Ho capito che è così: quando ci sono i fagotti, tutto ha un suo ritmo regolare.
Un po' come il respiro.
Si cucina, si lava, si stira, si legge, si mette a letto, si riordina.
Ci si sveglia, si ascolta la rassegna stampa preparando la colazione, si danno i vestiti puliti, ci si saluta e abbraccia.
Catena di montaggio fordista, praticamente.
Ma rassicurante.
Come vedere oggi in via Cappuccio un vecchio signore con cappello e bastone quasi finire sotto la mia ruota anteriore perché scende dallo stretto marciapiede per fare passare una signora della sua età.
Mit-machinell anche qui: ritorniamo al rigore, della galanteria, dell'uomo che fa l'uomo e la donna che fa la donna.
Se poi anche lo sono, tanto meglio.
8 commenti:
Cara Elena, sarà che in queste ultime settimane il mio respiro non è stato regolare ed allora queste tue sensazioni scritte mi fanno riflettere quanto io sia lontano da questa catena di montaggio così rassicurante...
Vazz! Quale onore, che bello che sei qui! Tornerà. Vedo nella sfera di cristallo che arriverà una catena di montaggio torinese:-)
Elena, poche volte mi sono ritrovato all'istante in suoni, parole e lampi presenti su un blog...ora è tra i "preferiti"....A presto!
Onoratissima. Ecco il bicchiere anche per te e scegli il tavolo che preferisci.
vedendovi insieme nel pericoloso incrociarsi di gesti secondo ritmi precisi tra la cucina, il tavolo da pranzo in soggiorno, lo schermo video per i giochi, la gatta, gambe che si sbracciano ecc. avrei pensato che stessero tentando di smontarti, freudianamente parlando.
Esatto. Sono stata fatta, smontabile. E' il mio valore aggiunto.
non vi è nulla da aggiungere al tuo valore. hai già le medaglie (anche se le tieni nascoste)
Caro Gianni, come direbbe Nadine: altro che nascoste, le sbandiero fin troppo.
Del resto sono nipote di un generale dei carabinieri, eh.
Posta un commento