Karin è la più felice di tutti, di questa nuova iscrizione di Olmo alla scuola di calcio, società XX, due allenamenti alla settimana con tanto di partite ogni sabato.
"Pensa che bello, se diventa calciatore"
Io la guardo scorata, perché io sogno che diventi ingegnere, ma del resto io sono italiana e lei peruviana e lei non mi capisce, essendo che lei è fisioterapista là e fa la baby sitter qui e suo cugino, ingegnere là, qui lavora in fabbrica.
Invece i calciatori fanno i calciatori da tutte le parti.
Non fa una grinza.
Sabato, alla riunione introduttiva, stavo male. Genitori pompatissimi: mio figlio era nella squadra dei big e voglio che ci resti. Io non voglio che mio figlio giochi in porta, deve segnare. Ma poi non è che con troppi iscritti i nostri figli finiscono in panchina?
Cose così. Persino Bianca era colpita (e poi mi faceva morire dal ridere, con le sue battute straordinarie).
"L'obiettivo è portarli alle regionali"
Ma siamo pazzi?
Oggi alle sette comunque lo vado a prendere al primo allenamento. Speriamo bene, anche se è vero che un po' di maschile gli fa bene. La nostra casa è troppo femminile e io ogni tanto mi preoccupo.
Anche se la velina non la voglio.
Voglio una nuora che mangi la domenica le lasagne seduta a tavola chez moi.
13 commenti:
Uno dei mestieri più difficili al mondo: fare il genitore di un figlio che gioca a calcio. Vedrai, quando ti toccherà di stare sulle tribune e vederlo in campo... Ci vuole fegato per certe cose..
Rido. Del resto parlo e parlo, ma ho smesso di andare allo stadio a vedere l'Inter perché divento violenta. Menerei tutti.
Oppure pensa che bello mentri mangi la lasagna vedere la fidanzata di tuo figlio a Domenica In. Ma c'è ancora Domenica In?
E comunque sarà davvero un calciatore quando tu gli chiederai: "In che ruolo preferisci giocare?", e lui ti risponderà: "Tocca al mister fare le scelte".
Rido, Angelo.
E non continuare: che me l'ha già detto. Gli ho detto: ma come mai eri in porta? Mi ha detto: non ci voleva andare nessuno e mi sono offerto, ma poi il mister ha detto che sono portato (aveva una mano livida, sabato, per una parata di cui era orgogliosissimo).
Stamattina mi ha detto: forse mamma per la partita mi danno i guanti.
((E se no glieli compro io))
Ma la mamma del portiere è il mestiere difficile fra i difficili..
Paolo, siamo nati per soffrire.
poi dira' che la palla e' rotonda.. la stagione e' lunga.. e la mia buona prestazione e' figlia dell'aiuto dei miei compagni.. allora sara' pronto per la nazionale.
figli e calcio:
Pietro, 10 anni ha reso molto felice mamma e papà quando ha annunciato che avrebbe mollato il calcio per giocare a tennis.
Alby, 7 anni, ha scelto da subito il rugby, così siamo a posto.
Il punto è che mentre nel calcio qualunque genitore (papà, si intende) si sente in grado di dare consigli e segretamente spera che il piccolo diventi un re del calcio, negli altri sport non capendone probabilmente una mazza si limita...
Inter:
ti capisco, pensa che io spesso non riesco a vedere le partite in TV fino in fondo...
di andare allo stadio non se ne parla: porto sfiga!
l'anno scorso ho visto (invitato da fornitori) Inter-Liverpool e Milan-Inter, quando mi hanno invitato a vedere Parma-Inter ultima di campionato ho subito declinato!
Pensa, Elena, che ho commesso l'errore (anzi, commisi) di dire a mio figlio: Non voglio che tu diventi calciatore (in realtà, pensavo: non voglio che tu ti illuda di diventare un calciatore famoso, mandando alle ortiche gli studi).
Da allora ancora mi dice che gli ho spezzato una carriera.
E non me ne fregava neanche che facesse l'ingegnere, l'avvocato aut similia...
;)))
> Stamattina mi ha detto: forse
> mamma per la partita mi danno i > guanti.
I guanti. Ricordo che i miei primi me li portò mio padre che erano quelli di un portiere di quando allenava anche la primavera del Melegnano. Avevano l'interno di gommapiuma gialla che s'era un po' cotta e da cui venivano via una specie di calcinacci appunto di gommapiuma. Per me quei guanti ovviamente erano fantastici, anche perché esaudivano il secondo sogno. Il primo era di tuffarmi un giorno tra i pali di un campo di erba vera e non sui sassi, la segatura, la ghiaia e il fango a seconda di come andava.
Per cui la mano livida della parata di cui andar fieri di Olmo è, lo dico per esperienza personale, il bacillo della malattia che poi non ti passa più, finchè giochi, che è quella di giocare da portiere, col sole in faccia eccetera. E' una bella malattia... io almeno me la ricordo bellissima.
Ha ragione Damiano. Che poi, come le sa dire lui, ha ragione due volte..
Non fare come quel presidente di serie A che quando il portiere gli chiese di avere i guanti, lui rispose: e chi sei tu? guanti per tutta la squadra...
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