31.8.08

Il massimo del gelato

Sì. È davvero squisito il gelato della gelateria Il massimo del gelato di via castelvetro. Oggi siamo andati in missione, anche se è dall'altra parte della città e merita davvero, un particolare il pistacchio, salato. Poi a casa a smaltire con Wii fit. Sono sudata come dopo la corsa vera. Divertente quel gioco. La cosa buffa è che mentre corri vedi passare tutti i tuoi amici, quelli almeno che una sera ci hanno giocato qui, registrandosi. Con olmo che mi dice: ma mamma, non saluti luspigi? Adesso doccia e poi cena da amici. L'idea che domani è il vero lunedì della ripresa mi immalinconisce.
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Nuove password

Le nuove parole di questo settembre sono tennis, storia del cinema e scuola di cucina. Prenotato il campo con maestro ogni sabato alle dieci. Zeroville mi spinge dentro gli abissi di Hollywood e devo, adesso davvero, conoscerli, dopo avere chiesto alla finta suocera di farmi un corso di film che non si possono non conoscere ma che non mi ha mai fatto.
La cucina, monografie. Voglio studiare e tornare a scuola.
Voglia di riempire i cassetti vuoti.
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Parole crociate

Bianca alle prese con la Settimana Enigmistica, il racconto è della zia.
"terrorizza gli scolari alla fine della scuola, inizia per E. Zia, sì, è quello, come si chiama, il lancio delle uova"

Mia sorella dice: ma non sarà esame?
Ma no, zia, figurati. A chi fanno paura gli esami?


Del resto io sono riuscita a sostenere due settimana fa che "popolarono la Basilicata" fossero i bufani, perché ci stava con tutto, invece dei lucani. Mi sembrava persino di ricordare di averlo studiato a scuola.
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Due giorni

Che impazzisco. Non trovo più il rolex né l'anello piccolo. Ho addirittura pensato che qualcuno li avesse presi. Oggi olmo trova l'orologio dentro una pila di vestiti. E io, mentre pulisco il bagno, vedo una luce che sta ferma nella base della lavatrice che gira. Incastonato nella guaina, tra i panni che si lavano, c'è l'anello, perfettamente incastrato, con il brillante lucentissimo che mi guarda ridendo.
E devo pure aspettare che finisca.
Ma che testa ho. Pericolosa.
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Zeroville

Adrenalinico.
Ho finito annoiata Ancora un giorno di Kapuscinski, convinta sempre più che i libri che escono postumi vadano lasciati lì, nei sogni di ultimi incassi dell'editore.
Ma Zeroville di Steve Erickson mi ha riconciliato con i libri. Regalo di Roberto e forse da sola non l'avrei preso, così sostenuto com'è da 3 autori che non ho mai amato, la Vinci, Pynchon e Lethem. Cinema a raffica e non importa se non lo capisco e non lo conosco, capitoli brevi quanto un'inquadratura, personaggi che si disegnano da soli con tre linee di matita. Sono già a metà. Ma ora vado a correre, se no non mi alzo più.
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30.8.08

Poi

A volte mi siedo sul divano sbagliato, nel senso che lì non ci si siede nessuno mai, piuttosto in 3 ma sull'altro. Fiano freddo da finire, mentre i fagotti si alternano alla Wii E guardo a sinistra occhi nella libreria. L. L di harper Lee, buio oltre la siepe prima edizione, regalo di Roberto da Libet, l'antologia di spoon river regalo di Anna, mia suocera, Sarah di Leroy che ho letto in un periodo buio e neanche morta lo rileggerei, Least Heat Moon, strade blu, letto in barca a vela alla Maddalena pensando a Paolo che veniva in mongolfiera a salvarmi, tutti i miei adorati Lawrence, che sono gli anni del liceo e poi i Lerner Holenia.
Insomma, c'è chi ha le foto e c'è chi ha i libri. E anche chi ha un buon senso alfabetico e chi no.
E poi c'è il 4 libro dell'eneide, dell'esame di letteratura latina, con la frase di Pietro, che all'epoca mi faceva battere il cuore: scusi, ha da accendere? Elena Santoro, come è bella!
Che belle, per sempre, le dediche.
Tutte.
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Dp

No. Non è democrazia proletaria. È Detto Pietro, grande biciclettaio milanese. Bianca ha una nuova stupenda bicicletta, piena di coccinelle. È tornata a casa pedalando mentre io guidavo lentissimamente seguendola in macchina.
Prima Kung Fu Panda, molto divertente. Tre dosi di fiori di Bach per non piangere. Peggioro, invece di migliorare. Tutto a pieno regime. Frittelle di fiori di zucca.
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No more fritto

La zia ha proprio ragione. Teglia piccola, filo d'olio e tutto quello che devi friggere: patate cotolette peperoni pesciolini.
Forno al massimo del calore e teglia appoggiata alla sua base, nel mio caso forno a gas e quindi sul piano da cui si irradia la fiamma. Economico, sano, senza odori. Tutto cuoce, un pochissimi minuti, magnificamente.
Provate.. E spero, anche, riuscite.
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Colazione con il papà

Oggi, visto che era un mese e mezzo che maso non vedeva i bambini, ci siamo visti dall'elettrauto tutti e 4.
Bianca, dice maso, stai dritta.
Papà, mi sembri la nonna.
Lui risponde: e tu la mamma, che sta sempre curva.

