
Me l'ha svelata Davide Paolini stamattina al Gastronauta. E poi, cercando in rete ulteriori indicazioni, ho trovato quelle chiarissime di Alessandro Gilioli. Avendo una nonna contadina che ci ha sempre dato le uova delle sue gallinelle, il problema non me l'ero quasi mai posta. Mi limitavo a cercare categoria A, allevate all'aperto.
In realtà controllando le mie nel frigo, prese in Val Curone guardando le A con il macellaio rassicurante, mi accorgo che sono allevate in gabbia, perché il loro primo numero è il 3.
Mandate a memoria la legenda di Gilioli, perché è importante.
Anche perché qualcosa cambi davvero, in questi spesso luoghi inumani (e io credo, a quello che diceva Come l'acqua per il cioccolato, che mangi l'amore, la rabbia, l'inumanità delle materie prime e della mani che le hanno cucinate).
Mi chiedo peraltro perché il codice vada cercato dentro una scatola chiusa: e perché non sulla confezione esterna, con una semplice legenda del codice quanto meno nelle sue parti essenziali. La risposta la conosco e mi dà la stessa orticaria dell'avere nel frigo quelle uova sbagliate.
5 commenti:
forse perchè se tutti vedessero il codice e sapessero il suo significato potrebbero volere uova di qualità migliore?
se poi estendiamo il concetto ad altre cose della vita quotidiana.....
spalluzza
Chi sei, spalluzza? E' così, direi, proprio come dici tu.
grande scoperta ! domenica guardo se ci sono i numeri anche sull'uovo di Pasqua.....
Rido: oggi mi sono arrivati uova e auguri da Publitalia. Senza codice.
anch'io !!!
ricevuto Lindt da 4KG con il biscione sul fiocco.
chissa' se l'ha covato il berlusca di persona o ha delegato a Bondi.
Bondi pero', sembra un pulcino troppo cresciuto.
Oddio, e se dentro l'uovo c'e' proprio bondi ?
...
scusate, ieri sera ho mangiato peperoni... :-)
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