4.3.09

Giorni e sere

In cui Olmo piange in silenzio le lacrime che dovrei piangere io. Olmo ha con me un canale di comunicazione sotterraneo. E non c'e' messaggio che non venga decrittato con tutti i dolori che contiene. Nudo e al sangue.
In cui Bianca, mentre mi vede annaspare ai fornelli alle nove di sera senza energie per cucinare, con 48 ore alle spalle che non mangio, mi dice: mammina, provami la febbre.
E io lo so. Che se anche gli altri a volte questo non lo capiscono, una mamma che non funziona fa saltare in aria una famiglia.
E una mamma con la coscienza dopo tutto questo si sotterra due volte. E anche questo non e' giusto.
Passera', lasciando i segni, come tutta la storia. Almeno la mia.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Forza Elena!!!!
Un bacio
Sissi

elena petulia ha detto...

Grazie Sissi, sei davvero gentile.

Anonimo ha detto...

sei la mamma più funzionante che conosco. guardo te e vedo questo. guardo loro e lo vedo ancora di più.
perchè tu non vedi il loro orgoglio quando indossano la tua giacca nera per la scala, quando parlano di te e di quanto li adori, di quanto sei speciale. di quanto riesci sempre a fare tutto.
credimi. poi cancellami pure

Damiano ha detto...

[…]
quale mattino di sangue e di nuvole
domani il cielo svolgerà dinanzi
agli aerei laboriosi per le rotte segnate
nella metamorfosi del tempo sonoro

e quale diurno sereno seguirà
i nembi fittizi e quale quieto svolgersi
del giorno primaverile sino all'animazione
di un crepuscolo infinitamente benigno

per il suo indugio di rosa sopra la città prostrata?

(Attilio Bertolucci, da “Viaggio d’inverno”)

elena petulia ha detto...

Anche la petulia è prostrata. Come la città.

Anonimo ha detto...

L'anonimo prima di me ha ragione. Io ho solo un ricordo in proposito ma son certo che è così. Ergo, non mollare, e "se le prendi di santa ragione, insisti di più"