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26.8.09

Dei mercati

Stamattina mi perdo per caso negli ingorghi di lavori e del gigantesco mercato del mercoledì di piazza Martini.
Che incanto.
Con quei colori e quel misto di odori e vociare che trasformano ogni luogo in una piazza del sud.
Come tornare bambini (anche se a dire la verità da piccola ad un certo punto non volevo più accompagnare mia madre perché c'era sempre un vecchio che si metteva dietro di noi e mi molestava).
Nemmeno lì ti lasciano in pace. Altro che come diceva mia madre: facciamo attenzione che non ci diano pomodori marci.

Guarda un po' i pensieri.
Iniziano qui e finiscono là.

1.4.08

Milano

Forse non sarà più sempre Milano, ma cambierà dopo la vittoria dell'Expo.
Il titolo è un bel titolo: a Milano l'Expo 2015.
Il sottotitolo invece mi fa pensare: Milano batte Smirne. Eh sì, miei cari.
Intanto ho già fatto richiesta per il mio bar Petulia di rimanere fuori da questa distribuzione della pioggia di soldi che cadrà sulla città.
Torneranno i Navigli, forse si costruirà la biblioteca europea, Liebeskind si esprimerà al meglio. Insomma, chissà. Che Dio ce la mandi buona e onesta il più possibile. Che solo l'idea di Italia 90 mi fa venire l'orticaria.

28.3.08

Porta Romana bella

Oggi, con i semafori tutti saltati, ancora di più.
Automobilisti, biciclette e motorini che si cedevano vicendevolmente il passo. Alle vespette rosse poi che te lo dico a fare.
Il che significa che quello che penso ha senso. Che in mano all'anarchia, le cose sono più civili, più facili, più educate. Beh, gli imbecilli non scompaiono, però ragazzi, non è che si può avere tutto.
Stasera Wong Kar-Wai? Ho anche convinto la mia Biancotti.

19.2.08

La strada

A Milano è battuta da 1.600 clochard, secondo i dati di Croce Rossa. Mille e seicento, a Milano.
Oggi ne ho conosciuto uno.
Un uomo bellissimo, si vede ancora. Ero davanti alla scuola, aspettando Bianca, per farle una sorpresa e portarla a casa, prima di rivolare in ufficio.
"Una donna bella e di cultura come lei - stavo leggendo il libro - non può non apprezzare queste cose" e tira fuori una sfera di porcellana. "Vede, questo è il mondo, è la vita, e io la vendo per 5 euro".
"Mi deve scusare, ma non ho soldi"
"Allora mi invita a casa sua a bere il caffè e gliela porto"
Ho sorriso. Come spiegargli che volavo a salutare bianca, tornando subito indietro, che a casa sono senza caffè da una settimana, che sono sempre senza contanti, che ero piena di pensieri su come la vita prende le vie più strane.
"Dove lavora lei?"
Glielo dico. "Ah, vicino a dove vive la Cerini, la moglie di Enrico Baj. Ho vissuto con loro per un mese e mezzo. Adesso lei sta con Valpreda, sa, quello della bomba. Non si sa stare soli mai. Meglio un marocchino, piuttosto".
La vita è così. Prende le forme più strane, sì, componendo incroci.
E la cosa buffa è che come gli ho detto, lo avevo già incontrato.
Un pomeriggio al Dal Verme ad ascoltare Fassino e ad arrabbiarmi con Sgarbi.
Vendeva quadri, quella volta.
Intanto è tornata la ragazza rom di Porta Vercellina, con in braccio il fagotto, che avrà tre, quattro mesi.
Tutti e due lì, abbracciati sul ciglio della stessa strada, a raccogliere fortuna.

7.2.08

Carnevale

Milano oggi è così pazzesca di cielo e di sole che persino i piccioni si sentono gabbiani e prendono rincorse di voli battuti e poi veleggiati che sono da non credere.
Giuro. Li vedo dal taxi, ma è così. Travestimenti.

25.1.08

La Torre Velasca

Oggi, guardandola da sotto in motorino, con questa luce del tramonto era pura poesia.
Sembrava un quadro di Petrus:-P

22.1.08

Stasera

Milano sa di primavera. Tornando in motorino, con la bellissima pagella della mia Biancotti nella borsa, dietro un tram che mi sembra d'essere a Lisbona e respirare il mare. Quasi mi dimentico che sto tornando in ufficio per l'ultima riunione.

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21.1.08

Lui sì, che è un cristiano

Parlo di Tettamanzi, come prima parlavo di Martini.
Milano, in tante disgrazie, ha questa fortuna. Di avere arcivescovi straordinari. E straordinariamente coraggiosi.
Resistete. Ne abbiamo tutti quanti bisogno, anche chi crede di no.

18.1.08

Alla Fiore

Che amarcord, stasera, la pizza io e i fagotti alla Fiorentina di viale Bligny. Sempre squisita, economica, affettuosa.
Certo poi dai capelli alle calze tutto va mandato in tintoria. Ma ci sta.