Io stupefatta. In realtà ha ragione. Me ne sono accorta oggi. Credo sia una specie di trucco involontario per nascondere la pancia.
Persino adesso che mi imbottisco il seno per divertimento.
E non me ne sono mai accorta prima.
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Wii fittando

Evvai! Ce l'abbiamo fatta.
Siamo felici possessori di un sistema che ci rimetterà in grande forma. Da un lato pollan, dall'altro lei..
insomma, siamo in una botte di ferro.
Io ho cotto verdure per un esercito. Ma la cosa che mi ha fatto morire dal ridere dentro - da petulia a petulia, cose intime - è che oggi da fauna food controllavo la provenienza dei cibi di nube.
È ufficiale. Sono paranoica.
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29.8.08

Tutto casa

Fagotti tornati. Grandissimi.
Eppure piangono e singhiozzano come fossero piccini.
Senza tregua.. Intanto, mentre io preparo la cena veloce soddisfattissima dei miei peperoni e domani vi do la ricetta, bianca si è già messa a fare i compiti di inglese. Mentre il principe mangia frutta: mamma, con un faccia disgustata, asperrima!! Neanche il mio susino al mare le fa così.
E si ricomincia. E niente è bello come questo ricominciare.
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Ascoltando il gastronauta

Che parla di allevamenti e di Singer. Mentre cuocio i peperoni fritti alla maniera della zia, ossia cuocendoli nel forno alla temperatura più alta, attaccati alla base del calore. Sperando che mi vengano, mentre sfrigolano profumati. Mentre aspetto i fagotti, che sono in arrivo e devo recuperarli a Parma. Felice che tutto torni alla normalità dell'autunno.
Regolare.
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Ultimo scampolo di città

Oggi è meravigliosa, ancora per pochissimo.
In Largo V Alpini c'è il mercato. Resto sorpresa dal conto da Pinuccio, la mia bancarella in cui compro i carciofini (dal mio verduraio 10 euro a vasetto e qui, i medesimi, 3,50).
Compro un sacchetto di pomodori, susine, pesche e peperoni da friggere.
21 euro e 70.
Follia.
Tornando, a piedi, un impagliatore di sedie sta seduto sul marciapiede, lavorando. Accanto gli si è seduto un matto, che gli parla a vanvera.
E' buffo. E' come se avesse visto una similitudine, per il fatto che anche lui è sempre seduto per terra, la schiena appoggiata alle vetrine del GS.
Sorrido.

Scatti

E' da ieri che ci penso.
Voglio fare una serie di foto sugli uomini che guardano le donne.
Quegli italiani e quelli stranieri, quelli soli e quelli in coppia o in gruppo.
Perché forse proprio non ci siamo capiti.

28.8.08

Rabbia di cagna azzurra

Stasera ho corso qui attorno. E gli occhi degli uomini, devo dirlo, soprattutto quelli di arabi e albanesi, sono mani pesantissime.
Sono ceffoni.
I libri di Stieg larsson mi hanno fatto male. Così come queste bruttissime storie di fine estate.
Vale così poco una donna per un uomo.
Vale che può prendersela come e quando vuole.
E poi anche ammazzarla.
Così.
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Grande!

Il lapsus in diretta del giornalista del tg3 sulla conferenza stampa di berlusconi su Alitalia: non peserà più sulle palle, ehm spalle degli italiani.
Bravo poi a non scoppiare a ridere. Io sarei morta.
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Dafne Fettolini

Bianca ha un libro bellissimo. Di Dafne Fettolini.
Una frase di quando lei aveva 4 anni, pubblicata nelle meravigliose edizioni Pulcinoelefante di Casiraghy.

"Quando non so cosa fare
rido".


Anch'io.
E adesso idroscalo.

Caro, hai fatto i bagagli?

Si parte.
On the road.

Scusa, fammi guardare che non vedo

Scusa, sposti un po' la testa? Eh no, questo però l'avevo già detto che interessava a me.
Me li immagino così, i nuovi soci Alitalia.
Tutti lì a scegliere dal menu gli asset che più li interessano.
Del resto una bella contropartita era ovvio che ci dovesse essere.
Arg.
Vado anche io al mio menu.
Giapponese.

The human race 10k

E' che tornano i fagotti e non posso.
Ma che meraviglia. Anche solo correre in parallelo all'Idroscalo, come fa Paolo.

A fidarti degli amici

Quell'asino di Luciano aka ancheiohounblog.
Invece di occuparsi dell'Alitalia.
Mi telefona e dice: altro che bioexpress, il posto mitico è Carnale o Carnalmente.
Dico: carni?
No, tutto, frutta, verdura, carne, latte.
Va beh, grazie, lo cerco.

Insomma, mi sono fatta un giro di siti porno che se qui controllano la rete mi licenziano. Provavo i due nomi con bio, shop on line, spesa, etc.

Da ammazzarlo.
Il nome giusto era Cornale.
Però Freud ascoltalo, Luciano.

Cornale non è male. Ci passo sabato andando in Val Curone.

Monocle



E' diventata la mia rivista preferita.
Sarà anche snob, ma è in assoluto il mensile più ricco di contenuti interessanti che io conosca. E in tutti gli ambiti. E' l'unico che riesce persino a farmi scoprire cose nuove di Milano, così come il nostro totale provincialismo.

