10.7.08

Vorrei che il cielo fosse bianco di carta

E' tanto che una carta da gioco non mi aspetta per strada, come succede a Delphine nel Raggio verde di Rohmer e come a Dafne Boggeri che da ieri sera espone al Careof alla Fabbrica del vapore. Lì ho incontrato Giulio Bajada e poi Gabi e Giovanni e come sempre sembrava che le cose mi girassero attorno. La voce di Kat Frankie poi era una nuvola.

Vorrei che il cielo fosse bianco di carta, tenendo protetti i pensieri e facendoci capire che le cose non sono quasi mai quello che sembrano.
Guarda Lloret de mar. La stampa spagnola taceva, la polizia cancellava prove. Noi italiani indignati. E invece in una settimana il caso è risolto.
Noi qui, a berciare da giornali, levando le voci in alto e in basso, trascinando persone nel fango e poi risollevandoli con una pacca sulla spalla, è stato un errore.
E i casi non si chiudono mai.

Vorrei che il cielo fosse bianco di carta.
E la terra verde di prato.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Boggieri non inaugurava ieri, un mese fa, ieri suonava la tizia per il firnissage.
Piccola correzione
Mudino

elena petulia ha detto...

Vero! Grazie e buona Madrid