1.2.08

Disfacendo la valigia

I vestiti sanno di Soho Grand. Di pancakes a colazione e very single espresso e cucina thai, di fiori di pesco e birre gelate. Di Lawson a cena e dei chilometri fatti a piedi.
Il regalo di Jules si è scollato.
Il primo haiku che ho composto con gli haiku magnets sul frigo è "you and dream morning".
I libri letti chiacchierano con gli altri: tutti vogliono sapere com'è essere letti a NY. Su tutti gli altri o quasi c'è scritto sempre e solo "a casa".
I pepi orgogliosi guardano dall'alto in basso la mia collezione di sale.
I fagotti non si decidono su quale sia il regalo più bello. Poi Olmo in corner salva tutti con le sue frasi da filmamericano: mamma, sei tu il regalo più bello (e non ci sono fiori di bach che tengano).
E non vedo l'ora che sia buio per scivolare anch'io nel mio letto d'ulisse, mentre tutto si riaccomoda nei cassetti di sempre.

3 commenti:

Stella ha detto...

e la valigia che ha detto quando è tornata a casa?

elena petulia ha detto...

La valigia non sa se essere contenta o dispiaciuta dell'esserci ancora:-P

Stella ha detto...

ecco cosa regalarti...non puoi andare avanti con una valigia che non è una valigia ma la sacca della castoldi...