Fierljeppe

A cena da Maida sono morta dal ridere.
Sto per lanciare una crociata, perché alle Olimpiadi venga ammessa la specialità del Fierljeppe (in frisone) o Polstokverspringen.
Non capite? Vi faccio vedere, mentre io mi alleno sul naviglio grande con Julius.
Ci si vede lì, al Pont de Ferr.
In attesa di caricare quanto prima su Youtube anche il mio video personale di salto del naviglio.

Questi olandesi.
I miei preferiti.

Bioexpress

Ieri è stata una giornata piena di cose. Il mazzo di carte, alla fine della giornata, era alto il doppio.
Al Tango, aperitivando, ho incontrato Michele Bonelli.
E la tessera era quella dei farmer's market.
Mi ha parlato di bioexpress.
Un servizio che ti consegna a casa ogni settimana la frutta e la verdura di stagione.
E onestamente mi pare possa essere preso in considerazione, anche se stanno a Bolzano.
Certo non so come dirlo al mio verduraio. Piuttosto che farlo, mi sa che rinuncio.

Vita

Dice Karin piangendo mentre mi comunica che mi abbandona. Perché tu, Elena, per me no è stato trabajo. È stato familia.
E. Ê tutto cosi, passato. Ramla somala poi Marie filippina poi la mia straordinaria Karin.
E si ricomincia. Arricchendo però l'album dei ricordi. Mentre la vita, a sorpresa, ti fa arrivare una busta preziosa.
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27.8.08

Dei nomi

Adesso, io dico la mia e voi dite la vostra. Però chiamare un pulmino Caronte. Non so come dire. Ecco, io il nome lo cambierei. Poi fate un po' come vi pare.
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Con le mani di verderame

Eccoli qui, i mercati del contadino.
Lo so, è una fissazione la mia.

(E già che ci siete, beccatevi anche questo sito che trovo geniale e che vorrei portare in Italia, affidandolo ad un imprenditore che ho già in mente).

Come vivere felici e bucolici, profumati di pera.

Cecchini

Fiorentine congelate insieme ad insetti e ragnatele (poi mi chiedo, ragnatele nel congelatore, mah).
Il re della bistecca pare essere nei guai.
La difesa è meravigliosa: ma cosa avete capito? Era carne destinata alla beneficienza.

Sti fiorentini, eterni incompresi. Prima il Brunello e poi la carne.
Che destino, a volte, avere il sangue blu. A fare del bene ci si rimette sempre.
Anche la faccia.

E me ne vado al Radetzky

E chissà che non ci incontri Silvio Orlando.
O Tinelli di Disney Channel (che Bianca non me lo perdona ancora, di non avergli chiesto l'autografo).
No, Corona e la Moric no.
Se anche li vedo, che abitano lì davanti, faccio finta che no.

Cai!

Sì va beh allora ditelo.
Prima Fantozzi.
Adesso il nome: Cai.
Che starebbe per Compagnia Aerea Italiana.

Proprio come Club Alpino Italiano, esatto.
L'equazione mi dice che gli aerei Alitalia cadranno tutti lì.
Cani San Bernardo allertati, fiaschette pronte.

Noir

Come Izzo e come Malet, anche se ha deluso Jules.
Come le tre belle guide noir che Alet ha pubblicato: Londra, Los Angeles e Brooklyn, per illuminare gli angoli più suggestivi che hanno ispirato la letteratura noir, che da sempre va a braccetto con la musica.
E poi noir che può diventare oro, per chi ama scrivere, come Paolo Bartleboom nel fresco del suo nuovo retrobottega, e ha voglia di tentare un racconto così.

Buongiorno



Dio mio quanto è bello. Non ce n'è.

Me lo dice anche Rob

(Brezsny): devo allargare il mio giro di amici. Cosa che da che mondo è mondo mi riesce benissimo.
Oggi vi presento Davidia, che come me brucia le frittate di cipolle.
Che quelle frasi: ma dai, cosa ci vuole a fare una frittata, a me danno sui nervi.
Che mi ha fatto riflettere con il suo messaggio in cui si dice gentile e gentile no.
Tessera che si lega a quello di Marco Schwarz, che diceva della bellezza del poter dire ogni tanto, sereno, "non lo so" (Non fare di me un idolo mi brucerò).

Non siamo mica gli americani, che loro possono sparare agli indiani, fuoco agli indiani, come diceva Vasco quando eravamo piccoli.
Intanto, all'orizzonte del Risiko, altro che guerra fredda. Vedo le scintille da qui.

Comunque

Io penso che se Lombardo si fosse chiamato Siciliano Bossi non lo avrebbe incontrato.
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26.8.08

Oggi, che giorno

Lo so, troppi post. Ma ho una nuova amica, Plainsex.
E dovevo dirvelo.
Leggetela anche voi, dal blogroll.

Cavoli, ma allora era in movimento!


(il cavallo Ralph Lauren, che da piccino che è sempre stato si è avvicinato parecchio. Meglio scansarsi, che qui nella prossima collezione ci travolge).

S-pesante

Lo so, sono diventata pesante quanto faccio la spesa (sempre effetto Pollan).
E questo da dove arriva. E non è italiano. Sì, ma allora forse i limoni sono meglio non trattati e biologici. Meglio Pavia che Salerno.
Cerco, ma con poche speranze, il prossimo farmer market a Milano, che non ho capito se è confermato in calendario per il secondo sabato del mese in piazza San Nazaro in Brolo (Panarello).
Nel frattempo, mi sono iscritta al servizio consumatori di Acqua Sant'Anna. Riceverò il test per valutare l'acqua.
A me Bertone pare davvero un illuminato.
Sarà un caso, se sono tutti piemontesi, Petrini in testa?
Mah.
Comunque non ce n'è. Leggere complica la vita.

