14.12.10

Stagioni

((Domani diro' della cena e della felicita' degli incontri)).
A letto, gelata dalla vespa, mi schiaccio sotto il nido fatto da Nube, al calduccio, come direbbe Olmo con quella faccia che mi mangerei di baci sempre.
E leggo il mio libro.
"Sono contento, sono un bambino col piccolo chimico" scrive Jovanotti.
E io m'incanto, appesa. E penso che mai sono stata felice cosi' eppure so esattamente come si e' felici col piccolo chimico.
Tipo il dolce forno, sognato per una vita e mai ricevuto.

1 commento:

Gio ha detto...

Il Dolceforno! Anch'io lo volevo tantissimo, sfornava dolci immangiabili dal retrogusto cartonato, ma ti permetteva di trasformare la materia, come solo i maghi e gli adulti potevano farlo. Un sogno rimasto lì, preziosissimo.