31.12.08

Ma il cielo è sempre più blu

E questi sono gli auguri, ognuno ha la sua riga.
E il bicchiere, come sempre.

Chi vive in baracca, chi suda il salario
chi ama l'amore e i sogni di gloria
chi ruba pensioni, chi ha scarsa memoria
Chi mangia una volta, chi tira al bersaglio
chi vuole l'aumento, chi gioca a Sanremo
chi porta gli occhiali, chi va sotto un treno
Chi ama la zia chi va a Porta Pia
chi trova scontato, chi come ha trovato
na na na na na na na na na
Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh,
ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, uh uh...
Chi sogna i milioni, chi gioca d'azzardo
chi gioca coi fili chi ha fatto l'indiano
chi fa il contadino, chi spazza i cortili
chi ruba, chi lotta, chi ha fatto la spia
na na na na na na na na na
Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh,
ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, uh uh...
Chi è assunto alla Zecca, chi ha fatto cilecca
chi ha crisi interiori, chi scava nei cuori
chi legge la mano, chi regna sovrano
chi suda, chi lotta, chi mangia una volta
chi gli manca la casa, chi vive da solo
chi prende assai poco, chi gioca col fuoco
chi vive in Calabria, chi vive d'amore
chi ha fatto la guerra, chi prende i sessanta
chi arriva agli ottanta, chi muore al lavoro
na na na na na na na na na
Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh,
ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh,
ma il cielo è sempre più blu
Chi è assicurato, chi è stato multato
chi possiede ed è avuto, chi va in farmacia
chi è morto di invidia o di gelosia
chi ha torto o ragione,chi è Napoleone
chi grida "al ladro!", chi ha l'antifurto
chi ha fatto un bel quadro, chi scrive sui muri
chi reagisce d'istinto, chi ha perso, chi ha vinto
chi mangia una volta,chi vuole l'aumento
chi cambia la barca felice e contento
chi come ha trovato,chi tutto sommato
chi sogna i milioni, chi gioca d'azzardo
chi parte per Beirut e ha in tasca un miliardo
chi è stato multato, chi odia i terroni
chi canta Prévert, chi copia Baglioni
chi fa il contadino, chi ha fatto la spia
chi è morto d'invidia o di gelosia
chi legge la mano, chi vende amuleti
chi scrive poesie, chi tira le reti
chi mangia patate, chi beve un bicchiere
chi solo ogni tanto, chi tutte le sere
na na na na na na na na na

Dove sono finita, mi chiedete

Qui. A fare niente.
Ma sono stata ad Asiago. In motoslitta.
Ho riso, pianto, non mi sono fatta mancare nulla.
Ho regalato il pc ai miei così ora mia madre mi legge e mi scrive e non è banale.
Ho ripreso ad andare in palestra.
Ho la lentezza di Vita e destino, persa nella guerra della guerra.
Ho capito che il mondo è maschilista e che lo devo accettare, se non voglio farmi male contro lo stesso muro, perché non lo buco.
Ma ho imparato anche che è normale che le donne si lamentino.
Se questa è una consolazione. Se questo è un uomo.

26.12.08

Ho pensato

Che a volte è troppo difficile cambiare le cose. Però, cambiare la colonna sonora è possibile. E spesso la stessa immagine commentata da una musica diversa diventa un'altra cosa. Così è più facile.
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25.12.08

let's go back to the church

Sono una macchina sofisticata.
Un insieme di tubi grandi e sottili in cui la malinconia corre larga. Ma anche il ridere.
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24.12.08

Incetta di nipotine rose

Che io ogni volta mi stupisco di come le vestono. Comunque, una raffica di cose che avrei dovuto scrivere subito e ho preso per strada.
A vedere Madagascar: zia, ne è proprio valuta la pena..
Anche mia mamma fa l'avvocato. Ma è un lavoraccio, dice la grande. La mamma è sempre in ufficio e poi per come sono fatte le leggi, non riesce mai ad incastrare le pratiche.
Un lavoro durissimo.
E la malinconia di Bianca, che domani parte e si infila nel lettone. E olmo in giacca e cravatta che chiede alla sua consigliori, Carolina: caro, sto bene? È giusto il nodo alla cravatta?
Mm, sì, dice lei. Li guardo e olmo ha la cravatta annodata attorno al collo.
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23.12.08

