29.12.10

Io sono Charlotte Simmons

Tom Wolfe e' un narratore straordinario, capace di scrivere romanzi perfetti. Lunghi le pagine che servono a descrivere un mondo e l'arco di tutte le vite, pur rimanendo aderente al protagonista. E Charlotte e' un altro memorabile personaggio, anche se la mia preferenza resta per Sherman McCoy del Falo'.
E dopo un tuffo sul morbido, mi butto sul cemento, con Devi cambiare la tua vita di Peter Sloterdijk.
Ieri sera a letto con l'upbdm provo ad iniziarlo. Seguendo i suoi consigli, salto la prima introduzione, poi la seconda, arrivando quasi a meta' volume.
"Fondamentalismi, antropotecnica, riorientamento. Ma cos'e'? Lascia perdere, usa parole troppo lunghe, non si puo' leggere" conclude dopo avermi strappato il libro dalle mani, separandosi per un breve attimo dal Mucchio selvaggio.

3 commenti:

Gio ha detto...

Morbida la lettura di Io sono Charlotte Simmons? Io ho avvertito tutta la fatica della traduzione, poi compensata da un lieto fine talmente ovvio e vero da risultare straordinario. Mitica la descrizione del terrore sociale quando torna a casa per le vacanza di Natale. Ma stavo male per lei e con lei, povera Charlotte.

Anonimo ha detto...

le parole lunghe fanno deviare dal senso della frase, poi bisogna farci un respiro in mezzo, poi sono brutte, suonano male.

"A wop bop aloom op a lop bop boom"

vuoi mettere con Little Richard ?

upbdm

elena petulia ha detto...

E'vero: angoscioso e riflettente come uno specchio. Però un romanzo, un vero romanzo. Da qui il morbido. Atterrata sul morbido di Sutri? Ti abbraccio.

Upbdm, stasera cantamela.