28.10.09

Pasta con i broccoli arriminati

Che poi a meta' del cammino mi accorgo di non avere pane grattugiato, ne' friselle da sbriciolare, ne' cracker ne' uva passa.
Pero' metti a bollire l'acqua.
Raggiunge i 100 gradi e butti il sale grosso, una bustina di zafferano e poi i broccoli, tagliati a bonsai.
Poi i broccoli li togli quasi subito, sostituendoli con mezzo chilo di radiatori Garofalo, 65 centesimi all'esselunga, e li tuffi nella padella di olio, agli abbondanti e un filo d'acqua. Quando la pasta e' croccante, la butti a capofitto nello scolapasta e poi, ancora bagnata, nella padella.
Ancora uno zafferano, mandorle e pistacchi sbriciolati.
Olio, pepe, sale. Acqua minerale, come si diceva da piccoli. Mentre e' tutto un amarcord con certe cene ai radiatori a casa della bella Elena, che oggi mi scrive: pero', ci pensi come eravamo qualche anno fa?
E con il Vertigo di Felluga mi viene ancora più da ridere. Videocassette a go-go. Tutto e' passato e, come dico, con un sospiro di sollievo.
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2 commenti:

ottanta/cento ha detto...

Ma l'acqua non bolle a 180 gradi? Ah, no no. E' l'angolo piatto che bolle a 180 gradi.

elena petulia ha detto...

Poi se lo giri (il piatto) raddoppia di volume. Come una moltiplicazione divina.