Ma voi, ma tu, ma io

Parlando con Luciano, mentre gli dico che sua madre non è mai se stessa, pinggg! Risuona una nota e mi stordisce, con il venditore di pensieri che dice a me: ma lei, lei, è mai se stessa?
E ha ragione, non lo sono mai.
Oppure anche, la me stessa che sono è quella che dice 99 volte su 100, rispondendo ad una qualsiasi domanda di chiunque: ma sì, certo.
Felice di farlo (felice).
Ecco. Questo è il tempo degli auguri. E allora auguro a me, alla mamma di Luciano, a voi, di essere voi stessi, in persona. Anche a tratti, anche non sempre e non solo. Imparare dagli altri è bellissimo. (molto più che ripetere noi stessi, je pense). Arieccomi.
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In vespa

Mi affianca un signore gentile in via Santa Sofia: bel regalo di natale. Io pensando che alluda ai pacchetti, dico: non se ne può più, no? Dice: no, la vespa.
Dico: ah, sì, ma dell'anno passato.
Complimenti, come la tiene bene, è bravissima.
Grazie, poi arriva il verde e lo saluto.
Da giulio pane e ojo ce l'ho ancora accanto e penso: oddio, questo che vuole?
E invece nulla, mi sorride pieno di auguri e saluta al semaforo.
Siamo - sono - così ridotta male da avere paura di chi è gentile. Ma si può.

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Ultimo giorno

Ultimo di lavoro qui, ultimo per gli acquisti.
Vedo cose che mi piacciono, regali potenzialmente buoni, ma non ho voglia di tirare fuori il portafogli.
Giuro, così. Sento il peso di un braccio da sollevare, una mano che apre la cerniera e pesca i soldi, le carte, etc.
E passo oltre e non compro nulla.

Una storia

Leggo dei tre fratellini pakistani investiti sulle strisce insieme alla mamma, incinta al settimo mese, a Carpi. Due lottano per la vita e poi c'è quel terzo/quarto, dentro la pancia della sua mamma, che ha visto e sentito tutto, con l'acqua che improvvisamente si è ritirata e fatta fredda.
Se rinasco, voglio nascere uomo.

22.12.08

E rido

Pensando a jules che stasera va alla sezione Togliatti a spiegare al PD perché non vuole la tessera... Spero che la nebbia ti fermi, Jul. E comunque, inter nos, spero che fermi anche gli altri. L'altro giorno Elisabetta, che si separa da Bruno, mi ha detto: spero solo di non perdere la politica.
Ed è esattamente quello che ho pensato separandomi da maso. E oggi invece penso a come sono felice di vivere senza nomi e cognomi. Solo amici.
Non ce la farei più, giuro. Mi basta e avanza leggere il giornale.
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Maschi

Olmo ha un amico a cena. Un amico speciale, Alberto, l'amico del primo asilo. Che tutte le volte che si vedono ad Albi parte un dente, si sloga una spalla, et cetera. Olmo perfetto, lui acciaccato.
Pochie, la mamma di Albi, giustamente si preoccupa. Giocano di quel giocare che non conosce pause, che io arrivo, preparo la cena, mangiano, ma sempre sintonizzati loro due, ininterrompibili. E mentre lavo le pentole sento: ma sei un pirla.
Dico: ommo!
Mamma, arriva lui di corsa abbracciandomi, lo sai come vanno queste cose tra amici.
Ecco. Devo solo farci l'abitudine.

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Pensieri

E' da settimane che penso che sono stufa della crisi. Di quella crisi che i giornali raccontano, percentuali in crescita di famiglie senza soldi per il cibo. Delle persone che incontro per strada e che chiedono elemosina piangendo figli senza latte e riscaldamento e che mi fanno sentire sbagliata, sia quando li aiuto che quando non lo faccio.
Mi piacerebbe leggere giornali in cui le cose hanno nome, cognome, indirizzo.
In cui le richieste siano vere, i bisogni autentici e la possibilità di aiutare concreta.
Tutto il resto è un vortice vuoto, che trascina dentro contesti a casaccio e che alla fine, quando si sposta, non ha prodotto nulla di buono.
Mi sento così. Che non riesco ad arrivare dove dovrei. Che metto la torta avanzata in un sacchetto pulito dentro il cestino sperando che chi cerca la trovi.
Con l'upbdm che scuote, giustamente, la testa.

Pericolo valanghe

Leggo su Corsera che Gordan Cacic, viceministro croato, è morto nell'impatto con uno sciatore italiano - illeso - a Cortina.
Guardando le foto e immaginando la scena, fossi stata l'italiano, sarei morta anch'io. Di paura.
Un viso da cattivo di 007.
Come ieri Nella valle di Elah, visto su Sky, certe facce da soldato americano.
Mascelle da impatto e da ordini gridati.
Quando si dice avere phisique du role.

Non

Ho scritto, non ho letto, non sono andata al cinema, non ho comprato i regali che mi servivano. Non sono andata alle feste che avevo, non sono andata in palestra.
Però, a non fare niente, il cuore si riempie di pace.