Giochi-amo

Prendo al volo il post di 80/100 per buttarmi in un po' di amarcord.
Ma voi, con che giochi giocavate da piccoli?

Io e mia sorella eravamo Barbie dipendenti. Sia fisiche che inscatolate (Barbie reginetta del ballo e il giro del mondo di Barbie).
E poi Monopoli.
E poi le bici. Bianca e Olmo ridono quando racconto che giravamo in cortile appiccicando alle bici le cartoline della quarta di copertina di Diabolik, fingendoci ogni volta una sventola diversa.
Il mio nome preferito era Stella di mare.
Sì lo so, devo vergognarmi.
Lo faccio.

O come Anna di Cristina, quando aveva 5 anni, ebrea.
Mamma, giochiamo alle Barbie? Vedi, sono due kamikaze.
Ma Anna, giochiamo a qualcosa di più blando.
va bene, preferisci che siano lesbiche? Facciamole lesbiche.

L'Unità, pagina 7

Mi fa sorridere questo articolo che chiude la pagina sette della nuova Unità, intitolata Festa. E' un anonimo (nel senso che non è firmato) resoconto della prima riunione di redazione con la De Gregorio direttore. Gli auguri, le emozioni, i messaggi di Napolitano e Martini, le rassicurazioni - velate - che tanto rumore per nulla.
Intanto oggi il cameo in prima pagina di Benigni, poi Travaglio, poi Jack Folla, poi quelli che verranno.
Insomma, stiamo a vedere.
Certo è che leggere L'Unità così bianca e nera mi fa impressione.
Pazzesco come ci si abitui rapidamente al nuovo.

To Silvio To George

La notizia ha dell'incredibile.
Però pare essere vera.
Berlusconi è l'uomo più fuori dal mondo del mondo.
Ma non la intervistano mai la sua maestra delle elementari?
Credo potrebbe raccontarci gli stessi aneddoti, dalle corna nella foto di classe alle serenate.
Serenate, sic.
Sereniamoci noi, che c'è toccato in dote il più cialtrone dei cialtroni.
Taca banda.

Paolo Marchi, uno e centomila

Scopro per caso il network dei suoi blog, tutti legati dalla cucina e dal cibo, farina impastata con acqua.
Lo aggiungo nel blogroll, tra gli amici. Da Identità golose a Marchidigola a La nuova cucina italiana.
Meraviglie.

Il commissario Fantozzi

Suvvia, non voglio infierire che lo so bene che uno il cognome non se lo sceglie.
Ma la nuova banda che si è presentata al citofono di Alitalia con in mano un miliardo pare proporre lui come commissario, l'augusto Fantozzi.
E va beh.
Bravo Berlusconi, altro che Air France. Tutt'un'altra storia davvero, tagli solo per 7mila posti di lavoro, dopo che la forbice dei 5mila si è persa in un cassetto, pare chiuso a chiave.
Nel frattempo mi chiedo se lo staff Alitalia in questi infiniti mesi di crisi non si sia già sfoltito in parte da solo. Io avrei fatto di tutto per trovarmi una nuova scrivania.
Mi piacerebbe saperlo.

25.8.08

People you may know

Questi social network lavorano con strani algoritmi. Anche nella testa dei membri.
Come quelli - gentili - che mi dicono: "non ti conosco ma mi stai simpatica e quindi ti ho scritto". "No, non ti conosco, ma abbiamo amici in comune e quindi".
E va bene.

Oggi Linkedin mi suggerisce, come persona che potrei conoscere, Maso Notarianni, il padre dei miei figli.

E a me mi viene da ridere.

Teen

Che asina. Stamattina vado di buon'ora a ritirare l'elenco dei libri di Bianca.
Chiedo: Seconda L, grazie.
Il custode cerca e ricerca e mi dice: ma che strano, non c'è. Forse è stata smistata.
Come smistata? dico terrorizzata. Impossibile.
Aspetti che chiamo tizio.
Ma sua figlia fa la seconda?
Dico di sì.
Risponde: ma allora deve cercare la quinta, non la seconda.
E lì capisco.
Che invece di entrare alla Majno, sono entrata al Berchet, il mio vecchio liceo.
Giusto per dirvi come sto, oggi che sono qui in ufficio.

Che testa di zucca.

24.8.08

Qui, là, qui

Qui, ritrovando la bellezza della casa.
I tappeti sui quali camminare, Nube coccola, le lavatrici da vuotare.
Lungo viaggio. Fagotti lontani e tutta via non troppo.
Finisco la seconda puntata della trilogia Millennium e domani davanti alla scrivania.
Ma la città sorride.

23.8.08

Risalendo

La Sardegna. Costa ovest con i kinks. Le vacanze sono rimaste a sud. Come sempre, dove è giusto che siano.
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22.8.08

Applausi

A bertinotti che da Cortina d'ampezzo dice La classe operaia non meritava di andare all'inferno.

La classe che conosci, fausto, è ormai solo la tua. Quella first.
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Sale

E pepe.
Bianco.
E nero.
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Uomini e donne

Con questi occhiali, dico io. Le donne sembrano tutte bellissime. Ma poi aprono la bocca e ti cadono le braccia.