21.12.07

Indovinello

Secondo voi a Milano esiste anche altro rispetto a vie, viali, piazze, larghi, vicoli?
Oggi ho scoperto l'esistenza di un Sito. Sito Renato Mieli. In Corso di Porta Romana. In effetti non è una piazza e non è un largo. Ma ben bizzarro, non l'avevo mai notato. Giusto per riempire il silenzio, eh, che oggi sono qui che aspetto, facendo parole crociate.

15.12.07

Fauna food

Il sabato dei fagotti è il sabato di Nube: la mattina viene con noi a fare la spesa. Non riusciamo a fare un passo senza che tutti si fermino. In effetti è una lince, non un gatto.
Fauna food è una delle tappe. E lì ti accorgi di come tutti quanti hanno una passione in comune abbiano voglia di parlare e di essere vicendevolmente gentili. E incontri cose che. Un buffo signore con un riporto di capelli è arte pura. Che con il carrello debordante scatolette dice che ha 30 gatti randagi a Rogoredo e con il telefonino ci fa vedere le foto di tutti e 30 i mici. E tutti che si fermano e tirano fuori i loro cellulari per fare vedere i propri e che ti raccontano tutto. Vita, malattie, miracoli.
Ognuno di noi ha voglia di parlare, di vivere, di raccontare, di riempire vuoti, di occuparsi degli altri.
Così come quel/quei nomadi che si erano accampati nella mansarda in Galleria. Più vicini alle stelle. Hanno fatto bene. Fossi il Comune, gliela metterei a posto. Ma questo comune in comune non mette niente, neanche gli spazi che nessuno vuole. Nemmeno a Natale. Forse è più facile sfamare gatti randagi che umani randagi. Ma lo dico anche a me.

13.12.07

Stasera


Qui io voi tango malinconie presente passato presente futuro ricordi pensieri neon Filippo fiducia manca chiudere stare tempo cuore paure interruttori vineria bicchiere bottiglia risate amici posti di sempre e di mai ricordi monete mamma latte seno ciuccio bicchieri ancora fabri pia bea passeggini cena mariti?no, noi. Dopo. Mamma. Bianco rosso Ancora. Ancora. Musica altissima. Paura. E poi vita. Vita, perché è più forte delle paure, sempre. Per fortuna. Sopra vivere. Sopra, sopra il sole, negli occhi. Sì.

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12.12.07

Copio incollo e taglio e ci vado

Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci partecipa all’iniziativa “Milano delle Fabbriche” e lunedì 17 dicembre dalle 18.30 alle 24.00 propone una serata alla scoperta delle fabbriche milanesi viste da una prospettiva insolita.

Nell’Auditorium del Museo saranno proiettati due rari film di Ermanno Olmi e Silvio Soldini e alcuni spot Lambretta degli anni '60.

Si terranno poi percorsi guidati nelle collezioni alla scoperta di alcune tra le più note fabbriche milanesi e del territorio lombardo, Pirelli, Falck, Riva Calzoni, Tosi Brown Boveri.


Le proiezioni saranno a ciclo continuo a partire dalle ore 18.45. Le visite guidate partiranno ogni 45 minuti dalle 19.15 in poi. Inoltre, dalle ore 20.00, sarà a disposizione del pubblico un aperitivo.


· Silvio Soldini, La fabbrica sospesa (1987)

Silvio Soldini mette in scena con tocco delicato e rigoroso la storia della Pirelli Bicocca, una delle più grandi fabbriche di Milano, attraverso le testimonianze e i volti dei diretti protagonisti della sua lunga vita.

· Ermanno Olmi, Costruzioni Meccaniche Riva (1956)

Fiori metallici imponenti, dalla precisione millimetrica, prendono vita all'interno della Riva Calzoni. Ermanno Olmi trasforma il racconto della fabbricazione di una turbina in puro godimento visivo e poetico.

· Lambretta, spot anni ‘60



7.12.07

Devo mettermi in testa

che tradire fa bene.
Altro che paura.
Oggi ho scelto di tradire il DownTown, che ho mollato dopo 4 o 5 anni. Mi sono iscritta al Get Fit di via Piacenza e mi è successo di tutto: ho pescato il regalo più fortunato, ho incontrato Cristina, risprofondando nei ricordi dolceamari di via Fumagalli, rimediando un invito al jamaica per martedì e un possibile fidanzato.
No, dico. Davvero dovevo iniziare a sfiorare i 40 anni, per riuscire a capire qualcosa della vita.

24.11.07

Stasera

Feste senza felicità. Case bellissime, perfette dove l'imperfezione è frutto d'artificio. Come se ci fosse un dressing code, e c'è, di fatto, a parte Giac con il suo piumino giallo.
Parlare dei figli, per giustificare uno status. Persone di servizio che lavorano. Io non ci riesco, a fare l'ospite. Appena posso, le chiacchiere con una ucraina e una peruviana. Dice l'ucraina che qui è felice.
A Napoli no. Siamo arrivati a Italia, ma Italia non c'era, c'era Napoli. Servivo, ma la vera signora ero io, dice. Ucraina non c'era lavoro, a Napoli sì ma non ti pagavano poi. Qui sì. Meglio allora stancare piedi e mani ma avere il cuore e l'anima in pace. E io ho due mani e due piedi e li stanco, ma sono felice.
Sorrido, con le lacrime qui. Tre figli, lei 35 anni, un marito. Tutti in ucraina, a casa, loro in pace, sotto il suo sacrificio. Lo amo più del primo giorno, mio marito, e sono passati 15 anni. E' muratore, dice orgogliosa, e sta con i nostri figli.