19.12.08

Piazza del Duomo

Guardarla in queste sere di cielo terso, con il marmo della chiesa appena rilucidato e le luci di Natale che la avvolgono, è mozzafiato.

Volando in Vespa

Letteralmente, sono andata contro una vecchia panda bianca.
Cadendo, accelero e disfo il muso della vespa continuando a fregare sull'asfalto.
Scende dalla macchina un signore tenero, mentre un altro motociclista mi soccorre e spegne la vespa.
Come sempre, tutte persone gentili. Ho guardato io i danni alla macchina, perché se no si preoccupavano solo per me (ma com'è? quale è la magia?).
Come Rossella della Tenda, che oggi mi ha fatto comprare un maglione meraviglioso di Cividini (sì, non sta sotto niente, perché troppo strano e non passa da nessuna manica di cappotto ma cosa importa).
Come Tommaso, che ha aperto il nuovo Sushi Bar accanto all'Elettrauto dove oggi ho mangiato con Bianca in grandissima e preziosa pace, dopo la festa a scuola.
((E quell'asina di Clara che non mi dice niente)).

La faccia massacrata della crisi

Eh sì, Holyfield - che di campo santo si tratta - torna a combattere per sbarcare il lunario. Leggo l'articolo di Corsera e convengo anch'io che la foto sia abbastanza emblematica.
Chi chiude un mese la fabbrica (persino i mitici Cantieri Riva) e chi torna sul ring, chi, come Toyota, ha per la prima volta i conti in rosso (e la Petulia che in me si chiede dove è il problema, ci sta tutta, no?) e chi apre baguette e omelette in Via Paolo Sarpi, cheap and chic.

La tv

Questa sconosciuta.
Il tubo catodico mi risucchia solo quando ci sono i fagotti, con i loro disney channel, MTV, GXT et amenità varie; e con l'upbdm, con il calcio sui canali locali (arrgh) e ieri sera con l'amarcord della tv di un programma di cui non ricordo il nome su Italia 1 (Meteore? matricole?).
Detto questo, mi colpisce sempre l'intensità con la quale si rivedono volentieri cose del passato. Vecchie sigle, vecchie canzoni (vecchi volti non posso dirlo perché soprattutto in tv non invecchia più nessuno). E mi colpisce come, anche quando non te ne accorgi, non ci pensi, non, tutto abbia una data, scritta chiara in fronte.

Friday morning

Si sente che è tornato l'upbdm. Dopo una settimana che non lo vedo stamattina nell'ordine una raffica di affettuosità:
1) sei ingrassata, sì, guarda le gambe
2) ma che camicie hai, con quella roba lì davanti? cambiati (camicia di Marni stupenda)
3) Barcellona? no, dai, fa freddo, mmh, non so, no

Più una raffica di Eh? ad ogni cosa che dico.
E' bello sentirsi compres(s)i.
Intanto, per consolarmi, noto venendo in ufficio una Ducati nera che mi affianca per un pezzo di percorso con un vero motociclista in tuta nera, stivali, casco integrale.
Mi dico: vedi? Sarò anche ingrassata, però.
E poi, a sorpresa, al terzo semaforo vengo abbordata. Alza la visiera e mi dice: che casino, eh?
Ed è una donna.
Chiacchiere e saluti all'angolo.
Mai dire mai.

18.12.08

Le sorprese di natale

Mi dice la mitica, che ieri sera è stata a cena da me:
Tu non sai come siamo stati bene. Perché stare a casa tua è come.... Come essere a casa della famiglia Bradford, ecco così.

E tornano ricordi e emozioni.
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E' inutile che insisti

Oggi non lo so che regalo voglio.
Ma nel 2024 voglio questa iMo.
Rossa, come la mela.

Sola, sole

Dopo tanti giorni, da oggi sono senza fagotti fino a lunedì. E c'è il sole, il meccanico mi ha finalmente restituito la vespa che pare vada a burro fuso, per quanto scivola lieve e compatta.
So che lei, da bella signora qual è, non è abituata a sentirsi dire frasi come questa, ma io la stupirò.
Dico senza capire: mi dica.
Spero di non sentirla più per un bel po'. Ma non si offenda, eh.
E mi viene da ridere. Anche se ho scoperto ieri che devo lavorare anche lunedì e martedì e il tempo non si riempie mai abbastanza.

17.12.08

La vita è difficile

A volte poi.
E mi fa così paura, guardare il difficile, come stasera al telefono con Michele. Eppure so per esperienza che quando sei nel mare in tempesta al porto arrivi sempre. Magari svenuto, ma ci arrivi.
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Ma si può

Essere così imbranati da mandare tutta una serie di mail invece che in ccn in cc?
Non ho parole per me stessa.
Vado a pranzo che è meglio.