Ecco perché non apro mai la bocca, dice.
E io rido, bevendo S'arai.
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Segni

O disegni. Come quello lasciato dal costume. È quasi buffo, linea bianca in campo nero. Avrei potuto scrivere qualcosa. Tipo ozio.
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20.8.08

Tanto

Rido quanto piango. Né più. Né meno.
La facilità ad entrambe le cose è la medesima.
E quindi, se non voglio piangere, devo ridere meno.
UfF.
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Nel nome di Izzo

Che rabbia. Giuro che non mi fido mai più delle quarte di copertina di romanzi noir francesi: degno della penna di Izzo.
Forse non è neanche male, questa Dominique Manotti che scrive Le mani su Parigi, sulla corruzione alla corte di Mitterand. Però il paragone lasciamolo proprio stare.
Mi do al sudoku.
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Traslochi

Stanotte ho sognato che tutto era pronto per il trasloco. Allora dicevo: va bene, prendiamo la carne e il sale e andiamo.

Dentro di me, ma a volte anche fuori, c'è una cavernicola. Uga buga, come dice Bianca.
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19.8.08

Automatico

Se io vedo dei bambini, mi emoziono.



E commuovo.

Ancora.
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La via

Vento strappatutto oggi, mentre ho finito La via della Ramondino, catturata dalla parola magica sud. Come un centrino, e mani che lavorano il filo con un uncinetto che crea disegni sempre diversi. Un po' artefatto, un po' sacrosanto, un po' verboso all'eccesso, un po' poetico.
Insomma, così. E mi tuffo in un roman moral francese. Secondo me facendo male. Ma il vento oggi mi è contrario.
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18.8.08

Per fortuna

Che a me, la mattina, viene sempre da ridere.
Mi sveglio.
E mi viene da ridere.
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17.8.08

Album

In viaggio scatto istantanee di persone diverse. Una fastidiosa ragazza, non bella ma senz'altro capace di piacere, che si lamenta che le cambino il posto in aereo per fare spazio ad una famiglia. L'arroganza fa il paio con una orribile borsa sulla quale campeggia bianco su nero la scritta SNOB. Poi famiglie, che sembrano avere senso e dignità solo così, per come si tengono vicine e sicure e che sciolte non riuscirebbero ad essere così tanto se stessi. Bambini inglesi macchiati come se le loro magliette non conoscessero acqua e madre severa con l'Italia, i voli, l'aeroporto. E poi il viaggio parallelo che faccio con Parise in Giappone, la cui unica nota stonata è questo reiterare un nome finto, quello di Marco in viaggio. La sequenza di parquet spaiati che è la terra sarda vista dall'alto. La paura che mi aggroviglia la pancia e la mia mano che sa allontanarla.
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Combativos, productivos, eficientes

Lo leggo sul Sole di oggi nell'articolo sulla nuova era raul.com e lo raccolgo. Pret a porter.
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16.8.08

Le nipotine rosa

Nipotina rosa 1. Zia, ma è vero secondo te che la mamma ha prenotato il volo per me se non sono brava? Io non voglio partire. Lo può cancellare se sono brava?
Poi canta a zigozago. E a zigozago la canta. "il 7 di luglio fece un imbuglio". Un imbuglio?

Nipotina rosa 2. Zia il tuo seno è piccolo. Molto piccolo.
Nonna, hai gli occhiali a rovescio.
Ma no tesoro, dice mia madre.
Sì, nonna, fidati, sono a rovescio.
L'ho pagato solo sei euro l'aquilone. No, non costa 6 euro, costa SOLO 6 euro.
Diciamocelo, che spasso. Peccato che domani le saluto. La casa così piena di noi è bellissima.
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La zona cieca

Pomaia, il centro buddista, si è messo ad inseguirmi. È qualche mese che mi corteggia, insinuandosi nei racconti più distratti, negli aneddoti, nelle cartoline di album aperti a caso. E anche nel libro della Gamberale la fa da padrone. Un canto delle sirene al quale so che cederò.
Che dirvi del romanzo. È come leggere De Carlo o Caos calmo. Io mi ci ritrovo. E da qui studio i miei cambiamenti. Il mio godermi la serenità di pensieri spuntati, che non sanno e non vogliono fare male. Per la prima volta dopo lunghissimi mesi che, messi in fila, formano anni. Non so se questo abbia un peso, sia di per sé un valore. Ma intanto me lo godo.

Ora Goffredo Parise, L'eleganza è frigida.
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A far del bene

Ho prestato a mio padre il libro di Pollan. Quando mai. Mi tormenta: ma figurati se con il mais costruiscono i dolci. Ma figurati se questo. Ma figurati se quello.
Papà, ma figurati se te lo ripresto. Anche perché io mi sono persa dentro la Gamberale, ritrovandoci una me rovesciata.
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Cosa?

