29.7.08

Pane al pane

Per fortuna che non sono vestita di bianco se no sarei nuda, per quanto ho sudato venendo in bicicletta. Che testa che ho.
Sottofondo di Gaber maaaaaaaaacom'èbellalacittàààà,macom'ègrandelacittààà...
Intanto però, in via Torino ho incontrato un furgone carico di pane appena sfornato, quelle mitiche ciabatte croccanti e infarinate che alle baguette francesi danno delle lunghezze sacrosante.
Ho pensato che è bello, fare il pane. Fare la pasta, fare con le mani.
mentre io sono qui, pagata per usare le parole.

Fossero almeno scritte.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Dai...
Io son pagata per parole scritte (e anche orali)come recupero crediti, pensa che bel lavoro... che non ne posso più.
tiptop
altra ciclista milanese, appena infortunata, ma domani ripiglio.

elena petulia ha detto...

Sorrido. Benvenuta. magari ci incrociamo per strada tutte le mattine. Io sono riconoscibilissima: ho una bici che non ha nessuno, una vecchissima atala nera con dietro un compensato di legno (sul quale anticamente facevo sedere i miei figli) che ormai la pioggia ha fatto aprire a libro.

Anonimo ha detto...

io ho una rossignol nera... comprata sicuramente rubata anni fa al mercatino extracomunitario quando era in via ripamonti, a 50000lire.
credo di essere riconoscibile perchè strariperò dal sellino, vista da dietro, però non so perchè non mi vedo, ma immagino.

tiptop

elena petulia ha detto...

Rido. Io non mi immagino mai. Ma mi piacerebbe, ogni tanto, vedermi. Come avevo scritto in un vecchio post.

Anonimo ha detto...

spesso cerco di estraniarmi, guardandomi dal di fuori, come se fossi un terzo che mi guarda.
è salutare.

Unknown ha detto...

il panettiere??? ad agosto???
ma sei sicura? secondo me è il lavoro più caldo del mondo!! meglio la bicicletta!
oggi fa caldo anche nella bergamasca: ho già acceso i condizionatori e sono le totto passate da poco...
buona giornata!