Di chi è quella macchina?

E' da spostare, insieme alle altre 89.999.
La notizia delle 90 mila auto nuove, invendute, che paralizzano il porto di Bremerhaven mi inquieta.
Vi rendete conto di cosa significhi? Penso alla lunga cassa integrazione Fiat. Al fatto che al convegno Federaicpa i concessionari lamentavano questo fiato sul collo delle case automobilistiche, che mandano macchine a tutto spiano in un mercato già saturo.
E la follia di tutto questo surplus generale è che quando compri l'auto non scegli tra gli infiniti modelli disponibili, cone la varianti colore/interni/dotazioni, ma sei costretto a prenderti quelli che sono disponibili dal concessionario.
Punto.
Arriveremo a riciclare automobili così come già facciamo con le montagne di mais.
Il mondo è f-o-l-l-e.

riPassanDo, english lessons

I don't have a dream.
No, we can't.

Che altro dire.
Il pozzo, come titola magnificamente Il Manifesto, alludendo allo scandalo lucano.
Però questa volta non tiriamoli fuori.
Nel buio, nell'acqua e senza cibo.

Ommo mio

Mi parla dei fazzoletti da naso e penso a quante cose ho, abbiamo dimenticato. Con i nostri scottex profumati di balsamico.
Mamma, mi fai vedere tutti i tuoi fazzoletti, che ne hai di bellissimi?
E io tiro fuori fazzoletti rigidi di appretto, che non uso mai e penso a tutti quelli che ho nella dote, persa negli armadi di famiglia.
Bellissimi, dice lui, sfogliandoli uno per uno. E guarda, qui ce ne sono tre da uomo.
Prendili, tesoro.
No, mamma, sono troppo belli, come quelli del nonno, che ogni giorno ne ha uno nuovo, sempre pulito. Io lo guardo sempre. Mamma, un giorno li regalerai anche a me?
E io non lo so perché, ma questa frase mi commuove così, che mi scendono quelle lacrime che si chiamano silenziose.
Gesti antichi.
Domande con la barba bianca.
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Vita e destino

Quando incontri un vero libro, lo senti. Gli occhi rallentano, cerchi la posizione più definitiva, senti che le parole hanno un peso e dei fili che le legano ad altre della memoria. A farne le spese, sono soprattutto i fagotti: dormite, basta parole, è tardi. Ma mamma, sono le nove meno cinque. Dormite lo stesso, zitti.
Vita e destino di Vasilij Grossman è così. E la magia inizia dall'essere russo come Tolstoji.
"io non credo nel bene, credo nella bontà"
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16.12.08

La lettrice

Leggo La lettrice di Annie Francois un po' annoiata e un po' infastidita. Eppure, il libro ha tutto per piacere alla lettrice che sono convinta di essere. E invece no, la lettrice che sono è cambiata. Non riesco più ad attaccare un ex libris. A scrivere una data. Ad amare il libro anche in quanto oggetto fisico. Fatto salvo il valore delle dediche, tutto il resto è acqua che corre e piacere/voglia/necessità di leggere.
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Basta cercare

E il lato buono della notizia lo trovi. Per Di Pietro è il sestuplicare i voti.
Per Berlusconi è avere stravinto.
Per me? L'astensionismo degli abruzzesi.
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15.12.08

Della gelmini e dei maestri elementari

Leggo per caso il compito di Olmo: non è giusto scappare di casa. Perché se Felice continuerebbe a....
Tesoro! Ma come hai fatto a fare un errore così! Non sbagli mai quando parli!
No, mamma, è che a scuola gli -asse/assero non li abbiamo ancora studiati e la maestra vuole che scriviamo così. Mamma, ti giuro.
Credere o non credere ai propri figli? Qui tutto è possibile. Soprattutto l'inverosimile.
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Compiti

Mamma, fammi ripetere le capitali, dice bianca.
E io ne so la metà, ma forse anche meno. Per non parlare di podgorica del Montenegro. Sta male dire che non l'avevo nemmeno mai sentita?
Poi bianca mi fa morire dal ridere, dicendo che la capitale della Bielorussia è Bielomosca.
Intanto per giustificarmi dico: eh, sì però dovete considerare che ai miei tempi la Russia era la grande madre Russia, la Jugoslavia....
Ma mamma, dice lui, ma ai tuoi tempi la capitale dell'Italia era Roma o Venezia?
Ecco. Del tempo. E del suo scorrere.
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Che bell'uomo

(ma dal vivo è anche meglio)
Godetevi anche voi ancheiohounblog su corriere economia di oggi.
Però Luciano bisogna festeggiare (Corriere e compleanno).