Mare mosso e giochiamo con le onde. Ad un certo punto sembrano placarsi e dico: sfidiamo nettuno e vediamo se ha coraggio.
Parte un coro di " nettuno, io so fare di meglio, le tue onde sono la metà delle mie, nettuno brutto, nettuno non mi fai paura" e nettuno si risveglia e impasta nuove onde.
Ad un certo punto, mentre chiacchiero guardando fagotti e nipotine rosa sento: nettuno e eolo gay.
Non ho parole. Comunque anche nettuno ha fatto una risata e si è ritirato con eolo per il riposo postprandiale.
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15.8.08

Tangram

Abbiamo inaugurato io e i fagotti la nuova casetta in cima alla casa del mare. Stanotte abbiamo dormito in tre in un divano letto ikea e sembravamo un tangram. Ad ogni passo di luna le stelle ci vedevano in una posizione diversa. Stamattina al risveglio eravamo un dolmen, con olmo tetto e noi due colonne, io dritta e bianca con i piedi in alto.
Il vento pazzo di oggi mi ha fatto finire Il cielo dei violenti, esageratamente cattivo. Adesso La zona cieca della Gamberale, regalo della zia. Vento ventoso.
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14.8.08

Pollan mi ha cambiato la vita

Mi sembra che tutto ruoti attorno alle materie prime. Sentivo qui attorno gridare pecore. La zia mi dice che c'è un macello clandestino. Oggi l'operaio che viene ad aiutare lo zio mi racconta che macellare un agnello al macello ufficiale costa 10 euro e un vitello 68. E che quindi si arrangiano. Non mi pare in effetti poco. Ma forse mi sbaglio. Entrando nelle macellerie, che sono boutique, come quella di Carbone, ti accorgi però della differenza rispetto a Milano. Là, la regolarità quasi geometrica delle carni, tutte identificabili. Qui, forme che non sapresti come cucinare ma che poi nel piatto sono fantastiche. Dice la macellaia oggi servendomi: donna Elena, non è tenera, è dura, ma è nostra e ha sapore.

E mangiamoci questa carne dura.
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13.8.08

G-local

Così dice qualcuno. La verità è che una città come Milano non ti offre più felicità e meno tristezze di un paese come Tricarico. Da qui puoi partire e diventare il capo per l'Italia di una banca giapponese. Da qui puoi rimanere qui ed essere felice. Tam quam. Ma gli incontri sono sempre doppi di emozione. Io le mie radici le sento tutte.
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Mamma, ho un dubbio

Perché ti dico così tante volte che ti voglio bene? Io lo so e tu lo sai e allora perché mi viene da dirlo continuamente? Io non mi capisco.
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Quando si dice tenere all'ordine

Zio Giovanni porta il corriere di oggi. La zia lo prende e inizia a staccare pagine. Pensando che non abbia capito che è di oggi, glielo dico. Mi guarda seria e dice: sì, ma che ce ne importa a noi delle pagine di bari e della Puglia o dello sport.
Intanto i bimbi hanno scoperto che il tom tom prende come indirizzo masseria Santoro.
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12.8.08

Ubriacature

Da parenti.
Dice ommo: ma mamma, metti per esempio un cugino di centesimo grado.
Insomma, mi pare che abbia capito di cosa parliamo quando parliamo di famiglia.
Qui le stelle sono qui. Tutte qui. Tranne quelle che cadono, ma domani ci saranno anche quelle, je reste optimiste.
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Effe di famiglia

Non si può dire cosa c'è dentro questa parola. Una felicità, ritrovarsi, grandi e piccoli e Venezia e Bologna e Milano e Matera e. Da sentire che nella vita il tempo per fare tutto non c'è. Soprattutto quando vieni da una famiglia del sud. E poi scoprire che bea mi legge e non lo dice.
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Il piccolo hotel

Il romanzo della Stead appena ripubblicato da adelphi mi ha chiamato con le sirene del titolo e della copertina. Pareva bellissimo, come leggere la Austen d'estate al fresco. Avevo voglia di dolce e ho trovato amaro. Come bianca che stanotte al buio ha scambiato la bottiglia del vino per quella dell'acqua. Si è rivelato perfido e cattivo, ma molto ben scritto.
Cattiveria per cattiveria, vado avanti con Il cielo è dei violenti di Flannery O'Connor. Giusto per scavarmi una bella fossa.
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Albero genealogico

A casa dei miei a Milano ce n'è uno antico bellissimo della famiglia Santoro, anche se non aggiornato, o meglio aggiornato al bisnonno. Oggi parto e vado lì, a tricarico per due giorni, dove una parte di famiglia di mio padre si è radicata in passato e dove resta una casa di campagna che erano le vecchie cantine. E stamattina, mentre a letto pensavo alla strada, ho pensato che il nostro ramo Santoro con noi si estingue. Solo femmine nate ai maschi e i pochi maschi con altri cognomi.
Una strada cieca. Se penso ai nonni e alla loro vita così ricca di persone e di storia, beh. Vertigine.
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11.8.08

Mammaaa

Mamma apri il cancello ti prego. C'è un paziente in fin di vita.

Non faccio in tempo ad alzarmi per aprire che "mamma, fai pure piano. Purtroppo ormai abbiamo un paziente senza vita".
Ma sono le facce, che bisognerebbe vedere.

