18.1.08

In questura

Sala d'attesa. Gente di tutte le etnie. Nomi impronunciabili per i poliziotti. Appena arrivata, ne ho trovato uno che chiamava. Poi ha pensato che forse era meglio affidare a chi esce l'imbarazzo della chiamata di chi entra. E quindi serbi chiamano cinesi che chiamano peruviani che chiamano senegalesi.
Tra di loro, come se per loro fosse più facile. Ma si è creato un girotondo affettuoso.
È come se ancora ci rifiutassimo di capire e accettare che gli stranieri arrivano perché servono a noi e non solo il contrario.
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4 commenti:

jules ha detto...

si, ma perché sei andata in questura?

Jim

elena petulia ha detto...

Solo io: giorni di pratiche, posta, foto, maso che mi deve dare i fogli, certificati bambini in comune, tasse, etc. Code.
"Signora, ma il suo passaporto è a posto, ha già la lettura ottica".
Lo dico io, che mi ci vuole un uomo.

ancheiohounblog ha detto...

ma se c'è la fila di uomini; na tu giochi a tennis

Anonimo ha detto...

Fermati e guarda nel bar. Gli uomini sono tanti...