Di facebook

Perché all'inizio sei amica di tutti.
E poi dopo riguardando la tua lista di oltre 300 amici ti viene voglia di pulirla un po' e salvare il salvando, più che il salvabile.
Sì lo so, piove e fa freddo e i giorni passano lenti.

Dei sogni

Dopo Berlusconi è venuto Obama e poi amici che non vedo da tempo, come Davide Corritore.
Sogni di chiacchiere al caffè, con le mani calde.
Mamma mia che voglia di polenta.
Oggi ho una fame assassina. Blu.

14.12.08

Conti e centimetri

Ci dice la wii fit che sono 105 giorni che non ci alleniamo. Così come oggi la palestra mi ha detto che in 12 mesi ho fatto solo 25 ingressi. Come dice bianca: mamma, 340 giorni di assenza.
Oggi è la giornata del recupero ma è soprattutto nube quella motivata.
" nell'esecuzione dell'esercizio, imita i miei movimenti" dice il personal trainer. Bisogna vederla. Una comica.
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Ci sono giorni

In cui mi cospargo di malinconia apposta e poi mi do fuoco e mi osservo bruciare.
Sarà lo scorpione, sarà.

La coda lunga

Siamo una specie gregaria. Dice così Chris Anderson, direttore di Wired, in questo piccolo e interessante saggio sui mercati on line e sulla coda lunga di fatturato, generato dai non hit rispetto agli hit. Raccontando l'evoluzione del mercato, nei suoi mettere mano all'offerta con le sue poche sincronie nel gestire la domanda. C'è di che riflettere, noi gregari.

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13.12.08

Con l'aglianico straordinario di Terredora

Dice olmo: mamma, Jannacci fa due lavoro, medico e cantante?
Sì tesoro.
Sai che è la seconda persona che fa due lavori, che conosco?
Dico: davvero? E il primo chi è?
Beckham, mamma, calciatore e modello.
Ecco.
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Come musica

Io non riesco ad ascoltare la canzone di jovanotti senza commuovermi. Trovo che le parole abbiano la poesia di certe canzoni d'amore di de andré.
E solo di quelle.
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Dell'ignoranza

Dico ai fagotti mentre andiamo con il tram in centro: aiutatemi, com'è che si chiama quell'uccello notturno.
Pipistrello, mamma? Poi si guardano e scoppiano a ridere: uccello? Mamma, ma è un mammifero!!!
Mamma, dice Bianca, sei peggio di Calvin e Hobbes: una notte buia, vedo due zampe comparire nel buio e sopra, due oggi gialli, è il pipistrello, l'insetto flagello della notte.
Ma quante ne sanno.
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12.12.08

Meno cinque

((Sì, perché non ve l'ho ancora detto che mi mancano solo cinque giorni di lavoro qui e poi cambio)).
E intanto, mentre sono qui sospesa, scrivo di getto un discorso per un momentum e per un presidente di quelli con la p maiuscola.
Un pizzico di rivoluzione cubana, un sorso di albori di Europa allargata, la prezzemolesca sobrietas, due ripassate sotto le luci delle stelle, un po' di retorica da comodino et voilà.
E mentre lo rileggo mi commuovo da sola.
Ma che testa c'ho.

Malattie

Oggi ho la comprite.
Devo fare attenzione.
Che se non mi passa rischio di andare da Madame V e fare una mattanza.

Senti chi parla

"Berlusconi non è all'altezza di questa crisi".
Come darti torto Veltroni.
Peccato che tu invece non sia all'altezza nemmeno di un ridicolo governo ombra.

Metropoli per principianti

Non ho mai letto Biondillo, anche se lo regalo a mio padre.
Ma in questo libro è il Biondillo architetto a dettare alla penna di Biondillo scrittore pagine illuminanti e gradevoli sulla città e i disegni dei suoi architetti.
Interessante sempre e pieno di cose da scoprire.
Un unico punto però sottolineo: per essere per principianti, avrebbe tratto grandissimo vantaggio dall'avere anche tavole dei luoghi descritti. Perché non è che lo puoi leggere continuando a cercare su Google una piazza dopo l'altra, un ufficio postale dopo l'altro, saltando da Berlino a Perugia.
Almeno noi principianti per davvero.

