17.1.11

La mia casa

Che bel titolo che ho scritto. Coraggioso.
Apro la porta e i fagotti corrono ad abbracciarmi forte, senza neanche sapere che ho un regalo per loro. Chi aiuta con l'acqua, il pane, spengono il forno, tutto da soli, senza chiedere. Poi dopo cena li osservo, ognuno sul suo angolo di tappeto e di divano, ognuno col suo pc, i suoi programmi televisivi, i video dei Nirvana e la chitarra. Tutto insieme, tutto di tutti che ridono ora qui ora li'.
"Ma voi ridete sempre insieme?"
"E certo mamma. Come si chiama tuo cugino? Vincenzo. Ma dai, come mio cugino Mario" e ridono.
Penso a quando ero piccola io, che a casa mi sentivo sempre sbagliata dappertutto. No tivu, no leggere, stai composta, metti a posto la camera, vai a letto.
Qui nessuno ha mai paura di niente.
Se ci penso, mi scendono le lacrime.

3 commenti:

Zu ha detto...

che bello!

ottanta/cento ha detto...

bello, sì

Gio ha detto...

Anche a me, pensando a questa catena di divieti che hai interrotto irradiando benessere come un laser.