Non mi è mai stata particolarmente simpatica.
Cattiveria per cattiveria, allora preferisco la Rossanda.
Però nel libro c'è una sua frase che trovo esatta:
"L'esercizio della memoria è un modo fragile di dare conto alla storia. Tanto più quando si applica al 68, dove è diventato rito di elaborazione del lutto o agiografia nostalgica".
Posto che io ritengo che siano la stessa cosa.
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