Gattò

Come mi piace questo piccolo ristorante di via castel morrone.
Bello il posto, il menu, le tovaglie e i piatti, i pochi tavoli, la lista dei vini, i nomi dei piatti e i piatti. Rosa fumetto la mortadella, lou baccalou, il muschio selvaggio, per dirne tre.
Però ha ragione l'upbdm. Ho la voce troppo alta quando parlo e quando rido. Come fa Olmo con la melodica, dovrei soffiare piano piano piano.
Se no mi guardano tutti. Come stanotte, che ho sognato da mitomane quale sono che Berlusconi mi facesse la corte. E io senza cedere, parlavo accesamente del mio astio verso l'opposizione.
Del blog, invece, tacevo.
Del resto di mestiere faccio la pi erre.
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11.12.08

Elena Santarelli

La guardo e penso che è la primavera del Botticelli.
Voglio anch'io i capelli così.
Rido.
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Quando si dice design

Straf hotel: le sedie sono vecchie sedie di ferro e ruggine, rivestite parzialmente di pelle nera. Che chic.
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Grazie b'lusconi grazie, graaziee

No, lo dico seria. Silvio è il migliore pandoro di natale per l'opposizione. Per ricordare a quella manica di imbecilli che qualcosa bisognerà pur fare, per arginare quella lava umana (no, non manca una erre). Che vomita sproloqui sulla costituzione e sulla giustizia. Che dice a Fazio (autogol unico, da pallone d'oro): e poi sei cattivo perché scegli tu chi invitare a casa tua.
Insomma: prendetene e mangiatene tutti. E mettetevi al lavoro, scioperati che meritereste voi i tornelli di brunetta.
Se no giuro che il caffè petulia si mette a flirtare con Casini.
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10.12.08

Non è che

Io non voglio prendere i mezzi.
Sono loro che non vogliono prendere me.
Vedi il 16, sempre paralizzato. Stasera da largo quinto alpini a casa a piedi.
Ho sempre pensato che fosse una fortuna avere sotto casa un tram che nasce qui, sud est profondo, e arriva a San Siro. Oggi penso invece che meglio 5 cambi, ma con percorsi brevi. Che se qualcosa non va lo capisci subito. L'ho detto. E suona anche bene. Sembra Duke Ellington.
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Un bel gioco dura poco

Sono stupefatta di me. Scrissi l'anno scorso della bellezza delle luci di Natale di Milano, per la prima volta ricche e suggestive. Ieri sera, passando in Galleria, sono rimasta sorpresa di quanto il cielo blu notte dell'ottagono mi paia quest'anno vecchio e un po' triste. Ed è lo stesso che l'anno scorso mi teneva con il naso all'insù per interi minuti.
Di quest'anno, meraviglioso è il tram CocaCola, che è da vedere perché non rende né fotografato né filmato.
Luce pura. Un incanto. Magico (sì Ciropizza, non fare quella faccia).

Basta, giuro

Mai più la metropolitana.
Di tutto. Sardine in scatola.
Persone zuppe e ombrelli fradici che colano sui miei piedi.
Borseggiatori che in giornate come queste realizzano bottini che neanche l'enalotto.
Quelli che approfittano per toccarti.
Quelli che spintonano e rovesciano, il coro di chi si impiccia.
Quelli che parlano al telefono senza nessun ritegno (e sono facce da Boston Consulting, non da cassiere): ma l'hai almeno sleccazzata? Ho detto: l'hai almeno sleccazzata? Slec-caz-za-ta, ma sei sordo? Leccata. Ah perché secondo te infilare un dito è più fine?
Non ho parole, vi giuro.
Piuttosto a piedi.

9.12.08

A letto

Mi dice ommo, ma mamma, dimmi la verità. Ma la vita è davvero bella?
Ma certo cucciolo, dico. Anche quando non lo è, che è dolorosa, ma ti serve sempre.
Mi guarda: mamma, ti ho chiesto la verità. Perché secondo me, mamma, ci deve essere qualcosa di più bello della vita nella vita.
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Pieghi di libri

Dice così la busta di Bollati Boringhieri che mi è arrivata oggi con Danza delle culture. Un'idea bellissima quella della casa editrice che invitava ad iscriversi alla newsletter, offrendo in cambio un libro in regalo.
Fidelizzare svuotando le cantine.
Sempre una meraviglia, il cielo stellato.
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963

Sembra anche un numero da cabala. Magico.
Ecco, invece, a novecentossessantatremilioni di persone nel mondo manca il cibo.
40 milioni in più dell'anno scorso, conta la FAO.
Altro che I have a dream.
Ne ho 963 milioni, di dreams.

Natale

Oggi mi sono fatta il mio regalo di Natale: l'abbonamento a Monocle.
Vi giuro che di leggere quel giornale non smetterei mai.
Anche se ha inserito Brunetta fra i 20 nuovi eroi del mondo contemporaneo.
Tra l'altro scopro che premia nella travel top fifty 2008/9 i club sandwich del Park Hyatt a Milano. Ho già invitato l'upbdm per una prossima colazione (anche se non legge le mail e quindi invano).
Chi ci va con Belen Rodriguez e chi con l'upbdm.

