Guardo la Clinton, dopo che Bill sulla scacchiera di casa e sullo scacchiere del mondo ha spostato la Regina dalla sua casella a quella di Chelsea.
Finalmente bella nell'accettazione delle sue rughe segnate da una nuova amarezza, ma anche da una nuova pace fatta con se stessa.
Libera di abbandonarsi su un divano.
Di piangere.
Di ascoltare.
A me sembra così.
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