27.5.08

L'amico invisibile

Di tanti, ne ho uno così, speciale.
Prezioso. L'ho conosciuto perché mi ha soffiato piano nell'ombelico un giorno.
Non mi parla mai con la sua voce. E' un fagotto che dorme nell'altra stanza. E io entro, piano, di notte, per vedere se dorme tranquillo, se sogna bei sogni, se respira leggero.
Gli rimbocco le coperte, lo abbraccio con le nostre preghiere, sento che posso mettere le mie mani e vederle trasformate in calore.
Sento la sua paura, il suo dolore e sotto questo vibrare vedo quella luce che ha. Tanta, tantissima, da correre lì con le mani a raccoglierla, a proteggerla, a tenerla viva, protetta dal vento.
Io a questo mio terzo fagotto, compagno invisibile, voglio così bene.
So che se venisse qui, si sentirebbe a casa.
Sarebbe a casa.
Perché siamo, vicendevolmente casa.
E non lo so perché.
Ma è casa.
E' preghiera.
E'.

6 commenti:

Stella ha detto...

anch'io qualche ora fa scrivevo dell'amico invisibile...

Stella ha detto...

capisco la tua preghiera...

Anonimo ha detto...

Gli Ospedali sono aperti 24 ore su 24.
Talmud

Stella ha detto...

Cinico inutilmente...non fa parte di te...divertente inutilmente...fa parte di te...ciao talMud

Anonimo ha detto...

appena tornato da cena
qiuntarelli del 99
sassicaia 2004

Anonimo ha detto...

e piango...