23.2.11

Che poi la vita va così

Che ti scrive in questo delirio -  per tacer del lavoro, - tua sorella e tu leggi:  Elena, ho parlato questa mattina al telefono per caso con XX. Vi rimetto in contatto.
E XX, che legge in copia, è il mio batticuore di tutto il liceo, io che corro ogni sabato tra i paninari in piazza San Babila per vederlo un minuto, lui che mi scrive Ciao scema sul libro di scienze che tengo più sacro che la corona di Teodolinda, che mi saluta dicendo: che bello vederti, ora scappo e vado da Margherita, ciao.

Dai cassetti in effetti non poteva che saltar fuori anche lui.
Tra le frasi che ricordo, due. "Non puoi essere amica di XX. Lei è brutta. Le ragazze belle devono stare con le belle". La seconda, dopo i baci finalmente arrivati nell'estate della maturità, "Certo che culo, ieri ho baciato XX, oggi bacio te. Devo dirlo ai miei amici".

Poi ti chiedi com'è che certi rapporti si perdono.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

ho fatto male?
beh, allora se ho già sbagliato qualcosa, mi allargo e scritturo michelle da te per tutta la giornata domani. ecco fatto
t

Anonimo ha detto...

ho fatto male?
beh, allora se ho già sbagliato qualcosa, mi allargo e scritturo michelle da te per tutta la giornata domani. ecco fatto
t

Anonimo ha detto...

vedi che mi sono allargata ancor più? ho pubblicato due volte...

elena petulia ha detto...

No, ho riso: soprattutto sulla tua domanda chi era l'amica (peraltro 100 volte più bella di me)

Gio ha detto...

Mettilo in contatto con il mio batticuore dell'asilo, che hanno un sacco di cose in comune. Fedifraghi si nasce...

elena petulia ha detto...

gio, il tuo resta negli annali
lo incrocio per le scale e non mi capacito

Gio ha detto...

come diceva Pelè nella pubblicità del deodorante: "quando faccio una cosa, mi piace farla bene".

ottanta/cento ha detto...

Se un giorno, metti il caso, tu decidessi di raccontare un po' di episodi così a pagamento, ecco, io il biglietto lo pagherei