Non so farne una recensione equilibrata. Veneziani scrive molto bene, anche se appesantito dal vezzo dei giochi con le parole che non riesce a smettere mai, più forte di lui. Uno o cinque giochi in un libro sono perle. Cento invece sono un campo minato. La storia del viaggio a sud ha la magia del sud ma non quella degli incontri promessi. E in più, le opinioni politiche così divergenti dalle mie lo rendono in altri punti da orticaria.
Il sud però resta calamita. Niente a che vedere però con le meraviglie di Matteo Collura.
Ora cambio mezzo e mi sposto sui Treni di carta di Ceserani.
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