20.1.09

Folgorazioni

Apro stamattina La cuoca di Buenaventura Durruti e incontro nella prefazione Luigi Veronelli. Una scrittura magnetica e potente. "So solo impossibile obbligare nessuno ad essere libero". E non vedo l'ora di tuffarmi in queste pagine di "anarchia e cucina e vini come sangue". In cui ci accoglie, incipit prezioso, defense a Dieu de faire miracle en ce lieu, inciso sul portale del cimitero di Sant Medard a Parigi.
Poi ci credo che ti passa la voglia di andare a lavorare. Piove anche e la Russia ha nuovamente tolto gli apparati effimeri della democrazia per mostrare il suo nudo fondale.

3 commenti:

Damiano Zerneri ha detto...

Ah ma Veronelli era un grande. Lo ricordo confusamente alla tv, quand'ero un bambino, a parlare di cucina e vini (sull'onda del primevo e leggendario Mario Soldati di Viaggio nella valle del Po alla ricerca di cibi genuini). Negli ultimi anni, insomma, scriveva quei pezzulli di enogastrocrazia sul Corriere, mi pare la domenica, in cui parlava di tutto meno che di enogastr. Lì mi sembrava un po' andato.
Bellissimo il libro suo con Gianni Brera, "La pacciada" (u fà una bela paciada - ste fé, te pàciet - u pacià che ghe stu minga pü dènter), con centoquaranta pagine breriane di lombardignità e cucina da antologia.

> Piove anche e la Russia

e peraltro, come nelle Blue Hawaii di Paolo Conte:
"Sì, tu parlavi difficile
come fa l’Europa quando piove
e si rintana a dipingere
le isole del sogno"

Anonimo ha detto...

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra"
B.Durruti

RIP

elena petulia ha detto...

Avete scritto due cose bellissime. Grazie.