Stamattina mi chiama che ha dimenticato la tuta. Corro a scuola e faccio per lasciarla alla bidella ma lei mi dice che non può ritirare niente e che io non posso andare in classe.
In quel momento arriva un ragazzo di terza e la bidella gli dice: non è che gliela porti tu? In che classe è, signora, e come si chiama?
Seconda, dico, Notarianni.
Il ragazzo mi guarda stranito e dice: Notar?
Io dico: Olmo, Olmo Notarianni.
Gli si allarga la faccia: ah, la mamma di Ol-Mito?
Eccoci. Quel mio olmito ossessionato dalla paura di prendere note, che ieri mi chiama da scuola perché ha vomitato, perché lo vada a prendere. Torno in ufficio e mi ha già chiamato: mamma, ho sbagliato, scusami, tu sei così presa, dovevo chiamare i nonni.
A me quel mio cucciolo mi scioglie il cuore. E anche gli occhi.
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