Strano, lungo, anacronistico. Nel lunghissimo buio di luce del quartiere, un suonare di allarmi che disturba la magia di un periodo dimenticato, ad illuminare per contrasto il cielo.
Tempo ritagliato, regalato.
Leggo ai bambini la favola inedita che mi ha mandato Roberto. E in questa notte fuori dal tempo loro accettano me che leggo alla luce di una pila, con le voci come quando erano piccoli e bianca mi dice: mamma, in questo weekend non vediamo nessuno, solo noi tre, leggiamo le favole e stiamo nel lettone.
E sorrido di lacrime al pensiero che le magiche parole di Roberto e un incredibile blackout hanno saputo ricreare qualcosa di perduto.
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4 commenti:
sei una persona non fortunata, STRAfortunata, lasciatelo dire (ma anche per il modo che hai tu di vedere le cose e di viverle oltreché di raccontarcele in questa maniera così vera nella sua semplicitià)
grazie
Cara Davidia, sei troppo gentile. Dobbiamo incontrarci presto.
che bello elena! anche da noi black out, il primo per pupi che è stato bravissimo: camminava nel buio, perfettamente a suo agio. Poi quando è tornata la corrente, ha acceso tutte le luci di casa! mi sono accorta che devo fare scorta di candele...
Rido. I fagotti hanno queste pile a carica manuale bellissime (decathlon)
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