5.1.12

Passato eternamente prossimo

Leggetevi il meraviglioso editoriale di oggi di Belpoliti su La Stampa.
 "Come ha spiegato molto bene John Berger alcuni decenni fa, le società contemporanee sono fondate sull’invidia: si sono avviate nella direzione della democrazia, ma poi si sono fermate a metà strada, per cui l’individuo consumatore «vive la contraddizione tra ciò che è e ciò che vorrebbe essere», e l’invidia diventa il motore stesso di questi aggregati umani. Il senso d’impotenza nasce dalla promessa di futuro e insieme dalla dimenticanza continua del presente. Questa è la base su cui nascono e prosperano il glamour e il vintage."

Per fortuna che in questi giorni l'invidia è stemperata dalla sana ironia di due comunicati ufficiali. Quello di Monti sulla cena di Capodanno, sui sito del governo e quello dell'Agenzia delle entrate sulla fortuna portata ai commercianti dal blitz a Cortina, che ha miracolosamente quadruplicato gli incassi.

Il senso d’impotenza nasce dalla promessa di futuro e insieme dalla dimenticanza continua del presente.

Un mantra.

3 commenti:

Gio ha detto...

geniale, l'ho anche condiviso su librofaccia. l'invidia motore delle democrazie occidentali...

sqwerez ha detto...

l'invidia ci impedisce di godere i nostri momenti lasciandoli soli a se stessi...

elena petulia ha detto...

L'invidia è umana. La nostra, invece, disumana.