25.3.08

L'uomo che cade

Cade lentissimamente, il protagonista del romanzo di DeLillo.
E lentissimamente prova a rialzarsi.
E' davvero straordinario il modo in cui DeLillo trasferisce questo senso di vuoto e caduta dopo l'11 settembre, il vuoto delle orecchie e il blackout della mente, con un nuovo modo di osservare e ascoltare. Chi corre, chi legge poesie, chi ascolta il respiro di una mela verde, chi replica all'infinito la caduta attraverso performance silenziose.
Il mio preferito, dell'autore.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ok. Ok. Lo leggo. Però con due pregiudizi. Primo: continuerò a preferire Underworld. Secondo: sul tema 09/11 continuerò a preferirgli Safran Foer e il suo "Molto forte..."

elena petulia ha detto...

Io l'ho preferito ad Underworld (anche se capisco che Underworld abbia un valore molto diverso). E su Safran Foer sono assolutamente d'accordo con te.
Le foto finali, che fanno risalire l'uomo nel suo ufficio. Quelle restano la mia immagine dell'11 settembre.