Sì lo so, sono prevenuta. Però l'espressione "gli allegri anni 80" ripetuta due volte nelle prime 20 pagine del libro vorrà pure dire qualcosa. O no?
Va beh che ho bisogno di riposo, dopo la lunga nuotata alla boa più lontana- che è un po' come stare in un rifugio in alto, che i pochi che ci arrivano si salutano e fanno conversazione - e dopo avere gonfiato, io sola, un gigantesco aereo militare, materassone galleggiante, nuovo regalo del nonno ai fagotti.
Lo dico io, che gli uomini servono. Pant pant.
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5 commenti:
Avesse scritto i tamarri (taa-mma-hhh-ri in versione fonetica per i non italici ovvero ungro finnici) anni ottanta, poteva ancora andare, ma allegri... insomma. Forse in Isvezia non conoscevano l'emblema tamarro per antonomasia degli eighties, ovvero il kit per mettere la radio nel vano portaoggetti della Vespa PX, altrimenti lo volevo vedere all'autore a scrivere che è stata roba allegra.
Anche se a esser precisi bisognerebbe andare a verificare l'originale svedese per vedere se Larsson ha scritto veramente così... magari all'Ikea, in mezzo a quei libri che mettono nei salotti e nelle librerie in esposizione una copia si trova.
Rido. Una volta sono stata al grand hotel delle isole borromee. Kitsch /pop camp è troppo un complimento/ e i libri erano parte del comodino, nel senso che erano intarsiati, di legno. Agghiacciante.
be però la radio nel px non era male, aiutava nel cucco al mare
Io, invece, non vedo l'ora che siano gli anni '90 a far il loro ingresso in letteratura.
E leggere frasi come
"i pre-tecnologici anni Novanta"
Allegri anni '80? E io dov'ero?
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