8.12.08

Storia controversa dell'inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo

Non so perché me lo sia persa per tanto tempo, questo meraviglioso romanzo di Gaetano Cappelli. Che per giunta parla della Basilicata e delle storie che amo. Inarrestabile è la lettura: non riesci a smetterla, neanche se devi.
Sembro Bianca con la sua saga Twilight. Adesso anch'io leggo tutto il prima e tutto il dopo.
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7.12.08

The millionaire

Ieri Bolt con gli occhiali 3D.
E oggi Jamal, che per la regia di Danny Boyle, sbanca al milionario di Bollywood.
I miei figli passano più o meno imperturbabili attraverso tutto, lacrime e felicità, coltelli che sfregiano e cartoni che accarezzano.
Forse però oggi ho esagerato. E forse più per me che per loro. Certe storie di bambini abbandonati io non riesco a farmele raccontare.
Mi fanno male al centro della pancia, pesca matura che è facilissimo distruggere.

All'elettrauto

Club sandwich dopo il tennis e prima del cinema. Con i fagotti c'è sempre un'armonia che. E certi mostri accanto, donne rifatte che non capisci se siano madri o compagne degli uomini con cui sono. Labbra impostate, nasi piallati e cagnolini vestiti di rosa in braccio.
Dico a olmo attento a te. E lui ride: ma mamma, figurati.
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Non ho ancora capito

Se i dolori bisogna condividerli o convenga tenerseli per sé.
Quanto i pensieri siano pensieri soggettivi o oggettività.
Quanto la paura sia la conditio sine qua non di ogni sopravvivenza.
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5.12.08

Un vero uomo del servizio pubblico

Emilio Rossi si spegne.
Eroe gentile.
Io dico.
Che si è persa la matrice, di uomini di questa tempra.
Certezze come la fede, il volontariato, la cultura, l'impegno.
Come stiamo finendo male. Lo si vede in tutto. E a volte mi spavento.
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Ma poi

A due ore da qui.
Ci sono tre giorni di vacanza.
Per cucinare involtini di verza o cavoli ripieni, come diceva la nonna.
Patate fritte sottili sottili.
Bevendo Menabrea fredda ma non troppo.
Per esempio.

A vita bassa

Dice l'upbdm: mah, non sembra neanche che sei andata dal parrucchiere. Stavi meglio l'altra volta, ma è sempre lo stesso?
Dico: Sì è lui e sono d'accordo. Di buono c'è che ho speso cento euro in meno.
Mi guarda serio e dice: ah ecco allora perché.

Come se io potessi dire: oggi mi faccia un'acconciatura da 90 euro.
Che zucca.

Venerdì mattina

Per arrivare in ufficio da me in queste mattine di Fiera degli O bej O bei praticamente bisogna catapultarsi con paracadute. Non potete immaginare cosa significhi contare 22 tram fermi in via vincenzo monti che paralizzano il traffico per ore. Un po' come leggere i giornali. Che non sai cosa scegliere, tra le notizie della magistratura, quelle del maltempo, quelle dei pirati fotografati dal satellite.
La notizia che oggi mi pare meriti più attenzione e stima è quella della Honda, che per risparmiare si ritira dalla Formula 1.
Da premiare.

4.12.08

Dice un manager di Fiat

Oggi al convegno Federaicpa a Bologna: non è più una questione di quote di mercato. Il titolo e la borsa seguono altri affari.
Tragicomicamente vero.
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3.12.08

Mattine

Vedo Silvia per un caffè.
E mi si sgretolano le certezze.

Che scostumata

Direbbe la mia zia Pina.
Non ho fatto in tempo a scrivere il post del mondo a formato di Silvio, che mi trovo sulla scrivania due bottiglie di Perrier-Jouet, regalo di Natale di Cologno Monzese/Arcore.
Acci.
Faccio ammenda o restituisco?
Faccio ammenda o restituisco?
Faccio ammenda o.
(E vedo già la faccia di Luigi che dice: eccola lì, la comunista, che grand'uomo, Silvio).