Trattavasi di bombo con le ali blu.
Comunque al momento l'ospedale degli insetti ospita una cavalletta azzoppata /mamma, cosa mangiano le cavallette? Ehm' pomodori. E in effetti lo mangia/, ospitata in una suite con tanto di giardino e piscinetta.
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Sbandando in macchina

Stanotte in sogno ho frenato per miracolo trovandomi davanti a tre scale mobili di metropolitana. Quella per juventini, quella per interisti e quella per i tifosi del Piacenza. Il nastro nerazzurro mi ha portato in un'aula in cui c'erano esami non esami di italiano.
C'erano Giorgio Faletti e Giovanna Zucconi. Ho chiacchierato, parlato di Tecla - la libraia del giallo - e dicevo del caso che due volte che vado a Piacenza e due volte che li incontro. Alla Zucconi dicevo tutto, tranne che ero petulia.
Questo in sunto, altro non raccontabile.
Tutto questo per dire che io dell'interpretazione dei sogni proprio non capisco nulla. Ma i sogni sono sempre pirotecnici.
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10.8.08

Unique

La cosa straordinaria del mio proteiforme senso di colpa è che riesco a sentirmi male se discuto e litigo in casa d'altri.
Ma anche se altri litigano a casa mia.

Pazzesco e tuttavia vero.
Perché.
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Oddio

Sono diventata peggio di Pollan. Stasera cucino per tanti, chicca e famiglia noi e amici dei fagotti. Friselle di grano della fattoria con pomodori raccolti a mano. Origano nostro, della casa di tricarico. Sale di mozia. Olio buono di acaia. Cotolette di carne di qui con uova della vicina e pane secco nostro. Salsiccia alla brace sempre del contadino. Energia usata per spostare le materie prime quasi pari a zero. La mia che le cucino e i fornelli.
Sì lo so, faccio come Putin che aspetta che sulla lavagna ci sia scritto Cina, per fare il cattivo quasi impunemente.
Ma mi fa troppo male, scrivere d'altro.
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Ogni tanto

La mia rete si smaglia. E mi accorgo di quanta vita si può aprire attraverso un buco. Pazzesco. Cose dimenticate, persone perse per litigi di famiglia. Come oggi in farmacia, incontrare Roberto e sua figlia Margherita, che neanche sapevo esistesse.
Al sud, in questo paese che a Luciano ho descritto male, come caos puro. E con un fascino invece pazzesco, di polvere e parcheggi sbagliati dentro strade senza nome. E poi qui l'autostima è pazzesca. Gli uomini fischiano, suonano, sussurrano. Le occhiate, che ve lo dico a fare. E non è questione di essere belli. È una storia di uomini e donne. Punto.
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Il valore dei figli

In una settimana, bianca e olmo hanno raccolto un gruzzolo di 17 euro e 5 centesimi. Come? Trovando monete per strada. Pazzesco. Sono troppo simpatici.
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Verità spaventose

Dice Pollan nel suo libro che spesso il cibo ha molta più esperienza del mondo di quanta non ne abbiamo noi che lo mangiamo. In effetti, se ci pensiamo, il nostro cibo compie in numero di kilometri spaventoso, per arrivare sulla nostra tavola. Bruciando una quantità impressionante di energie di ogni sorta.
Non so come uscirne, da questa lettura.
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9.8.08

Le nonne

È da stamattina che giochiamo con lo scirocco e uno splendido aquilone a forma di manta, o razza, con una lunga coda nera. Ora dal tetto della casa. Parte la nonna " che bello, però, questo aquilone e che strano che non si sia ancora rotto".
Non ha fatto in tempo a finire la frase che l'aquilone si è incagliato nel dedalo delle tre bouganville.
Ma io non lo so. Stappo una Beck's che è meglio.
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Camminare

Come la direbbe Simone Damiano. Non mi stanco di guardare e non capire questi ragazzi neri che camminano su questa sabbia bollente, carichi come muli. E che si fermano disponibili ogni volta che gli chiedi una cosa qualsiasi. Scaricati la mattina da un furgone e recuperati la sera. Anche bambini, che avranno forse dieci anni, che camminano sulla sabbia come se il mare non ci fosse.
Oggi ne abbiamo fermato uno, per l'ennesimo pallone. Olmo l'ha pagato con i 5 euro che ha guadagnato scartavetrando e ridipingendo la carriola del nonno.
Bricolage dell'economia.
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Storie d'estate

Stanotte ho avuto una lunga love story con tony curtis giovane, damina del 700, travestito da uomo.
Bella confusione, lo capisco. Ma io ero lusingata e divertita. Del resto, credo che dentro di me il popcamp abbia sempre albergato. Solo, non gli avevo mai chiesto i documenti.
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8.8.08

Folgorazioni

Oggi ho avuto un'illuminazione. I numeri non hanno lingua. O anche, ne parlano una sola, universale.
È il caldo, lo so.
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7.8.08

Proprio oggi

Che ho una fame blu. Non è un caso che io abbia iniziato il saggio di Pollan sul cibo.
Credo che da domani la mia spesa diventerà ulteriormente selettiva. Non tanto qui, che la spesa è tutto dal produttore al consumatore attraverso un ciao signora con la O spalancata e un conto di frutta e verdura che quando esageri sfiora i 3 euro. Ma a Milano. Leggere certe cose mi fa male quanto gli stupri violenti e assassini di Larsson. A volte penso che noi uomini- anche se le donne no, a meno che non facciano gli uomini- stupriamo tutto il possibile. Sempre. Senza pensare che il conto, alla fine, è con l'aiuto degli dei sempre da pagare.
La pietà come pietas non è cosa di questo mondo.
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Uomini che odiano le donne

è anche molto cattivo, il romanzo di Larsson. Per fortuna che non l'ho dato a Bianca. Parte male ma poi si sviluppa bene, tenendoti incollata alla pagina. Giornate di caldo violento, che neanche l'acqua riesce a placare, tra Cisternino ieri con Luciano e troppi amici dei fagotti tra i quali mediare.
Stasera le giostre. Ma intanto mi tuffo ne Il dilemma dell'onnivoro di Michael Pollan.
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5.8.08

