Oggi vado al poliambulatorio di Via Rugabella, in pieno centro a Milano, a fare una radiografia.
Sembra di stare in un reportage, nell'ospedale di Beirut sventrato dalle bombe.
Spazi giganti apparentemente privi di senso, vecchi arredi malridotti, ascensori che non arrivano, bagni impraticabili, personaggi e fotocopie da firmare che sarebbero invece da fotografare per le parole che contengono.
Uè, mi chiama dietro al vetro un signore che ha già in mano la mia impegnativa con nome e cognome, firma qui.
Chissà se il signor Formigoni c'è mai entrato. E se c'è entrato, cosa ha pensato.
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