7.2.08

Volevo stare zitta

Ma non ci riesco. Volevo tenere in bocca la pistola ancora tiepida, piena di quella bellissima e preziosa verità che devo assimilare, se voglio diventare grande.
Ma non ce la faccio. Non sopporto i salotti. Più, dovrei aggiungere, non li sopporto più.
Otto e mezzo e quel fair play da intellettuali, Ferrara Mieli De Bortoli (che su tutti preferisco) a sorridersi. Oh sì, diciamocelo, gomito contro gomito, intelligenza sopra intelligenza, che tra destra e sinistra non c'è differenza. (Ritanna, per fortuna che ci sei tu, a pungolare l'intelligenza, a suscitare un minimo di indignazione. Quel minimo, per educazione).
Santoro come se esistesse ancora il Muro di Berlino, il Soviet. Lui e i suoi ospiti. SWG ha detto che. Il nostro sondaggista ribatte che. Ma si può preconizzare una vittoria su quanto dicono terze, quarte, quinte parti? Invece di stare lì a catalizzare voti con la bellezza delle idee che racconti.
Una Prestigiacomo che, donna bellissima, ha un viso che non si muove più. Paradossalmente oggi le donne le rughe se le ridisegnano, appena accennate, per dire che non si rifanno.
Annego nel vino, che è meglio. E vado a cercare mr Y.

3 commenti:

Paolo Pantaleo ha detto...

Che dici di pensarli come il nostro prossimo, tutti questi frequentatori di salotti? Estremamente bisognosi di aiuto. La vita è altrove.

elena petulia ha detto...

Eh sì, però la qualità della nostra vita a volte è nelle loro mani.

Paolo Pantaleo ha detto...

Si, quello è vero, ed è una complicazione. Ma ho idea che la maggior parte delle decisioni che influenzano di più la nostra vita quotidiana, passi ben sopra le teste dei nostri salotti politici. Io per esempio ho un mutuo e ogni mattina mi chiedo con ansia se Trichet si è svegliato bene, o è di malumore.