19.3.08

Diversity management

Ieri sera ho rassicurato le lacrime silenziose di Olmo, che si sente diverso da sé in questo periodo. Dal sé di sempre.
E lo è, anche. Gli ho detto la verità, che è bello accettarsi nei periodi off, così come quelli on. Che è umano, che ci rendi umani.
Anche io mi sento diversa, ma non ancora abbastanza.
Ho proprio voglia di sentirmi diversa dalla me di sempre, dalla videocassetta che gira in loop, per dirla come la dico a Elena 3.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Si cresce e non è mai gratis.

RIP

Damiano Zerneri ha detto...

Anni fa uscì un libro fotografico composto , se non ricordo male, tutto da lastre fotografiche con ritratti di scritori.
Il titolo era: "Ignoto a me stesso".
Mi piace appunto questa espressione, che credo abbia a descrivere un fenomeno in cui ci si ritrova spesso nella prassi quotidiana... chi più chi meno.

Mette un po' tristezza vedere le lagrime di un bambino che si trova appunto ignoto (o diverso) a se stesso, ma come dice rip, crescere è un processo che spesse volte può essere faticoso e doloroso.

elena petulia ha detto...

Mi sono piaciute, le sue lacrime, perché in effetti sta facendo cose sbagliate. Io non gli ho detto niente. Ma è come se si sgridasse da solo. Come Bianca, che mi dice: sai mamma che alcune mamme sgridano i miei compagni se prendono brutti voti? Ma non lo sanno che uno già si sente malissimo da solo, quando li prende?
Ecco, così.
Ignoto a me stesso. Bellissimo. Ho voglia di esserlo e lo sono così poco.