Millennium trilogy

Sì lo so, sono prevenuta. Però l'espressione "gli allegri anni 80" ripetuta due volte nelle prime 20 pagine del libro vorrà pure dire qualcosa. O no?
Va beh che ho bisogno di riposo, dopo la lunga nuotata alla boa più lontana- che è un po' come stare in un rifugio in alto, che i pochi che ci arrivano si salutano e fanno conversazione - e dopo avere gonfiato, io sola, un gigantesco aereo militare, materassone galleggiante, nuovo regalo del nonno ai fagotti.
Lo dico io, che gli uomini servono. Pant pant.
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4.8.08

Dal pop camp al bestseller

Assorbiti i due volumi di Cleto, mi immergo fiduciosa - perché altrimenti se non mi faccio coraggio non ce la faccio - nella strenna estiva, quell'altro Larsson, non il mio amato. Uomini che odiano le donne qui e il secondo invece in viaggio nell'altra valigia verso Chia.
La Millennium trilogy. Quasi un diamante, come ho detto all'avvocato che me li ha regalati.

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Quando si dice vacanza

Svegliarsi e raccogliere i fichi dalla pianta per la colazione. Leggere il giornale e pensare che è meglio leggere il libro.
Poi i fagotti.
Mamma, mi allacci il costume? Più largo. No, mamma, più stretto.
Ci riprovo una terza volta.
Lei non dice niente e mentre me ne vado borbotta: certo che se uno non sa che esistono le mezze misure, strattonando i laccetti.

Lui invece dalle otto mi tempesta: mamma, giochiamo a tennis? Mamma, giochiamo a tennis?

Giuro che gli faccio un fratello.
Per fortuna che mi viene da ridere.
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3.8.08

Sir somebody something

E Sua Spossatezza e Sua Incantevolezza. Non so bene chi sia, Ronald Firbank, autore che incontro nella raccolta sul pop camp. Ma è un genio. Poi devo dire che il travestimento o travestitismo qui al mare mi riesce particolarmente bene. Perché quella santa donna di mia madre ha infilato negli armadi tutti i nostri vecchi vestiti e acquistato al mercato vecchie coperte di tartan o calabresi, vecchi scialli e centrini, pizzi e feltri ispessiti dal tempo. Sembra di stare a teatro. Oggi mi vesto da Mae West.
Go west, young lady.
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2.8.08

Sí cresce

Aperitivo di bianca con un suo compagno di classe che incredibilmente viene qui al mare. Bassa marea di pace, peccato troppa musica e tv accesa che allontana il silenzio del tramonto.
Osservo bianca, trasformata, bellissima. Ha ragione Beatrice Stampa: ha una faccia da bellezza americana.
So che da lei ho solo da imparare, solida com'è.
Che meraviglia della vita, essere madre.
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PopCamp

Sipario.
La scansione teatrale dei due volumi di Fabio Cleto è bella tanto quanto le parole che contiene.
Pagine di racconti e immagini di tutti gli eredi del dandismo.
Da stasera esco solo con la parrucca e con gli occhi fiorati come quelli spezzati della foto di copertina.
Giuro.
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1.8.08

Invidia

Conosco da due volte L.
È una donna che invidio e ammiro.
Ieri sera la osservavo incantata.
Ha un modo sereno di essere madre e compagna, che io non ho mai avuto.
Una lentezza quieta e piena di brio, che sembra avere dentro aria tiepida che tiene sempre tranquillo il cuore, come sotto le coperte.
Guardo dentro di me e ci trovo folate di ghiaccio, caldane improvvise, spifferi leggeri che sanno tormentarmi cattivi.
Richiudo.
Che invidia. Anche io vorrei.
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La porta

Potentissimo romanzo che mi ha tirato fuori tante lacrime tante volte, contro il quale i fiori di Bach non hanno potuto nulla.
Bellissimo davvero, capace di lasciarti veleno nelle vene.
Ora nella borsa ho La vita non romanzata di Dino Campana, di Carlo Pariani. Tra qui e Brindisi e casa di mare. Poi, nella valigia, infiniti altri e Pop Camp in cima ai desideri.
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Prima tappa

Volando su Roma seduta nella stessa fila della mia compagna di banco delle elementari.
Come sempre il destino mi disegna percorsi facendomi sorridere.
A Roma mangio un'insalata dura come cartone, che neanche l'olio riesce a domare. Mi chiedo quale sia il campo che produce quest'erba impermeabile e ignifuga e quali zolle di terra crescano queste carote che sembrano trattate con qualche brevetto 3M. Non sanno di nulla. Refrattarie persino ai denti.
Assurdo, questo accettare cose che non esistono.
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Melan-colè

Nera bile, a lasciare Nube stamattina, sola per tre settimane.
Mi si stringeva il cuore, ma stretto da dolore.
Chiudere la casa a me dà sempre malinconie.
Così come mi piace - sempre - tornare.
Valigia, cose infilate veloci, schiacciate tra 20 libri.
Parto per me, ma non per voi, avendo il BB.
Leggerò invece meno i vostri blog, perché non sono tanto capace.
Ma voi scrivete, che al ritorno mi abbuffo.
E viaggiate leggeri anche voi, con la brezza marina o al fresco delle ombre silvane.