Come Izzo e come Malet, anche se ha deluso Jules.
Come le tre belle guide noir che Alet ha pubblicato: Londra, Los Angeles e Brooklyn, per illuminare gli angoli più suggestivi che hanno ispirato la letteratura noir, che da sempre va a braccetto con la musica.
E poi noir che può diventare oro, per chi ama scrivere, come Paolo Bartleboom nel fresco del suo nuovo retrobottega, e ha voglia di tentare un racconto così.
5 commenti:
E poi rosso, come il mio viso adesso..
Mi raccomando scrivi!
cavoli, se penso che sono andata a Marsiglia dopo aver letto Izzo.....dio, m'era venuta una cosa dentro che non so spiegare ma dovevo andare a Marsiglia. E Izzo è uno scrittore onesto perché la Marsiglia che ha descritto nelle sue storie è esattamente quella che poi ho visto.
Invidia. Io ho scoperto Izzo leggendo SLOW, la rivista di Slowfood. Poi sarei morta per andare a Marsiglia, visceralmente, come te. E invece no. Lui ci andò con un'altra (con tutto che Izzo gliel'avevo fatto scoprire io). Poi, anni dopo, un invito bellissimo da un altro uomo: Marsiglia in aereo, dormire qui e cena al vecchio porto e poi il giorno dopo prendere una macchina scoperta e fare tutta l'aurelia all'indietro.
Però non l'ho accettato.
E a Marsiglia ancora ci devo andare (dopo Izzo). Intanto oggi ho provato a vestirmi di basilico come Lole, con Basil di Marc Jacobs, acqua profumata. E invece mi sono trasformata in pera matura, con Pear.
Cara elena petulia,
i miei ricordi di viaggio, pur essendo condivisi con qualcuno, vengono descritti per lo più in prima persona singolare per un motivo molto semplice: sono io che guardo.
l'unica cosa che non ho fatto a Marsiglia, è mangiare al porto vecchio perché troppo turistico anche se molto suggestivo.
preferito tra tutti il panier (anche rue des pistoles).
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