27.12.07

Pensieri mescolati

Con il mestolo di legno, come la nonna piegata sulla pentola di minestra che cuoce sui cerchi della stufa a legna con lo scosallo allacciato, per usare le sue parole. Che ve lo dico a fare cosa vortica nel brodo. Mi affaccio. Vedo. Io, gli uomini, Annamaria e gli esili a Moneglia, la tivu che dice: sì, di Van Gogh conosco l'urlo di Munch, i fagotti che mancano, Nube che non mangia ma struscia la sua mamma che poi sarei io, le verdure che cuociono e una barbera fantastica di Bricco dell'Uccellone, Benazir Bhutto che si sacrifica donna, Gesù che è nato e sacrifica sé uomo, l'hello di Fiat, il mio venditore di pensieri e le frecce che ha tirato, dentro e fuori il bersaglio, alto e basso, piccolo e grande, dentro e fuori.
L'ho detto alla Chicca. Ho bisogno di non piangere. Basta lacrime facili.
Voglio i fiori di Bach. Se è così semplice come dici tu, dammeli.
Per fortuna che sorrido, sentendo Riotta ventilare la terza guerra mondiale. Forse quello dovrebbe farmi piangere e non gli auguri di Fiat, ma stasera sono contenta così.
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4 commenti:

Anonimo ha detto...

Tutto sommato una vita comoda, la pancia piena...
Ciao! Coltranez

elena petulia ha detto...

Credo che la mia vita di comodo abbia pochissimo. Ma di sicuro quel poco che c'è me lo tengo stretto. Il buon senso, credo e spero, non mi manca. Il caffè non te lo faccio, perché Napoli è la madre di tutti i caffè:-)

Anonimo ha detto...

Ciao, te l'offro io il caffè, profumato e ristretto, in una piccola tazza dal bordo sottile, perché non si freddi nel riscaldare la porcellana. Il comoda era riferito piuttosto alla nostra vita da occidentali, con la pancia piena...

Coltranez

elena petulia ha detto...

Che buono, questo caffè, Coltranez! Grazie. Ricambio con dei cioccolati impastati con le nocciole piemontesi che mi hanno regalato.
Stasera non ce la fai a raggiungerci per la cena?:-P

Sì, siamo fortunati e neanche lo sappiamo.