Ma che bello sarebbe

Il mondo disegnato da Silvio! Persino gli albanesi ce lo invidierebbero. Milano 3 per tutti, ricchi e poveri, la de Filippi accanto da mattina a sera migliore amica dell'universo, nutella e mulino bianco e gran soleil ferrero gratis per tutti (tranne il sabato, come dice Ommo: ma mamma, dice per tutta la settimana, la pubblicità, ma se lo mette in frigo il sabato, il sabato no), un'unica squadra di calcio e per chi vuole fare ginnastica la carlucci come personal trainer, un unico cantante napoletano e un nuovo inno nazionale che inneggia a infondere forza all'Italia, telegiornali e siparietti condotti dalla famiglia parodi al completo e per chi ha voglia di un tocco di intellettualità ecco Giordano pronto, pizze e gelati solo gusto puffo e cocacola che sgorga spontanea dai fiumi come nell'età dell'oro. Ci verrebbe da ridere sempre. Le lacrime? Solo a c'è posta per te, che ci consentirebbe di essere tutti felici e sposati finché morte non ci separi. E la domenica, tutti a messa, con la Gelmini e la Carfagna che ci tengono per mano, con il gabaret (è pur sempre un alleato) di pasticcini in mano. A natale, un braccialetto d'oro a testa. Certo, fuori dal mondo dorato, grandi contenitori per smaltimento rifiuti tossici: scorie del nucleare e direttori di giornale, per citarne alcuni.

Caro Berisha, come ti capiamo.

Intanto però, imbracciamo il fucile. Carico.

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2.12.08

Dei giochi

Mamma, tu sei il mio gioco preferito. Anche se non sei elettronico, dice olmo serio già sotto le coperte. E poi mamma, tu non finisci mai.

Ecco, speriamo.
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MM

Non le prendo mai, le metropolitane milanesi se posso evitarle. Oggi non posso. Ma certo mi fa impressione questa calca da stadio che non riesce a salire sulle vetture prima che ne siano passate due. Così sotto terra, è un continuo di annunci di guasti: linea 2 interrotta da vimodrone a cascina gobba, linea 1 rallentata ovunque per guasti a lotto. Da vertigine al contrario se ci penso. Mamma mia.
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40 anni e non conoscersi

Guardo le facce, le foto e mi pare di somigliare a donne con le quali, dicono gli altri, non ho nulla in comune. Tipicamente non carine, peraltro.
Scelgo i libri, anche bene, ma sottovaluto sempre quelli che alla fine mi lasciano senza parole, come La variante di luneburg di Maurensig.
Credo di essere sud. E invece sono Mitteleuropa.
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La classe fa la ola

Ma sì, perché il livello è questo, quando sento alla radio Gasparri dire, con quella voce sotto la quale senti il sorriso beffardo, "la sinistra si attacca a tutto, persino alle tasse per i cittadini più ricchi, come quelli che hanno la pay tv"; mentre quell'ameba insipiens di Veltroni risponde, udite udite, "noi difendiamo i tifosi del calcio".
Le leggi ad hoc per favorire Berlusconi, che tassa la pay ma non la pay per view tv, non interessano a nessuno. Tranne che a Murdoch, evidentemente e a noi che paghiamo. Se mio padre passa a mediaset, antiberlusconiano com'è, gli tolgo la parola.
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1.12.08

I miei figli

Mamma, ma tu hai mai ascoltato un disco di angelo branduardi?
Ma certo tesoro, dico io come dire che sì, certo.
E sei sopravvissuta? Dice seria, aggiungendo: tu e il papà mi sorprendete sempre.

Il senso dell'umorismo di bianca è qualcosa di solo suo. Non mio, non di Maso. Un incanto.
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Farmacia Legnani

Bisogna passarci, perché non ci si può credere: c'è sempre una coda incredibile. Una decina di persone dietro il lungo bancone, a servire un'eterogeneità di richieste.
Non capisco se la gente vada a curarsi le ansie, le insonnie, le gastriti, perché allora tutto torna e le spese superflue sono emblematiche della crisi.
Però certo colpisce, vedere questa farmacia omeo-naturo-galenic-chi più ne ha più ne metta sempre strapiena di avventori in coda, ad ogni ora del giorno.

La pay tv

Murdoch reagisce pesante, contro il suo vecchio amico Berlusconi. E forse non ha torto. Anche perché, se ascolto mio padre - che da mesi mi dice che vuole disdire Sky per passare a Mediaset Premium che costa meno - tutto questo spingerà tanti italiani, in un momento classico di rinnovo come la fine dell'anno, ad affrettare la cancellazione dell'abbonamento a Sky.
Non ci devo pensare. Perché se no, prendo le uova della carbonara e le tiro sui vetri di Villa Silvio.
Non lo tollero.

Le prove

In effetti dovrei scattare una foto: quando piove, la casa di Berlusconi qui accanto diventa un castello circondato da un corso d'acqua, all'angolo con via Vincenzo Monti.
Mi aspetto quanto prima di trovarci anche dei coccodrilli, insieme ad un ponte elevatoio.
Acqua alta, come a Venezia.