Noi - io - crediamo di avere anima e cervello e cuore. Quelli felici hanno mani e piedi.
Serve la necessità, ananche, a darci forza, idee, passione. Perché? Perché siamo così stupidi, così profondamente stupidi. Così oltraggiosi. Così scandalosi nella nostra incapacità di godere di una felicità possibile. Fino a che ananche non ci unisca.
Non è un mondo che mi fa sentire a mio agio. Proprio no.

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Desi rammendi

Sotto casa mia una signora albanese ha aperto una piccola sartoria rammendi. In sei mesi, da bottega con lavoranti, sì è trasformata in negozio carino con camerino. È bello stare qui in coda. La gente dà i consigli: ma no, stringere ancora, così le sta bene. Più basse le spalle, sì sono d'accordo. Incredibile vedere che ci sono persone che comprano cose tre taglie più grandi perché era un affare e poi le affidano a Desi, perché le ricucia addosso a loro.
Armani a quel prezzo, e dove lo trovi.
Mentre anch'io sfilo con pantaloni da accorciare, entra uno strano tipo.
Come sta, la mia sartina di Parigi. Devo saldare e ritirare.
La sarta Desi tira fuori cose mai viste: volant, fiori d'oro su drappi neri, rose accese su sete giallo sole.
Io penso: solo un travestito. Meraviglia.
E invece, tra un consiglio e in altro, un orlo e un altro, viene fuori che sono di moira orfei, che ha montato qui il circo.
Chiedono consiglio anche a me per in nuovo accostamento (fucsia su beige) e mi invita al circo.
Chiudo con una poesia. Dice Desi nel suo italiano imperfetto: sai, l'altra sera che moira era in tv ho chiamato in Albania che vedono la nostra tv e tutti ci siamo emozionati a pensare che quella camicetta che moira aveva l'avevo sistemata io.
L'emozione ha zittito ogni altro pensiero. Ed era di tutti.
Adesso vado a yoga. Felice.

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22.11.07

Icone petulia in giro per la città

Com'è che gli altri vedono icone petulia in giro per la città e io non vedo gli altri?
Alzi la mano chi ha visto ieri una petulia vestita con tacchi e gonna scivolare come nei film dalla rampa del parcheggio di via Commenda. Tacchi che volavano e la povera petulia pure. Un dolore, che non vi racconto. E un ridere, altrettanto. Le calze però, ottime Wolford, hanno retto.
Ma, se vedete l'icona, non cliccateci sopra come quel demente di Omar Rattazzo.
Che incontrandomi sotto la pioggia in motorino, nel suo nuovo, fiammante taxi, mi ha stretto per farmi uno scherzo e ancora un po' mi ammazzo per la paura e per la scivolata. Furibonda mi avvicino, dicendo gli sfascio la portiera a sto cretino e lui dal finestrino: certo comunista che è sempre un piacere vederti.
Era meglio quando faceva il barista. Va beh, mi faccio il terzo caffè della giornata, alzando il volume.

15.11.07

Milano

Ho aperto alle sette, stamattina. Città deserta, luce spettrale, immobilità. Persino le foglie restano sui rami. Cosa attende oggi, questa città?
Qualcosa di sicuro.
Stamattina al bar una strana colazione. Sette anni che non succede. Ommo, io e Maso. In pace, ma silenti. Ommo che guarda perplesso, sorridendo ma insieme stupefatto.
Conti che non tornano, poesia di un momento e paura -sua - che una parola possa bucarlo.
Shh.

11.11.07

Grand'Italia

Perché sì, comunque.
Perché ieri sera ho mangiato lì la pizza per la prima volta.
Perché come dice Giacomo (non Giac) viaggiare ti fa venire voglia di tornare a casa. Con dedica a Massimo e Titta e ad una Bianca sintetica che legge.

Branagh, mentre allaccio le scarpe per andare a correre: incantevole.
Un sinolo perfetto, tra cinema e teatro, tra Michael Caine e Jude Law straordinari, tra la regia di Branagh e le parole di Pinter, tra i due piani e i due livelli.
Andate, benedico.

29.10.07

Con dedica

A Lauretta. Maestra di vita strafalcionata, colorata, s-logata.
Stamattina in motorino ascoltando Taslima degli Zebda (che su you tube non trovo) pensavo che hai proprio ragione, sul powerful power della musica (sì, lo so che tu lo dici in barese). Tram jumbo paralizzavano la circolazione, clacson impazziti, persone che quasi arrivavano alle mani, mentre io ballavo.
Dovrei solo smettere di ballare sola.