Nominerei le case di stella e di Luciano come location ideale della mia festa danzante.
Nominerei me stessa malata del giorno e tornerei a letto e poi a fare la spesa per la cena del mercoledì con Clara e Giorgio junior, con Ciropizza come special guest.
Nominerei questa la primavera più bagnata della storia. E tuttavia fortunata.
Sorrentino l'ho già nominato e quindi tant'è.
Amen.
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3.6.08

Welcome back

E sono tornati i fagotti.
Olmo senza voce devastato dal sudore dopo una festa di compleanno, con un odore di testosterone che mi inquieta. Sembra un lord, dopo la doccia con un pigiama di lino a righe bianche e rosse che non ho idea di che origine abbia.
Mamma, domani ho il torneo di tennis, ma prima mi devo riscaldare. Tu vieni pure alle 5. Bianca, vai avanti, vai avanti - mentre giocano a super mario wii - dove c'è mister principess. (Mister principess??)

Bianca dolce saggia fagotta. "Non è che lei sia proprio la più bella, mamma, della scuola, però ha tutti ai suoi piedi. Perché è quella che si fa più notare. Ma anche i maschi lo sanno, anche se poi insieme fanno finta di no".

E quando tutto torna così, normale nei solchi di sempre, sento che il respiro rallenta e il cuore batte più dolce.
Toop Toop a parte.

Sorrentino mi scusi, una domanda

Non è che me la fa lei la colonna sonora per la festa dei 40?
No, beh, il filmino no, non esageriamo.
Ma le canzoni e quando devono entrare sì, sì, mi piacerebbe.
Beh, poi certo, se vuole venire con Servillo, volentieri.
Non osavo chiederglielo io.

La mamma ha sempre ragione

"Vestiti bene, che non si sa mai chi incontri o che non ti succeda qualcosa".
Il succeda qualcosa è relativo all'ospedale, beninteso. Perché lei crede che se sei vestita bene tutti ti trattano meglio. Ti danno il letto, ti trovano il medico bravo, ti fanno saltare le file.
Comunque oggi ero vestita bene, per pranzare con XX.
E ho incontrato il mio vecchio amministratore delegato.
Troppo simpatico.
La cosa buffa è che avevo la stessa giacca rosa che indossavo il primo giorno - sette, otto anni fa - di quando lo conobbi.
Tutte emozioni.
Il pranzo bellissimo da Paradosso, con una cassata stratosferica alla fine.
Le chiacchiere piacevolissime.
E ritrovare Andrea.

La morale della favola è che vestirsi bene porta fortuna.

Personal

Esiste ormai di tutto.
Dal personal shopper al personal computer al personal trainer all'indovinate un po'?
Con 30 euro all'anno, iva inclusa, da Asti vi arriva diretto diretto a casa un personal reader. Consigli a voi, consigli per gli acquisti e per i regali.
Leggere però dovete farlo voi.
Toop toop.

De gustibus

Le mie preferite sono quelle Hot & Spicy.
Il gusto bara non so se lo proverei.
Beh, dai, simpatico però.
Toop toop.
After all the words we sing
I got my eyes on my machine
You could just put online
So I got some piece of mine
I could keep up during night
I’m gonna search people fight
Hanging out on every
All I got is a machine.
Toop toop.

Toop Toop

Dio mio che energia. Da ballare, da bere, da lavorare, da andare in vespa, da baciare, da scrivere, da cucinare, da correre e da nuotare, noi che possiamo.
Ma sono sempre così bravi i Cassius? Ciropizza, mi aiuti lei.
Oggi come colonna sonora è più che perfetta.

2.6.08

Guardare

Librerie dalla finestra. E sentire che qualcuno può guardare la mia, senza tende.
Paura che tutto sia possibile. E anche pensare che nascosta dentro nessuno può vedermi.
E, nonostante questo, avere voglia di affacciarmi.
Matta.
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Il divo

O anzi meglio, i divi. Andreotti Servillo e Sorrentino. Straordinario film. In cui la perfezione va dalla colonna sonora alle inquadrature, dai faretti ai microfoni ai trucchi di scena. Meraviglia del cinema quando è cinema.

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Redondo beach

Come Tears dry on their own.
Le donne hanno una leggerezza che mi sorprende sempre. E lo dicevo ieri, invidio gli uomini che possono avere una donna per loro.
Once ieri.
Carino, ma niente di più. Se non che la canzone ti resta agganciata persino nei sogni.
Poi la piscina, per farmi tornare una parvenza di tono muscolare nelle braccia.
Oggi ci riprovo, in questo bellissimo dormiveglia di città in cui nemmeno il sole o la pioggia sanno bene cosa fare.