4.11.08

Tata che vai, casa che trovi

Stasera torno a casa zuppa in vespa. Apro una falanghina dei feudi di san gregorio che me la merito prima di respirare e apro gli occhi.
Julia ha cotto le cicerchie che, comprate nel pollino 3 anni fa con l'avvocato, stamattina avevo messo a bagno per la cena di domani sera con Clara e Giorgio jr e Gabriele.
Dure come sassi, ma, come dice ommo, mamma la fame è fame.

Poi vado nel soggiorno e vedo un ordine innaturale nella libreria: tutto perfetto, tutto pieno, tutto incasellato. Il primo pensiero è dio mio che ordine. Il secondo oddio l'alfabetico.
Vi giuro. Mi sento male.
Duemila volumi rimescolati.
Provo a chiamare Julia. E mi accorgo, a questo punto ridendo, che ha lasciato il telefono qui.
Amen. Che gli dei siano con Obama. E gli americani pure.
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3 commenti:

stelllare ha detto...

Oddio Elena!!
Meno male che avevi la falanghina dei feudi di san gregorio!!!! io non avrei retto a tanto....senza un pò di vino!!!!
;o)

Ps ma noi due, dico noi due, ma quando ci vediamo?

jules ha detto...

ma questi sono i drammi dell'alfabetico
se tu usassi il genere, variante frattale, non sarebbe successo...

numero22 ha detto...

io uso il niente.
il caos.
o il caso.
che poi è lo stesso.